Comments

  1. Gran bel post!

    Mi sono interrogato parecchio su questo tema ma alla fine credo, forse sbagliando o forse no, che alla lunga gli algoritmi cambiano ma la voglia di approfondire la lettura resta…

    L’intento di Google probabilmente non è infatti quello di “premiare i contenuti di qualità” ma, al contrario di cannibalizzare il lavoro delle persone per poi restituirne la porzione che secondo lui è corretta direttamente in SERP.

    Il nostro caro “risultato a posizione ZERO” ne è la conferma non credi?

    • Ciao Roberto, grazie mille!
      Sicuramente c’è un intento di fornire risultati pertinenti il prima possibile ai navigatori, la difficoltà sta nel trasformare questo genere di anteprime in una fonte di traffico utile, infatti.

  2. In effetti tutto lascia intendere che si faccia un salto indietro, contenuti brevi e focalizzati sulle query specifiche da intercettare. E poi? Un’altra volta thin content e panda? Secondo me, stavolta Google non ci ha azzeccato molto.
    E vero che l’utente vuole tutto e subito, ma io preferisco di gran lunga il “pillar article” fatto bene.
    Semmai invertire il modo di scrivere, che oltretutto dovrebbe anche essere quello corretto, ovvero, prima ti do quello che ti serve e poi scendo nei dettagli che leggerai solo se realmente ti interessano.

    • Grazie per il tuo commento Antonio!
      Riflessioni giustissime, la struttura a piramide rovesciata è decisamente funzionale a soddisfare prima gli utenti che vogliono “il succo” del discorso e poi chi vuole approfondire l’argomento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *