Chi è Springtrap? La storia di William Afton in FNAF

William Afton versioni

Quante forme può assumere il male? Nel caso di William Afton, innumerevoli.

Oggi parleremo di un cattivo videoludico che non ha niente da invidiare in spietatezza e longevità a mostri sacri del calibro di Freddy Krueger, Jason Voorhees e Michael Meyers. Anzi, il paragone più corretto dovrebbe essere con Chucky, la bambola assassina.


Stiamo parlando di William Afton, misterioso antagonista della saga videoludica Five Night at Freddy’s. Per quanto agisca spesso dietro le quinte e venga rappresentato con il suo avatar “Purple Guy”, Afton è a tutti gli effetti una minaccia concreta e letale, che nell’arco di quarant’anni ha causato enormi sofferenze e disgrazie a tutti coloro che hanno avuto la sventura di incappare nelle sue creazioni animatroniche.

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La storia di William Afton / Springtrap

Apparentemente, William Afton aveva tutto ciò che poteva desiderare: era un uomo realizzato, un imprenditore di successo e padre di almeno tre figli: Michael, Elizabeth e un bambino di cui non sappiamo il nome.

Ma, nell’intimo, era un sociopatico che non si sarebbe fermato davanti a nulla per raggiungere il suo obiettivo: scoprire il segreto dell’immortalità. E nessun tributo di sangue sarebbe stato troppo duro da versare.

Afton Springtrap

Le sue origini lavorative risalgono agli anni ’70, periodo in cui commissionò a Edwin Murray la costruzione dei primi prototipi dei modelli Classic (Freddy, Bonnie, Chica e Foxy), progetto poi portato a termine dal suo socio Henry Emily. In questo decennio, Afton pose le basi della sua “scienza del dolore”, iniziando a indagare sul Remnant e sul potere dell’Agonia, l’emozione umana più potente capace di trasmutare l’energia emotiva in azione fisica

Prima del 1983, William Afton e il suo socio Henry Emily fondarono il Fredbear’s Family Diner, un locale per mangiare allietato dal canto e dalla musica di una serie di mascotte animatroniche. Tutto sembrava andare per il meglio, ma la vita di entrambi stava per cambiare in maniera tragica.

Suo figlio maggiore – presumibilmente Michael – e il suo gruppo di bulli si divertivano a tormentare il figlio più piccolo di Afton (che noi conosciamo con il nomignolo Crying Child), lasciandolo continuamente in lacrime, consolato soltanto dai suoi amici pupazzi che colmavano la sua carenza di affetto. Un giorno i suoi tormentatori, per spaventarlo, infilarono la sua testa nell’animatronic di Freddy Fazbear, il cui meccanismo non funzionava correttamente, che lo schiacciò, uccidendolo (l’evento noto come The Big Bite, il Morso dell’83). Uno scherzo idiota che ebbe conseguenze catastrofiche.

Forse fu quello il momento nel quale William si votò completamente al male? Non lo sappiamo con certezza.

William Afton psicologia

Il locale chiuse i battenti ma i due uomini non si persero d’animo e ne aprirono un altro, il Freddy Fazbear’s Pizza, sempre riciclando l’idea delle mascotte di intrattenimento.

Afton era scivolato in un vortice oscuro di ambizione e di spregiudicatezza. Aveva la sensazione che esistesse una sostanza, il Remnant, che potesse essere drenata dalla vita stessa per prolungare la normale vitalità di un essere umano, e lui avrebbe scoperto di cosa si trattava.

Remnant

Il 1983 rappresenta l’anno della svolta tragica: William uccise la sua prima vittima, Charlotte Emily, figlia del suo socio Henry,

Nel 1987, con l’apertura della nuova versione della pizzeria dotata dei modelli Toy, William tornò sul luogo del delitto come suggerito dal minigioco SAVETHEM, dove attaccò Withered Freddy mentre la struttura affrontava i malfunzionamenti legati ai sistemi di riconoscimento facciale e il violento Morso dell’87. Parallelamente, durante gli anni ’80, la Afton Robotics progettò i modelli Funtime, macchine sofisticate create specificamente per catturare bambini, portando alla morte accidentale di sua figlia Elizabeth Afton per mano di Circus Baby.

Ma una morte tanto traumatica non era destinata a restare impunita. Le cinque anime dei bambini – con l’aiuto del Pupazzo posseduto dall’anima di Charlotte – presero possesso delle uniche creature in circolazione delle quali avrebbero potuto servirsi per la loro vendetta. Gli animatronic Freddy Fazbear, Chica, Bonnie, Foxy e Golden Freddy. Oggetti nati per divertire e intrattenere i visitatori, si sarebbero trasformati in crudeli strumenti di morte per le guardie notturne che avrebbero avuto la sventura di incontrarli. Le anime dei bambini ricordavano confusamente che qualcuno vestito da guardia giurata aveva posto fine alle loro vite, così non avrebbero avuto pietà per coloro per tutti gli addetti alla sicurezza che avrebbero incontrato.

Purple Guy

Nel 1988 Fazbear Entertainment aprì un nuovo locale Freddy, dove nel 1993 trovò lavoro come guardia notturna Michael Afton, con il falso nome di Mike Schmidt. Era realmente in cerca di un lavoro che gli garantisse pizza gratis, oppure voleva liberare le anime sventurate che a causa di suo padre erano intrappolate negli animatronici?
Comunque sia, la compagnia finì in bancarotta e il locale venne chiuso. Prima del 1993 Afton fu sospettato dei delitti, ma l’assenza di prove concrete, con i corpi delle giovani vittime mai ritrovati, fece sì che la polizia non poté incriminarlo.

Dopo la chiusura della terza pizzeria, Afton aprì il Circus Baby’s Pizza World popolato dai nuovissimi Funtime Animatronics. E, se abbiamo imparato un po’ a conoscerlo, risulta chiaro che il loro scopo non era quello di divertire.

Funtime Animatronics

Sempre più ossessionato dalle sue ricerche sul Remnant, programmò i robot per catturare e uccidere i bambini, allo scopo di ottenere abbastanza Remnant per le sue ricerche. In particolare, l’affabile Circus Baby doveva contare i presenti in una stanza per essere sicura di colpire la prima vittima a disposizione una volta che fosse stata da sola. Vittima che, per fatalità del caso, fu proprio la figlia del suo creatore: Elizabeth.

Ma un simile mostro non intendeva mollare la presa sulle sue proprietà, sia che si trattasse di animatronic che dei suoi figli. Specie, se le due cose coincidono.

Incurante dei rischi che avrebbe affrontato, costrinse Michael a lavorare sotto copertura nel Circus Baby’s Entertainment and Rental, la compagnia che forniva i Funtime Animatronic alle feste private, con lo scopo di liberare l’anima di Elizabeth, confluita in Circus Baby. La macchina, apparentemente docile e amichevole, aveva ereditato la spietatezza e la capacità di manipolare del padre.
Non si fece scrupolo a tradire e intrappolare Michael per riversare i suoi componenti nel suo corpo, e “indossarlo” per muoversi liberamente all’esterno.
Il corpo di Michael ben presto si degradò ed espulse nelle fogne le parti artificiali: se non morì fu soltanto perché Baby, per un senso di colpa oppure in vista di ulteriori utilizzi, lo rivitalizzò con il Remnant rendendolo una creatura non più totalmente umana. Una creatura intenzionata a ritrovare suo padre William.

Anni dopo la chiusura definitiva del locale originale, William tornò tra le rovine per smantellare i vecchi animatronic, ma rimase intrappolato dalle anime vendicative delle sue vittime. E fu così che William Afton scoprì la maggiore delle proprie paure: la morte.

In preda al puro terrore che gli impediva di ragionare lucidamente, prese la peggiore delle decisioni. Indossò la tuta di Spring Bonnie, contando sul fatto che l’avrebbe protetto e magari che le anime dei suoi persecutori, alla vista di quella forma che li aveva strappati dalla loro esistenza terrena, si sarebbero dileguate.
Ma le cose non andarono proprio in quel modo. Gli ingranaggi di metallo che separavano il pesante costume dall’operatore erano danneggiati dall’umidità e le molle si ruppero, schiacciando Afton e distruggendo i suoi organi interni.

Afton Spring Bonnie

Il suo corpo, all’insaputa di tutti, rimase quindi a marcire nella Safe Room.

Ma la sua paura di morire e di scontare nell’aldilà  la giusta punizione per i suoi orrendi crimini era più grande della morte stessa. Non importa quanto il suo cadavere fosse martoriato e corrotto, il suo spirito avrebbe comunque trovato il modo di avvinghiarsi a esso.

30 anni dopo l’incidente dei 5 bambini scomparsi venne aperto Fazbear’s Fright: The Horror Attraction, liberando lo Spring Bonnie con il cadavere di Afton al suo interno. Cadavere che, presumibilmente grazie all’effetto del Remnant, riprese vita: William Afton era tornato, aveva finalmente sconfitto la morte!

Springtrap nascita

Ma non aveva motivo di gioire: il suo corpo maciullato era fuso con l’esoscheletro che gli permetteva di muoversi, e che gli conferiva le sembianze di un sanguinoso e deteriorato Spring Bonnie. Springtrap iniziò a perseguitare la guardia notturna. Durante l’ultima notte il Fazbear’s Fright viene bruciato, ma il terribile killer sopravvive nella forma di “Scraptrap”.

Storia di Springtrap - William Afton

Henry Emily, sconvolto dal lutto, scomparve per anni abbandonando ogni interesse nelle proprie attività di ristorazione. Ma non poteva ignorare gli orrori ai quali inconsapevolmente aveva contribuito a dare vita, aiutando Afton nella realizzazione degli animatronici. Fece sì che nel Freddy Fazbear’s Pizza Place venissero raccolti tutti gli animatronics residui compreso Scraptrap, una forma ulteriormente deteriorata. Afton sospettava una trappola, ma era intrigato dalle possibilità che si prospettavano e dall’idea di ammirare come si fossero evolute le sue creazioni, stette al gioco. Michael Afton venne coinvolto dal piano di Emily, e fu chiamato a fare sì che tutte le creazioni robotiche vengano bruciate in un rogo complessivo, liberando finalmente le povere anime trattenute ed epurando il mondo dal flagello di Afton. Il sacrificio di Michael non fu vano, ma nemmeno del tutto risolutivo.

Scraptrap

A partire dai resti della programmazione inseriti nel VR Gamer, Afton ricompare sotto forma di Glitchtrap, un virus senziente che intendeva fondersi alla mente del giocatore per lasciare la realtà virtuale e tornare a infestare quella materiale. In qualche modo riuscì quindi a sopravvivere ai tentativi di cancellazione, presumibilmente prendendo possesso del corpo di Vanessa, una guardia notturna del Mega Pizzaplex sorto sui resti del Freddy Fazbear’s Pizza Place. Ora Afton ha di nuovo un corpo, e con esso può dare sfogo alle proprie ambizioni di potere. Ricominciò a rapire e a uccidere i bambini per continuare i propri studi sul Remnant.

Glitchtrap

Questa corruzione si è infine manifestata fisicamente in Burntrap, un ibrido situato nelle rovine sotterranee del Pizzaplex, anche se la sua eredità e le sue azioni sembrano ora essere emulate o portate avanti dal Mimic, un programma di auto-apprendimento che ha assorbito la violenza originale di Afton. Una incarnazione destinata ad avere vita breve. Mentre muoveva i primi passi incerto in quel mondo nel quale aveva disperatamente desiderato di tornare, un amalgama dei precedenti animatronic lo ghermì con le sue appendici robotiche trascinandolo in alto, verso un destino che al momento non ci è dato di conoscere.

William Afton rimane così un predatore eterno che, fedele al suo motto “I always come back”, continua a infestare ogni iterazione tecnologica e fisica del franchise

Glitchtrap è William Afton?

La vera identità di Glitchtrap scatena un caos totale tra i fan, perché gli indizi puntano in direzioni opposte ed emozionanti! Da un lato, diverse guide ufficiali come The Ultimate Guide e la Character Encyclopedia dichiarano esplicitamente che Glitchtrap è William Afton. Questa entità digitale manifesta il lato oscuro del killer, usa le sue frasi iconiche come “torno sempre” e “sono io”, e assume la forma del costume di Spring Bonnie che lui utilizzava per i suoi crimini.

La scienza occulta dietro la sua nascita suggerisce che alcuni tecnici abbiano scansionato vecchi circuiti di animatroni, forse proprio quelli di Scraptrap, e abbiano così caricato l’agonia o l’anima stessa di William nel mondo virtuale. Scott Cawthon stesso ha definito questa entità come una “IA posseduta”, il che conferma l’unione tra codice binario e paranormale.

Tuttavia, esiste una teoria elettrizzante che scuote ogni certezza: Glitchtrap potrebbe essere in realtà il programma Mimic1, un’intelligenza artificiale sofisticata che copia ogni comportamento umano. Indizi come il murale dell’albero Baobab nel minigioco Princess Quest collegano il virus direttamente al passato del Mimic, il che suggerisce che la macchina abbia solo appreso e replicato la follia omicida di Afton senza ospitare il suo vero spirito.

Alcuni esperti della lore ipotizzano persino un clamoroso cambio di rotta degli sviluppatori, i quali avrebbero trasformato William in una nuova minaccia robotica per dare aria fresca alla saga. Che si tratti dell’anima immortale del killer o di un software assassino che imita un fantasma, Glitchtrap rimane il virus più letale e persistente che abbia mai infettato i sistemi Fazbear.

William Afton

Burntrap è William Afton?

L’identità di Burntrap scatena dibattiti accesi tra i fan fin dal suo debutto esplosivo nei sotterranei del Pizzaplex. Molti indizi suggeriscono che si tratti proprio dell’incarnazione fisica finale di William Afton. Il suo design richiama i modelli classici di Springtrap e Scraptrap, con un cadavere umano visibile sotto un costume da coniglio ormai logoro. I suoi occhi emettono una luce viola che brilla nel buio, un marchio di fabbrica che identifica da sempre il serial killer della saga.

Addirittura, il volume ufficiale The Security Breach Files dichiara senza ombra di dubbio che Burntrap sia Afton. La sua straordinaria capacità di corrompere i sistemi digitali e controllare gli altri animatroni lo lega a Glitchtrap, la manifestazione virtuale dell’anima del killer. Tuttavia, il mistero si infittisce a causa del Mimic, un robot programmato per copiare ogni comportamento umano o meccanico.

Alcuni elementi fisici, come la mano sinistra artigliata, appaiono identici in entrambi i personaggi, il che spinge molti a credere che Burntrap sia solo un travestimento usato dal Mimic per impersonare William. Circolano anche teorie su possibili modifiche alla trama decise dagli sviluppatori durante la produzione del gioco. Nonostante i dubbi sull’origine del suo corpo meccanico, l’ombra malefica di William Afton e il suo desiderio di immortalità permeano ogni sua singola azione.

Burntrap è William Afton

William Afton in “Five Night at Freddy’s” (serie di film)

William Afton nel film

William Afton non è solo un assassino, ma un pioniere della robotica che, tra gli anni ’70 e ’80, fonda la Fazbear Entertainment insieme a Henry Emily. La sua ambizione lo spinge a fondere tecnologia e divertimento, ma la sua mente nasconde oscurità profonde. Nel 1982, lui tenta di rapire un bambino nel primo locale di Freddy; l’intervento di Charlotte Emily salva il piccolo, ma William la uccide brutalmente. Questo evento segna l’inizio del sovrannaturale: lo spirito di Charlotte entra nella Marionetta e dà inizio a una catena di eventi che William stesso non può del tutto prevedere.

Pochi anni dopo, nel 1987, la sua crudeltà colpisce ancora. Durante un picnic di famiglia in Nebraska, William rapisce il piccolo Garrett Schmidt e scappa a bordo di una berlina nera, un atto che lascia suo fratello Mike con un trauma indelebile. Non contento, Afton attira cinque bambini durante una festa di compleanno mentre indossa il suo costume da Coniglio Giallo. Dopo aver guadagnato la loro fiducia, lui li uccide e nasconde i cadaveri all’interno di Freddy, Bonnie, Chica, Foxy e Golden Freddy. Le anime di questi piccoli restano intrappolate nel metallo, alimentate da una sete di vendetta che William riesce però a manipolare per anni.

Anni dopo la chiusura della pizzeria, William adotta lo pseudonimo di Steve Raglan, un consulente di carriera dall’aspetto trasandato e banale. Sotto questa maschera di uomo noioso che offre caffè e scherza in modo sprezzante, lui seleziona con cura le sue vittime. Quando riconosce Mike Schmidt dal cognome, William prova una breve ansia, ma poi decide di usarlo per i suoi scopi e lo spinge ad accettare il lavoro di guardia notturna nel locale abbandonato.

In questo periodo, William esercita un controllo psicologico totale su sua figlia Vanessa, una poliziotta che lui ha trasformato in complice riluttante. Lui usa giochi mentali e minacce per costringerla a sorvegliare Mike e a ucciderlo se mai lui scoprisse la verità sul rapimento di Garrett. William nutre una fiducia arrogante nella sua sicurezza e sminuisce persino le sue creazioni animatroniche, che lui considera semplici strumenti.

Il momento della verità arriva durante la quinta notte. William entra in scena con il costume da Coniglio Giallo, una versione voluminosa e danneggiata del vecchio Spring Bonnie. Lui dimostra una forza fisica spaventosa e una rapidità incredibile nonostante il peso della tuta; ride con gioia sadica mentre picchia Mike e ignora i colpi di pistola di Vanessa. William crede che il suo legame con gli animatroni sia indistruttibile, ma Abby Schmidt rompe l’incantesimo.

Attraverso un disegno che mostra la verità sulla morte dei bambini, Abby mette le macchine contro il loro creatore. William prova a calmarle con insulti, ma i riflettori lo accecano e lo rivelano come il vero assassino. In un atto di ribellione finale, Mr. Cupcake morde il tessuto della tuta; questo colpo attiva i meccanismi a molla che scattano verso l’interno. I perni metallici trafiggono il torso di William in modo atroce, ma lui, con un’arroganza senza pari, indossa di nuovo la maschera e dichiara che tornerà sempre prima di crollare. Gli animatroni lo trascinano nel magazzino mentre l’edificio crolla, lasciandolo a morire lentamente sotto lo sguardo del fantasma di Golden Freddy.

La morte fisica non basta a fermare William Afton. Due anni dopo il disastro, lo spirito di Golden Freddy ascende all’aldilà e non può più contenere l’anima del killer. Un gruppo di uomini entra nelle rovine di Freddy Fazbear’s Pizza in cerca di oggetti per una nuova attrazione horror e scopre il costume del Coniglio Giallo che ospita i resti decomposti di William.

Questi uomini portano via il costume, ignari del fatto che William sia già tornato in vita. Le cicatrici del fallimento degli springlock e il tempo trascorso nel buio hanno trasformato l’uomo in Springtrap, un’entità ancora più violenta e inarrestabile. Con un contratto per tre film già firmato, è certo che William Afton continuerà a perseguitare la famiglia Schmidt, pronto a dimostrare che la sua volontà di ferro è più forte della morte stessa.

William Afton nella trilogia dei romanzi

Nelle opere letterarie del franchise, la figura di William Afton viene spogliata dell’astrazione dei pixel per rivelare un uomo consumato dall’invidia, dalla crudeltà e da un’ossessiva ricerca dell’immortalità che sfida le leggi della natura. Nella trilogia dei romanzi (The Silver Eyes, The Twisted Ones, The Fourth Closet), Afton appare inizialmente sotto lo pseudonimo di Dave Miller, un uomo dal fisico emaciato e inquietante che lavora come guardia notturna. La sua pelle è segnata da cicatrici profonde e simmetriche, orribili ricordi di un precedente fallimento dei meccanismi Springlock a cui è miracolosamente sopravvissuto, un evento che anticipa la sua successiva e definitiva fusione con la tuta di Spring Bonnie.

William Afton romanzi

Il cuore della sua attività nei romanzi risiede nella padronanza della scienza del dolore. William scopre che fondendo gli endoscheletri dei modelli Classic originali (Freddy, Bonnie, Chica e Foxy) è possibile estrarre il Remnant, una sostanza descritta come “metallo infestato” che agisce da conduttore per l’energia spirituale e le memorie umane. Afton utilizza questo metallo fuso, simile a mercurio liquido bollente, per infondere una parvenza di vita nelle sue nuove e mostruose creazioni, cercando di superare i limiti della mortalità biologica. La sua tracotanza lo spinge persino a iniettare il Remnant nel cuore di Carlton, un atto che però si rivela controproducente: la sostanza permette a Carlton di comunicare con gli spiriti dei bambini, svelando loro che William non è mai stato un loro amico, ma il loro spietato carnefice, portando così alla distruzione finale del serial killer per mano delle sue stesse vittime

William Afton nei racconti Fazbear Frights

Nella serie di racconti Fazbear Frights, la figura di William Afton subisce una metamorfosi che trascende i limiti della biologia, mostrandolo come un’entità di puro male capace di infestare la materia stessa. Questa evoluzione ha inizio quando il suo corpo, ridotto a un ammasso carbonizzato e sofferente, viene mantenuto in vita artificialmente in un ospedale, dove la sua essenza inizia a corrompere i circuiti stampati e i sistemi tecnologici circostanti. Il momento cruciale avviene al termine del racconto The Man in Room 1280, quando i suoi resti fisici esplodono, permettendo alla sua coscienza di diffondersi come un’infezione virale all’interno di un centro di distribuzione della Fazbear Entertainment.

William Afton - Fazbear Frights

Sfruttando questa nuova forma digitale ed energetica, Afton assembla quello che viene definito l’Amalgama di Agonia, una creatura ciclopica e mostruosa composta da vari oggetti già intrisi di sofferenza.

Agony

Tra i resti meccanici utilizzati per costruire questo nuovo corpo figurano pezzi di modelli precedentemente infestati, come la bambola Ella, il Plushtrap Chaser e l’animatronic Fetch, che agiscono come conduttori per la sua volontà omicida. La base scientifica di questa manifestazione risiede negli studi di Phineas Taggart sulla scienza dell’Agonia, descritta come l’emozione umana più potente e dotata del raggio d’azione energetico più vasto. Secondo questa teoria, una saturazione di Agonia unita a un’intelligenza, anche artificiale, può trasmutare l’energia delle emozioni in energia di azione fisica, permettendo all’amalgama di muoversi e distruggere con una forza sovrumana.

William Afton weaponizza questa forza per tentare di scatenare una strage su vasta scala e diffondere il dolore quasi come un morbo, diventando una minaccia globale che non dipende più da un singolo endoscheletro. Il suo piano di supremazia basato sul tormento viene infine ostacolato dall’investigatore Everette Larson e dalla Puppet (la Marionette), che riescono a contrastare la potenza dell’amalgama. La battaglia si conclude con la distruzione della massiccia struttura metallica e lo sprofondamento di tutti i componenti infetti sul fondo di un lago, ponendo fine a questa specifica incarnazione del predatore. Nonostante la sconfitta fisica, questa versione di Afton dimostra che finché esiste l’Agonia, la sua capacità di “ritornare sempre” non è solo un motto, ma una proprietà intrinseca della sua natura energetica e parassitaria.

William Afton in “Dead by Daylight”

In Dead by Daylight, William Afton appare come parte della collaborazione ufficiale nota come Chapter 36: Five Nights at Freddy’s. Questa versione del personaggio si inserisce nel contesto della sua figura di serial killer e principale antagonista, la cui eredità di dolore e morte viene trasposta all’interno del gioco. Oltre alla sua figura, il gioco integra elementi chiave della “scienza del dolore”, in particolare attraverso l’add-on “Iridescent Remnant”.




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