Dead Space e l’orrore cosmico di Lovecraft

Dead Space e l’orrore cosmico di Lovecraft

Dead Space è una serie di videogiochi di genere survival horror sviluppata da Visceral Games (ora EA Motive) e pubblicata da Electronic Arts. La serie è composta da tre giochi principali e alcuni spin-off, ed è ambientata in un futuro distante in cui l’umanità ha scoperto una forma di energia aliena chiamata “Marker” che ha portato alla creazione di armi avanzate e tecnologie.

Leggi tutto: Dead Space e l’orrore cosmico di Lovecraft

Il protagonista della serie è Isaac Clarke, un ingegnere che si ritrova coinvolto in un’epidemia di necrosi, una malattia che trasforma gli esseri viventi in creature morte-vive. Il gioco si svolge principalmente sulla nave spaziale USG Ishimura, dove Isaac deve combattere contro gli alieni e cercare di sopravvivere, scoprendo intanto i segreti dell’origine del Marker.

La serie di giochi è famosa per l’enfasi infusa sulla sopravvivenza e sull’azione, e per la terrificante atmosfera horror che permea i vari capitoli.

Dead Space ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico, grazie alla sua grafica dettagliata, alla sua colonna sonora inquietante e alla sua trama avvincente, ed considerata una delle serie di videogiochi più influenti del genere survival horror degli ultimi anni, al punto che lo stesso Isaac è apparso come personaggio extra in vari altri giochi.

Ma a cosa è dovuto l’enorme successo di questo franchise?
Le atmosfere orrorifiche della saga attingono a classici del genere: in primis Alien, che ha in comune la tematica dell’aggressione biologica da parte di violente creature aliene, La Cosa, il film Event Horizon, ugualmente incentrato su un viaggio spaziale verso un contesto da incubo, e decisamente gli scritti di Howard Phillips Lovecraft.

Non sono poche le tematiche del Sognatore di Providence che ritroviamo nella saga: l’idea che il cosmo sia popolato da creature terrificanti incompatibili con la specie umana, il fanatismo religioso che porta gli stessi esseri umani a richiamarli, misteriosi artefatti gravidi di orrori blasfemi.

La saga fin dalle sue origini ha incontrato problemi dovuti all’alto tasso di orrore disturbante al suo interno, che con il tempo lo hanno reso però una vera e propria pietra miliare della storia dei videogiochi horror.

Nel corso dei capitoli seguiamo le avventure di Isaac Clarke (il cui nome chiaramente rimanda ai padri della fantascienza Isaac Asimov e Arthur C. Clarke), un ingegnere di sistemi inviato a bordo della USG Kellion a indagare sullo stato della USG Ishimura, dove era imbarcata la sua fidanzata Nicole Brennan.

Inizialmente, l’obiettivo di Isaac Clarke è quello di sopravvivere e di ritrovare la sua fidanzata ma man mano che la trama si evolve, si scopre che c’è molto di più dietro a questa missione.

Apprendiamo che la compagnia ha inviato l’equipaggio sulla Ishimura per recuperare il Marchio alieno, che ha il potere di trasformare gli esseri viventi in Necromorfi. La compagnia sperava di utilizzare il Marchio per creare armi avanzate e per ottenere il controllo sui Necromorfi, ma la sua presenza sulla Ishimura ha causato l’epidemia che ha decimato l’equipaggio.

Horror lovecraftiano Dead Space

Cosa sono i Marchi e i Necromorfi di Dead Space?

I Marchi sono delle costruzioni a forma di torri che emettono un potente campo magnetico virale, in grado di imprimere sui tessuti biologici morti dei simboli in grado di farli mutare e rianimare in Necromorfi.

Non sappiamo con precisione da dove arrivino simili mostruosi obelischi: potrebbero essere il frutto di qualche civiltà aliena immensamente progredita quanto il risultato di una spontanea evoluzione della vita in una direzione non consona a quella che hanno preso gli altri pianeti. 

Nel primo romanzo di Dead Space (che descrive gli eventi relativi alla scoperta del Marchio sulla Terra e alla nascita della religione di Unitology) lo studioso Michael Altman (che diventerà successivamente, suo malgrado, il profeta della nuova religione di Unitology) e la sua quadra ipotizzano che il manufatto alieno contenga dati relativi ai codici genetici di tutte le creature della Terra, ponendo dunque l’ipotesi che il segnale dell’oggetto possa essere l’effettivo responsabile di tutta l’evoluzione del nostro pianeta spingendo impercettibilmente le forme di vita a seguire un cammino prestabilito. 

Da questo punto di vista, quindi, potremmo considerarli la versione blasfema dei Monoliti Neri presenti nei vari romanzi della saga di Odissea nello spazio. Manufatti inconcepibili dalle origini misteriose che hanno lo scopo di guidare l’evoluzione delle razze allo stato embrionale. Ed è quello che i Marchi fanno… a modo loro.

Il Marchio deve essere estratto dalle profondità marine a seguito di un evento tellurico che lo porta allo scoperto, ma che al contempo sembra danneggiare il manufatto. L’equipaggio responsabile del recupero tuttavia comincia a sperimentare visioni disturbanti nelle quali vedono i propri cari (defunti nella maggior parte dei casi) invitarli ad azioni potenzialmente suicide (come ad esempio aprire il portellone pressurizzato del sottomarino per lasciarli entrare, cosa che comporta ovviamente l’allagamento dello stesso e la morte di tutto l’equipaggio). 

Sotto questo punto di vista l’opera ricorda anche il film “Sfera“, sebbene nel primo romanzo la natura del Marchio non appaia del tutto chiara, dato che le stesse visioni sperimentate progressivamente da Altman e dal resto della squadra si alternano tra manipolazioni suicide e avvertimenti di non disturbare il manufatto. 

Altman stesso sospetta che possa essere proprio il danno causato al manufatto ad averne potenzialmente compromesso le funzioni e che per questa ragione una parte delle visioni cerchi di avvertirli del pericolo come una sorta di “allarme”.

Queste ipotesi vengono tuttavia parzialmente smentite dalla lore di Dead Space 3 dove si comprende che i Marchi hanno lo scopo originale di manipolare nuove forme di vita affinché vengano inglobate in un unico gigantesco organismo (una sorta di metodo di riproduzione di queste enormi lune organiche piuttosto inquietante!).

Alla fine del romanzo Altman viene catturato dai membri delle organizzazioni desiderose di sfruttare il potere dei marchi attraverso opere di reverse-engeniring sugli stessi e gettato come cavia in pasto al primo necromorfo isolato dall’organizzazione. In seguito proprio quegli uomini fonderanno la chiesa di Unitology vendendo la figura di Altman come una sorta di profeta responsabile della scoperta del marchio, e pronto a professare i comandamenti di unione collettiva trasmessi dallo stesso artefatto.

Esistono vari tipi di Marchi. Il Marchio Rosso è una variante prodotta sulla Terra a partire dall’originale Marchio Nero. Anche se verrebbe da pensare che il Marchio Rosso sia meno potente di quello Nero, non si tratta che di una pia illusione, siccome anche la replica, posto che sia in grado di assorbire dentro di sé il proprio creatore, è in grado di avviare il tremendo fenomeno della Convergenza.

Marchio rosso

A quanto pare, il Marchio – o i Marchi originali – coinvolgono con il proprio potente segnale le specie senzienti presenti sul pianeta per spingerle a riscoprirli e ad adorarli, oltre che a creare le proprie versioni di Marchio, allo scopo di velocizzare la propria espansione.

65 milioni di anni fa un Marchio si abbatté sul Golfo del Messico provocando l’estinzione dei dinosauri e spianando il campo all’evoluzione della razza umana: un processo portato avanti con estrema pazienza, che avrebbe dato i suoi frutti solamente milioni di anni dopo.

Il risultato delle emanazione di un Marchio sono una grande varietà di mostruose mutazioni di materia biologica morta, i Necromorph. L’anatomia delle vittime viene devastata e ricostruita trasformando la forma di appendici e proporzioni, talvolta anche unendo più creature in una. A parte le loro origini, tali esseri non hanno più niente a che fare con la razza umana: dispongono di capacità del tutto innaturali come sparare proiettili, correre attaccati alle pareti, presentano lame al posto delle braccia. 

In questa nuova configurazione cuore e cervello non sono più organi cruciali per la loro esistenza, perlomeno non al livello degli arti, molto più necessari per mantenerli in vita.

Necromorfi Dead Space

Tali esseri sembrano guidati dal Marchio con l’unico obiettivo di farli diffondere il più possibile, contagiando più esseri biologici possibili. Ciò viene reso possibile dalla Mente Alveare, che guida il proliferare dei mostri venendo a sua volta guidata dal Marchio presente nel pianeta.

Le stesse cellule dei Necromorfi sono in grado di mutare gli esseri biologici con cui vengono in contatto, come nel caso degli swarmer, che cercano di trasformare gli obiettivi in altri esseri mostruosi.

I Necromorfi, come gli Xenomorfi creano degli alveari adatti a contenere le vittime ingravidate dai chestbuster, possono creare degli ambienti popolati da densa biomassa praticamente irriconoscibili rispetto alla forma di partenza.

Dead Space e i riferimenti a Lovecraft

Dead Space prende molto dall’universo di Alien, descrivendo un mondo dove l’umanità è allo stremo a causa della carenza di risorse, situazione che ha portato a numerose sanguinose guerre tra potenze nazionali per il controllo di quadranti dello spazio utili all’estrazione di minerali e di altri materiali utili. Queste guerre, combattute nello spazio, hanno aumentato esponenzialmente la quantità di morti, dato che pressione, temperature siderali e danni alle attrezzature provocano facilmente conseguenze fatali). La USG Ishimura è a sua volta una nave Planet Cracker destinata a simili attività di estrazione mineraria, incappata in un fato tremendo che promette di essere l’anticamera dell’inferno.

Dead Space presenta numerosi legami con l’opera di Lovecraft, sia a livello tematico che stilistico, e rappresenta una sorta di omaggio al grande autore del genere horror e fantascientifico. In primo luogo, il tema centrale della serie, ovvero la presenza di una forza aliena che minaccia l’umanità, richiama l’idea lovecraftiana dell’ignoto e dell’inesplorabile, che può portare alla rovina dell’umanità.

Il gioco condivide con la narrativa del Solitario di Providence, ma anche con il franchise di Alien, l’idea che l’umanità stessa sia causa dei suoi stessi mali. Se in Il Richiamo di Cthulhu abbiamo sciagurati cultisti che fanno di tutto per difendere e far prosperare i Grandi Antichi che adorano, e in Alien la Weyland-Yutani cerca continuamente di mettere le mani su pericolosissimi xenomorfi per il proprio profitto, anche qui abbiamo terrestri che trafficano con creature che non comprendono pienamente aiutandole nella loro opera di distruzione.

Il dottor Challus Mercer, ad esempio, è stato in grado di creare un Necromorfo artificiale iniettando del tessuto di Necromorfo nel cervello di una cavia vivente, creando un Hunter, capace di crescere e rigenerarsi molto di più dei suoi simili.

La chiesa di Unitology crede fermamente nella causa della Convergenza e fa di tutto per agevolare l’assimilazione degli esseri umani da parte di queste mortali abominazioni, allo scopo di raggiungere l’immortalità. I cultisti attribuiscono alle emanazioni del Marchio una natura divina e alla trasformazione in Necromorfi un dono che eleva di diritto alla gloria eterna.

Una branca ancora più fanatica e violenta della Chiesa di Unitology è il Cerchio, che intende a tutti i costi eliminare Clarke per interrompere i suoi sforzi tesi a impedire la Convergenza. 

Come se non bastasse, anche il Governo Terrestre, attratto dalla possibilità di sfruttare le aberrazioni del Marchio come armi, intende preservarli per studiarli il più possibile. A questo scopo, cerca di ricostruire dai frammenti nella memoria di Isaac un nuovo marchio da utilizzare per i propri scopi.

Se nei Miti di Chtulhu abbiamo consapevolezza che appropriate condizioni cosmiche sono attese per permettere il risveglio dei Grandi Antichi, così in Dead Space abbiamo un fenomeno astrale cruciale per la distruzione della vita come la conosciamo.

Quando una Convergenza ha origine, tutte le forme di vita di un pianeta vengono rese dei Necromorfi, e tutto il tessuto prodotto si unisce in una gigantesca creatura detta Lune Gemelle, che vola nello spazio condividendo questo male. Come apprendiamo dai giochi, nel tempo sono già avvenute più Convergenze che hanno portato alla formazione di diverse lune gemelle che ora popolano il cosmo, e che hanno tutta l’intenzione di fare sì che i terrestri come Isaac Clarke non ostacolino il loro dilagare.

Nel lungo periodo, l’intera galassia potrebbe venire assorbita in una Luna Gemella totalmente preda di questa orripilante e virulenta forma di vita blasfema.

Come in Il richiamo di Cthulhu gli individui più sensibili subiscono danni mentali dall’influenza sussurrata nei sogni del Grande Cthulhu, anche qui le vittime umane sviluppano depressione, insonnia e demenza come conseguenza dell’esposizione al Marchio. La coscienza di tale artefatto potrebbe essere molto più consapevole di quanto non sembra, e potrebbe essere in grado di suggerire ai devoti la possibilità di diventare immortali in seguito alla Convergenza, proprio come i Grandi Antichi promettono un’esistenza di libertà senza freni e incredibili ricompense ai propri seguaci.

Inoltre, la tremenda esistenza dei Necromorfi e del Marchio ci apre la mente a ulteriori, terribili supposizioni: li abbiamo sempre immaginati come un’infezione pronta a soppiantare gli organismi sani, ma se fosse il contrario?

Tutto ciò che è legato alla Convergenza fa pensare alla vita. I Necromorfi sono organismi morti che tornano a muoversi come un tempo, ma liberi delle inibizioni e dei vincoli fisici che indeboliscono i viventi. Il loro scopo ultimo è quello di unirsi in un’unica forma di vita ciclopica, mostruosa, impareggiabile rispetto ai piccoli mortali del nostro stampo, che possono contare solo sul proprio numero per prosperare.

Uno, enorme, contro molti. piccoli. E se fosse questa la vera, definitiva conformazione che la vita può, e deve assumere, in un cosmo amorale lontano dalle limitate connotazioni umane e dai concetti di bene o male così come li intendiamo noi?

Di certo una prospettiva orripilante che si sposa con il cosmicismo horror nichilista dello scrittore di Providence. Secondo te, avrebbe apprezzato questa saga videoludica? Scrivilo nei commenti, noi ci vediamo alla prossima!

2 thoughts on “Dead Space e l’orrore cosmico di Lovecraft

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

My Agile Privacy
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy