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IA e SEO. Un nuovo modo di posizionarsi su Google con il SEO copywriting

Caso studio: in prima pagina per chiave competitiva (SEO copywriting + canale Youtube)

Caso studio: in prima pagina per chiave competitiva (SEO copywriting + canale Youtube)

Ben ritrovati su questi lidi!

Oggi ho il piacere di portarti un esempio di posizionamento organico di un contenuto come caso studio, realizzato nel corso dell’attività di divulgazione letteraria e mainstream del canale Youtube “I Miti del Tubo”.

Molti dei video in esso presenti hanno un corrispettivo testuale nel sito www.ilariogobbi.it, che pubblico sia per attuare un passaggio di visite fra i due canali, sia per testare come essi siano in grado di posizionarsi essenzialmente grazie a un efficace SEO copywriting.

Immagina il mio stupore quando mi sono accorto di essermi posizionato in prima pagina su Google (IT) nientemeno che per la chiave secca Godzilla”!

Prima pagina su Google con chiave competitiva

Ovviamente non è un caso importante per la chiave in sé per sé – che mi porta traffico ma non conversioni – ma a testimonianza dei risultati che si possono ottenere da una buona scrittura orientata ai lettori e ai meccanismi dei motori di ricerca.

Come puoi vedere, si tratta di una chiave di ricerca piuttosto consistente – 27.000 visite mensili organiche – senza contare tutte le chiavi di ricerca di coda lunga che possono portare traffico aggiuntivo.

Google Search - Chiave di ricerca

Considerando che il mio sito tratta anche di divulgazione culturale e mainstream ma non è strettamente focalizzato su di essa, il fatto che riesca a posizionarsi direttamente dopo le wikipedie riveste ancora più importanza (pensa se lo avesse fatto un sito del tutto a tema!).

Tuttavia il successo è durato poco: come mi aspettavo, nel giro di pochi giorni la pagina è stata sparata in seconda e poi in terza pagina su Google, senza nessun intervento né prima né dopo.

Posizionamento SEO - Seconda pagina

Cos’era successo? Un errore di Google in fatto di posizionamento da assegnare?

Non credo. Penso che la pagina fosse in quel momento effettivamente il contenuto giusto da offrire, ma che poi le cose sono cambiate. 

Vediamo quali fattori incidono sul posizionamento.

1)Rispondenza all’intento di ricerca di un periodo

Come dico spesso nei miei articoli, quando si parla di posizionamento bisogna focalizzarsi  sull’intento di ricerca percepito da Google nel periodo che si va a prendere in esame.

Non tutti i periodi dell’anno sono uguali: parlare di costumi da bagno a gennaio non è come farlo ad agosto, perché le persone cercano il termine per esigenze diverse.

Nel giorni del boom del posizionamento della pagina in questione si iniziava ad avere un concreto interesse per il film “Godzilla vs Kong” e le persone iniziavano a raccogliere informazioni su di esso, in attesa di rivelazioni più consistenti.

Quindi, in quei giorni l’intento era informativo sulle entity coinvolte (il mostro titolare del franchise) e nella prima pagina di Google avevano trovato spazio contenuti per l’appunto informativi: le wiki in primis, poi siti come il mio che trattavano l’argomento in maniera esaustiva.

Con l’avvicendarsi di nuove rivelazioni sul film hanno preso posto i contenuti tarati maggiormente su questi aspetti – es. siti cinematografici o a contenuto nerd – oltre agli store di vendita del merchandise.

Evidentemente Google aveva colto che il pubblico, in quel dato periodo, cercava un genere di contenuti informativi e di acquisto differenti da quelli ricercati fino a pochi giorni prima.

Perciò, quello che fino a poche ore prima era un contenuto per Google più che valido (intento di ricerca informativo), è stato retrocesso in seconda pagina su Google per fare spazio a store come Amazon, siccome le persone sono passate a cercare prodotti ispirati ai film (intento di ricerca di acquisto).

Il mutare del posizionamento rispetto all’intento di ricerca è un fenomeno che puoi riscontrare in settori che cambiano radicalmente rispetto a un dato periodo, come:

  • la vendita di prodotti alimentari per le feste (panettoni, colombe pasquali…)
  • i viaggi turistici
  • i siti di news legati a un periodo

Se si vuole preservare il posizionamento a tutti i costi, quindi, bisogna essere disposti ad adattarsi alla percezione dell’intento di ricerca da parte di Google modificando il contenuto, oppure creandone di nuovi adatti al momento (es. pagine di vendita anziché articoli informativi).

2)Autorevolezza riconosciuta del dominio

Sebbene non abbia una formula precisa per indicarlo, ho la netta sensazione che l’”autorevolezza” del dominio abbia un peso sul posizionamento.

Per autorevolezza intendo che il sito può produrre segnali sotto diversi punti di vista che costituiscono un “cuscinetto di autorevolezza” del tipo:

  • qualità media dei contenuti alta
  • pubblicazione costante di contenuti
  • performance soddisfacenti/accettabili del sito
  • link apprezzabili continuativi nel tempo
  • menzioni da altri siti
  • visibilità aggiuntiva eventuale da altri canali (es. pagine social o Youtube)

Sono convinto che Google si avvalga di queste considerazioni per porre “sulla fiducia” una pagina web in evidenza, se appartiene a un sito che ha già dimostrato di valere. 

In questo modo si alleggerisce un po’ di lavoro di valutazione puntando su un – presunto – cavallo vincente, che è probabile offra risorse di qualità.
Se ciò non si dimostra valido, nel giro di qualche giorno il contenuto perde rapidamente posizionamento nei confronti di altre pagine realmente efficaci.

In questo caso specifico, il contenuto è collegato al canale Youtube nel quale viene pubblicato l’equivalente del testo sotto forma di video.

Tempo fa avevo analizzato un caso simile per appurare se l’autorevolezza di un canale Youtube migliora il posizionamento.

Le mie conclusioni non sono cambiate, sono ancora convinto che l’autorevolezza del brand in altre piattaforme (come Youtube) possa contribuire a spingere un equivalente testuale in un sito a esse collegato.

In questo caso infatti la pagina web è l’equivalente testuale di un video ed entrambe sono trafficate seppure attraverso canali diversi.

Se possibile, meglio anche suggellare il legame tra canale Youtube e sito integrando il video all’interno del testo, e linkando il testo dalla descrizione del video.

Qui ti linko la discussione su GTForum che raccoglie opinioni di altri del settore in merito.

3)Qualità dei contenuti

Se vogliamo puntare a posizionarci per una chiave dall’intento di ricerca informativo e particolarmente competitiva, dobbiamo provvedere a realizzare un contenuto informativo di qualità superiore alla media.

In questo caso specifico siamo di fronte a un pillar di circa 3000 parole ottimizzato a livello di titoli H, URL, Title, Description, come è prassi del sito. Quindi un contenuto potenzialmente di valore ed esaustivo, in grado di porsi come una risorsa informativa convincente.

Siccome puntavo alla chiave secca “godzilla”, per posizionarsi il testo doveva essere particolarmente approfondito sulla materia, quindi affrontare tutti i topic di interesse come:

  • descrizione dell’entità
  • storia del franchise
  • prodotti di intrattenimento di interesse
  • ecc.

Con il passare del tempo sarà necessario espanderlo/rivedere le informazioni per renderlo aggiornato con il passare del tempo e perciò utile per i lettori (posto che valga davvero la pena farlo, non per un test come questo).

E tu che cosa ne pensi? Parliamone qui sotto!

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