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IA e SEO. Un nuovo modo di posizionarsi su Google con il SEO copywriting

Come trovare nuovi contatti grazie alla semantica

Come trovare nuovi contatti grazie alla semantica

Come ottenere contatti con la semantica
photo credit: LEGO Mines of Moria (9473) MOC/MOD via photopin (license)

Troll e orchetti sono semanticamente affini: le serp di Moria verranno conquistate!

Ben ritrovato su questi lidi!

Nella scorsa puntata abbiamo analizzato i benefici SEO dello storytelling e abbiamo appreso come migliorare il posizionamento del nostro sito web grazie a pratiche di narrazione che incidono sul fattore “emozionale” della SEO; nello stesso articolo accennavamo alla possibilità di acquisire prestigio agli occhi dei motori di ricerca producendo contenuti che ci permettano di qualificarci come entità tematizzate e rilevanti.
Oggi espanderemo questo aspetto soltanto accennato e vedremo come la produzione di contenuti sviluppati in un’ottica strategica attorno a una nicchia di argomenti può aiutarci a ottenere nuovi contatti.

Come crearti una reputazione con la semantica

Devi sapere che la SEO del futuro (le avvisaglie si vedono già da oggi) non si baserà più sulle keyword, oppure esse saranno solamente un tassello – e probabilmente secondario – di un puzzle molto più grande: come puoi intuire, le chiavi di ricerca sono un aspetto “formale” e non “essenziale” dei bisogni degli utenti, nel senso che  lo stesso concetto alla base delle query di ricerca (“come fare a…”, “cosa è il…”) può essere espresso in vari modi (combinazioni di parole) riferendosi al medesimo significato.

Per fare un esempio, se cerchi informazioni sul cuocere la pasta potresti cercare “come cuocere spaghetti”, “quanto devono bollire gli spaghetti”, “come cucinare spaghetti” ecc. e teoricamente gli stessi risultati delle serp andrebbero bene per query formalmente differenti.

Danilo Petrozzi ha affrontato l’evoluzione della SEO dalle keyword verso le entità e ha rilevato che:

  • con la diffusione dei Google Glass prenderanno sempre più piede le ricerche “parlate”, ovvero mutuate dalla forma di conversazione comune.Non bisognerà più introdurre frasi costruite forzatamente per contenere termini di interesse, ma inserire soltanto periodi che verrebbe spontaneo da pronunciare
  • per posizionarsi con chiavi di ricerca secche bisognerà produrre sempre più contenuti di qualità. Occorrerà dedicare sempre più tempo e fatica nello sviluppo di pratiche di content marketing per ottenere gli stessi risultati di prima.
  • il trust di un intero dominio sembra surclassare il valore riconosciuto a un singolo contenuto (es. un brand autorevole come Giallo Zafferano non è posizionato per una ricerca specifica come “ricette risotto alla milanese”, ma per l’entità generale “ricette” ), il che porta a una grande quantità di visite ottenute dalla convergenza di miriadi di chiavi di ricerca verso lo stesso dominio.
    Ti immagini che faticaccia sarebbe ottimizzare il sito per TUTTE queste possibili long tail keyword, altrimenti?

Google si sta evolvendo dall’offrire risposte “scoordinate” (risultati associati in maniera non strutturata, ma selezionati e attribuiti uno per uno alle rispettive chiavi di ricerca) a identificare dei macro-oggetti costituiti da attributi che li definiscono in ogni dettaglio, chiamati entità. Questo avviene perché il motore di ricerca non legge semplicemente ma – in particolare dopo l’avvento di Hummingbird – capisce il senso delle parole che scansiona, pertanto è in grado di offrire risposte pertinenti al contenuto  – più che alla forma – delle richieste che gli vengono sottoposte.

La sfida per i SEO pertanto diventa non quella di creare singoli contenuti, ma “alberi” di contenuti tematizzati per un certo argomento che vengano recepiti come affidabili dagli algoritmi di ricerca, per essere proposti come risposte attendibili in molteplici circostanze (“un dominio per tutte le occasioni”, potremmo dire).

Impiegando il markup di schema.org (ecco una guida su come estendere il Knowledge Graph attraverso schema.org) aiuti i motori di ricerca a inquadrare i contenuti del tuo sito e ad attribuire specifici significati ai testi in esso contenuti; in questa sede tuttavia non mi soffermerò nel definire gli aspetti tecnici dell’implementazione, voglio proporti invece alcuni suggerimenti su come impostare la tua strategia di content marketing per creare un ponte semantico con i tuoi follower.

Con il termine ponte semantico intendo un collegamento non “fisico” (es. fatto di backlink) ma “argomentativo”, un’associazione che sussista tra te in quanto entità tematizzata e i tuoi seguaci, i quali ti troveranno in rete ed entreranno in contatto con te proprio in virtù dei temi che tratti e di come li tratti.

In soldoni: se vuoi presentarti come esperto di un certo argomento, fai bene a creare contenuti tematizzati per essere riconosciuto dagli utenti come autorevole in un determinato ambito e per  spingerli a rivolgerti frequentemente a te per trovare risposta alle proprie esigenze informative.

Per creare un ponte semantico tra te e i tuoi utenti ti suggerisco di lavorare su 4 step:

  1. la definizione della tua entità persona in quanto “fulcro”  di informazioni legate a un certo tema
  2. la realizzazione di contenuti semanticamente affini inerenti la nicchia nella quale vuoi emergere
  3. l’ottenimento di condivisioni spontenee tematicamente costanti, ovvero inerenti sempre uno stesso ambito di argomenti
  4. la conquista di “segnali di ritorno” della tua autorevolezza sotto forma di backlink, menzioni e co-occurrences

Step 1: Definisci chi (semanticamente) sei

Prima di tutto, controlla se Google ha già ben presente chi sei – o meglio, a quale ambito semantico il tuo sito appartiene – e se vieni associato spontaneamente ad altri contenuti web, di genere simile al tuo. 
Per farlo basta utilizzare gli operatori di Google: se il tuo è un sito giovane è normale che il motore di ricerca non abbia ancora sufficienti informazioni per inquadrarti, ma se sei in rete già da diverso tempo dovresti trovarti accoppiato ad altri siti affini tematicamente al tuo.
Se così non fosse, può essere sintomo che la tua campagna di realizzazione contenuti non è tematicamente coerente e dall’ambito chiaramente riconoscibile, pertanto occorrerà scegliere una volta per tutte la direzione da dare alle tue strategie di content marketing.

Step 2: Realizza una rete di contenuti affini

Ivano di Biasi ha sviscerato approfonditamente le tattiche per posizionarsi con la semantica e spiega che Google, analizzando un documento, lo setaccia per individuare le entity (gli argomenti rilevanti) e le  relazioni tra di esse; riesce inoltre ad espandere le proprie conoscenze analizzando gli anchor text per estendere la propria banca dati di significati e termini associati.

Ne dovrà passare di acqua sotto i ponti prima che si possa abbandonare del tutto lo studio delle keyword, tuttavia un approccio che ti consiglio è quello di passare dall’analisi “formale” del bisogno – la chiave di ricerca secca – alla comprensione essenziale della necessità: per fare ciò puoi realizzare contenuti – articoli, video, podcast, infografiche, slide, interviste e via dicendo – sviluppati a partire

  • da varianti delle keyword di interesse
  • toccando argomenti correlati a quello che ti interessa

Anziché focalizzarti su poche keyword dall’alta competizione, procedi a individuare una rosa di espressioni parallele/complementari a quelle principali (i miei strumenti preferiti per farlo sono il keyword planner di Google Adwords, keyword revealer e Ubersuggest) con cui fare da contorno alla chiave secca cuore del tuo articolo; passa quindi ad analizzare nei tuoi testi argomenti affini a quello centrale, promettendo di approfondirli in articoli successivi.
In questo modo creerai una rete di contenuti tematicamente simili e fidelizzerai i tuoi lettori spingendoli a tornare per visionare i nuovi contenuti realizzati sulla falsariga di quelli precedenti (che hanno già imparato ad apprezzare).

Posizionarsi per argomenti ultra affrontati, come sai, è tuttavia una faticaccia: molto meglio realizzare contenuti di nicchia per guadagnare menzioni: tuttavia come scegliere argomenti non già prepotentemente sviscerati?

Un approccio di Francesco Margherita che mi sembra molto interessante è quello di individuare una domanda latente (un bisogno concettuale non adeguatamente risolto) a cui rispondere con un contenuto creato ad hoc: in questo modo affronterai un livello di competizione del tutto diverso e creerai un nuovo tassello del tuo ponte semantico fatto di tanti argomenti tematizzati.

Step 3: Stimola condivisioni semanticamente tematizzate

Per ottenere una rete di contatti occorre che le persone vedano in te un punto di riferimento talmente valido da fare lo sforzo di condividere i tuoi contenuti con altri (qualificandosi come “gli intermediari” che ti hanno fatto conoscere).

Sempre nell’ottica della tematizzazione semantica che stai perseguendo, un modo per guadagnare condivisioni spontanee affini è quello… di trasformarti in un meme.

Se bazzichi almeno un po’ in rete hai presente cosa sia un meme: un’idea piuttosto elementare che si trasmette a una velocità incredibile nella rete per merito di due componenti: una estrema riconoscibilità del concetto trasmesso e di un effetto comico intrinseco.

Quando ti dico di diventare un meme, intendo dire che per ottenere menzioni che accrescano naturalmente nel tempo hai bisogno di diventare per la tua nicchia una entità attribuibile senza indugio a uno specifico argomento. Proprio come un meme, il tuo nome/profilo deve:

  • trasmettere una idea semplice e precisa: anziché affrontare temi generalisti (come la cucina in generale), puoi concentrarti nel creare contenuti di qualità ristretti a una certa sotto-nicchia (es. dolci), in modo tale che
    • la concorrenza nel posizionarti (e nel venire menzionato) sia molto minore
    • le visite, seppure minori, siano molto più interessate al tema che tratti, con l’aumentare della possibilità di ottenere menzioni e share da parte di persone attratte da quello specifico argomento
  • diventare virale: per stimolare le persone a tornare frequentemente sul tuo sito hai bisogno di introdurre un qualche elemento che possieda caratteristiche di originalità e di interesse comune. Ad esempio, potresti rilasciare periodicamente un ebook realizzato sulla base dei suggerimenti dei tuoi lettori: più richieste ti verranno inoltrate, più argomenti verranno sviscerati, pertanto i tuoi utenti avranno l’interesse a diffondere i tuoi articoli per guadagnare nuovi spunti da farti approfondire.

Step 4: Ottieni “segnali di ritorno” semanticamente affini

Ora che “sei diventato grande”, hai bisogno di creare segnali di ritorno a partire da nodi di rilievo della tua rete semantica che trasmettano ai motori di ricerca un po’ della stima che i tuoi contatti hanno per te: lo scopo di Google e colleghi quello di offrire contenuti rilevanti per gli utenti, e se riesci a importi come una presenza che spruzza valore da tutti i pori sarai in grado di ottenere link e menzioni spontanee.

Il fatto che le attività di content marketing siano orientate a ricevere backlink in virtù di un apprezzamento collegato alla qualità del contenuto non è un mistero: io stesso, quando realizzo un articolo come quello che stai leggendo, non manco di linkare coloro che mi hanno ispirato e che mi sembrano meritevoli di essere portati a conoscenza di un pubblico ancora più vasto.

Tuttavia, come dice Benedetto Motisi, l’attività forsennata di inserimento dei link è segno che ci sia un SEO dietro la tastiera (pertanto il rischio di ricevere penalizzazioni per aver prodotto indigesti link non spontanei non è affatto implausibile), mentre un normale utente – è ragionevole pensare- si concentra sulla conversazione e sulle menzioni testuali.

Oltre alle attività di link building moderate che al momento è sicuramente d’uopo portare avanti, valuta anche di porre l’accento sull’associazione semantica tra i tuoi contenuti ed altri affini, magari anche con più trust dei tuoi.

Grazie alle co-citazioni (ecco uno studio interessante di Tagliablog) il collegamento semantico nasce dalla vicinanza del brand a un termine di interesse anziché dai backlink, ma a differenza di quest’ultimo appare naturale e genuino in quanto prodotto della menzione spontanea degli utenti.

E tu? Cosa ne pensi?

Naturalmente quelle che ti ho appena esposto sono considerazioni personali, frutto della mia osservazione dell’ambiente web che frequento ogni giorno, che elaboro cercando di prevedere nuovi modi vincenti di fare SEO: sarei felice di conoscere la tua opinione in merito, ti va di commentare questo articolo?

2 thoughts on “0

  1. Articolo molto interessante, dove alcuni spunti sono da prendere in considerazione. Anch’io nel mio blog ho trattato la semantica esattamente ho spigato che cos’è e come funziona. Questo argomento è molto ampio e tanti seo ancora non sono d’accordo o non la vedono ancora bene. Ti dico la seo semantica andrà oltre. Ciao a presto

    1. Ciao Francesca, ti ringrazio molto per il tuo contributo!
      Sono felice di incontrare un’altra blogger interessata a questa tematica, non mancherò di seguire il tuo blog. A presto!

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