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L’enciclopedia di Dune #3: L’imperatore-dio Leto II spiegato

L’enciclopedia di Dune #3: L’imperatore-dio Leto II spiegato

Ben ritrovati, miei cari web-amici, a un nuovo approfondimento della saga letteraria di Dune di Frank J. Herbert.

In questo articolo parleremo di Leto II e di sua sorella Ghanima, i figli del messia imperatore Paul Atreides che abbiamo analizzato nel prima articolo di questa collana. Nella miniserie I figli di Dune Leto è interpretato da James McAvoy e Ghanima da Jessica Brooks.

Leto II, L’imperatore-Dio di Dune

Leto II e sua sorella gemella Ghanima sono i figli dell’imperatore Paul Atreides e la sua coinquilina Chani, la quale muore dopo averli dati alla luce, a causa delle complicazioni dovute alla somministrazione di anti contraccettivi da parte della principessa Irulan.
Paul aveva previsto la nascita di un figlio ma non di due, dimostrando che nemmeno le sue visioni sono infallibili.

Al pari di Alia, anche i figli di Paul, Leto II e Ghanima, sono dei pre-nati, o Abomini, ma in loro i tratti sono meno marcati di quelli della loro zia Alia. Riescono infatti a evocare in una cerimonia rispettivamente le personalità di Paul Atreides e di Chani, ma le scacciano prima che diventino insostenibili.

Leto II Atreides in: I Figli di Dune

Nel romanzo “I figli di Dune” hanno 9 anni ma si comportano decisamente di adulti siccome hanno in memoria innumerevoli coscienze di loro antenati. Leto mostra anche capacità sovrumane ereditate geneticamente, come la capacità di entrare in trance per sopravvivere in condizioni impervie e di ipnotizzare con la propria voce.
Essi attirano l’attenzione della nonna paterna Lady Jessica, che ne percepisce il potenziale e capisce come rappresentino una minaccia per la mentalmente instabile Alia.

Leto, in particolare, inizia a manifestare segni di prescienza che lo portano ad avvertire le tracce del Sentiero Dorato dell’evoluzione umana che suo padre aveva rinnegato.

Leto e Ghanima scamparono a un tentativo di omicidio della Casa Corinno e Ghanima finì per credere che Leto fosse morto. Per perseguire il suo lungo progetto ha bisogno di ottenere una longevità e doti sovrumane e accetta di fondersi con una trota delle sabbie diventando un essere sovrumano.

Dopo essersi fuso con la pelle della trota delle sabbie Leto – che inizialmente gli forma una sorta di esoscheletro – acquisisce doti fisiche soprannaturali: la sua pelle è invulnerabile, ignifuga e resistente all’acido, e possiede una forza sovrumana che gli permette di sollevare diverse tonnellate a mani nude.

L'imperatore-Dio di Dune Leto II
Shai-Hulud and the God Emperor https://www.deviantart.com/erikshoemaker/art/Shai-Hulud-and-the-God-Emperor-545228591 by ErikShoemaker https://www.deviantart.com/erikshoemaker

Dopo la sua trasformazione torna ad Arrakis assieme al Predicatore, che si è rivelato essere suo padre Paul Atreides, da tempo intento in un’opera di denuncia dei costumi corrotti del regime di Alia, per affrontare sua zia, la reggente.
Alia, che ormai è soggiogata dalla voce interiore del Barone Vladimir Arkonnen, accetta come morte onorevole di gettarsi da una finestra. Leto reclama così il suo ruolo di imperatore, giacché anche Paul è caduto ucciso poco prima, e sposa sua sorella per cementare la propria posizione.
Si tratta di un matrimonio soltanto formale, siccome Ghanima sceglie come compagno Farad’n Corinno, loro cugino e nipote dell’imperatore Padiscià IV, che le darà dei discendenti Atreides e verrà impiegato dall’imperatore Leto II come scriba.

Passano così 35 secoli, e l’umanità si avvia sul Sentiero Dorato che Leto II, a differenza di suo padre, ha realmente perseguito. Leto ha continuato a evolversi per millenni nella direzione del verme delle sabbie diventando un enorme ibrido con solo il viso e pochi tratti antropoidi. Ghanima nel frattempo è morta, stando a quanto si dice dopo una vita relativamente normale, lasciando dei discendenti Atreides che sono giunti fino a ora.

Tutti temono e odiano Leto II ma lo riveriscono, siccome detiene il monopolio della Spezia e a sua discrezione può annullare la sua circolazione. Ciò significa annullare la capacità dei navigatori della Gilda spaziale di individuare percorsi sicuri negli spostamenti galattici, e condannare a morte innumerevoli soggetti ormai assuefatti al Melange che lo utilizzano per prolungare la propria vita. Per questa ragione tutti coloro che hanno bisogno del Melange complottano contro di lui ma al contempo assecondano tutti i suoi capricci. Agli occhi della popolazione di Arrakis egli è Shai Hulud incarnato, perciò è a tutti gli effetti un dio.

Siccome in Leto esiste anche la coscienza di suo padre Paul egli ama sinceramente il vecchio amico di quest’ultimo, Duncan Idaho, e commissiona continuamente agli scienziati Bene Thielaxu la creazione di nuovi ghola (ovvero cloni) di quest’ultimo, che a differenza sua invecchiano e muoiono.

I Duncan, prima o poi, trovano raccapricciante la politica dispotica di Leto II e tentano di assassinarlo, fallendo ogni volta: vi sono state decine e decine di Duncan che sono periti tentando di ucciderlo, ma ciò nonostante il dio-imperatore continua a farne creare di nuovi, in un circolo perverso che condanna all’infelicità i Duncan di ogni generazione.

Il suo servitore più fedele è Moneo, un suo discendente da parte della sorella e padre di Siona, che al contrario è una sua feroce oppositrice.

Leto II Atreides in: L’imperatore-Dio di Dune

In “L’imperatore-Dio di Dune” Siona e i suoi complici riescono a trafugare dei documenti privati dell’imperatore che contengono i suoi diari e una mappa della sua cittadella. Leto, come tante volte prima di allora, elimina il suo Duncan che ha provato a ucciderlo, che viene prontamente sostituito da uno nuovo. Duncan sconta il fatto di essere vecchio di millenni, e i suoi valori sono del tutto obsoleti nel mondo teocratico incentrato sulla piena obbedienza al Tiranno.

Leto II ha ripreso il piano di accoppiamenti mirati delle Bene Gesserit e punta a incrociare Duncan con Siona, decisione su cui Idaho ha qualcosa da ridire sentendosi sfruttato al pari di una bestia.
Gli Ix mandano alla corte di Leto Hwi Noree, una donna che è la versione femminile di un suo precedente consigliere, creata per essere la donna ideale per lui. Inoltre gli Ix sono riusciti a crearla al di fuori della sua prescienza, il che rende evidente che si tratti di una trappola di qualche tipo.

Leto le chiede quindi di sposarlo, anche se non ha più organi con cui generare dei figli, permettendole in cambio di avere una discendenza con altri amanti.

Successivamente porta con sè Siona nel deserto allo scopo di farle comprendere il sentiero dorato, ma questa rimane della propria idea di dovere a tutti i costi eliminare l’imperatore verme.

In vista delle nozze Moneo manda Siona e Duncan nella remota oasi di Tuono ma l’imperatore, contrariato, decide di celebrare proprio là il matrimonio.
Siona e Duncan decidono di approfittare del passaggio del corteo nuziale per uccidere il tiranno: Nayla, l’assistente da Siona che è stata condizionata da Leto per ubbidire a ogni ordine della sua padrona, anche a quelli rivolti verso di lui, spara sul ponte provocando nella caduta la morte di Moneo e di Hwi. A contatto con l’acqua le trote della sabbia abbandonano il corpo di Leto lasciandolo inerme: questi, agonizzante, rivela dove ha nascosto un’enorme quantità di Melange che servirà a Siona e ai suoi discendenti per formare il Sentiero Dorato.
Infine muore, e il suo corpo si sfalda lasciando solo un osso rossastro e una pozzanghera azzurrognola. Duncan e Siona se ne vanno mano nella mano, e in questo modo si avvierà il desiderio di Leto di avviare una dinastia di Atreides.

Dalle azioni dell’imperatore scaturirà il ritorno del pianeta Arrakis alle sue precedenti condizioni di pianeta desertico propizio al prosperare dei vermi, e anche i movimenti politici come le Bene Gesserit vivranno una ventata di rinnovamento.

La sua eredità politica è molto controversa, siccome 1.500 anni dopo alcuni lo ritengono ancora un imperatore dio mentre altri il sommo tiranno. Si dice che la sua coscienza sia stata frammentata tra i vermi che ora popolano Arrakis.

Leto II: biologia e personalità

Ora passiamo ad analizzare la forma dell’imperatore-Dio Leto.

Nella forma pre-verme Leto è lungo 7 metri e largo 2 metri: la parte posteriore del suo corpo è quella di un verme delle sabbie e pesa complessivamente 5 tonnellate, al punto che per spostarsi deve ricorrere a un carro. Il volto è uno dei pochi resti umani ancora visibili, gli arti posteriori e i genitali sono atrofizzati in pinne ormai inservibili, il cervello non si trova più nel cranio ma è distribuito lungo tutti i gangli nervosi del suo corpo consentendo una crescita abnorme. Il verme comunque influisce pesantemente sul suo essere, giacché la sua fisiologia è influenzata da ciò che egli vuole e teme, come l’umidità che ripugna.

Leto nella sua forma pre-verme si considera un dio, un predatore dell’umanità, l’unico in grado di vedere l’evoluzione umana sul solco del sentiero dorato. Il popolo lo considera un tiranno anche perché non è in grado di comprendere le ragioni dietro le sue decisioni, che sono dettate da un programma onnisciente di portata millenaria. Egli stesso si definisce “una sacra oscenità”: A tutti gli effetti, è un essere estremamente solo che sconta la propria unicità con il fatto di non sentirsi più vicino a nessuno del genere umano.

Nonostante non sia che in parte umano prova emozioni, in particolare la noia che lo affligge costantemente. Ogni variante seppur piccola a quanto già prevista, come il mondo in cui un Duncan potrebbe ucciderlo, è pertanto un gradevole intrattenimento.
Dal punto di vista della psicologia ne traiamo un profilo di soggetto influenzato da un complesso messianico che comunque nutre ancora nostalgia per la propria origini umana, con un rammarico latente per la propria tirannia.

Per quanto i Fremen lo identifichino con il dio Shay-Hulhud questo Atreides non è realmente un dio, siccome può essere ucciso anche semplicemente da un colpo laser alla testa. Inoltre, a causa della parte del verme, l’acqua per lui è tossica, siccome i vermi delle sabbie vengono appunti fatti annegare per ricavare l’essenza di spezia.

Ciò nonostante possiede svariati poteri sovrumani. Come le Bene Gesserit padroneggia la Voce, un uso sapiente dei comandi vocali che gli consentono di condizionare i comportamenti della vittima. Può accedere alle voci interiori dei suoi predecessori, copie delle coscienze dei suoi antenati uomini e donne dalle quali può attingere conoscenze aggiuntive per prendere le proprie decisioni, ed è in grado di parlare con la voce di ciascuno di loro.

Il controllo completo della Spezia gli consente di vedere nel futuro anche di migliaia di anni e in virtù di ciò prende decisioni che conducono la specie umana lungo il Sentiero Dorato che ha come scopo la sua sopravvivenza. Possiede una vista finissima che gli consente, ad esempio, di scorgere in un essere umano tratti genetici risalenti a qualcuno di sua conoscenza di molti secoli prima.

Il suo olfatto è talmente fino da avvertire feromoni emessi dagli esseri viventi. Anche se l’udito è molto buono il senso del tatto è ormai stato soppiantato dai sensi del verme. La parte del verme possiede un fattore rigenerante che lo cura da ferite non mortali. A dispetto della mole enorme è capace di movimenti velocissimi, che il verme può eseguire senza la partecipazione della volontà umana.

Le sue guardie scelte sono costituite da Ittiointerpreti, delle donne scelte proprio per evitare il coacervo di vizi degli uomini, e che lo servono fanaticamente.

E con questo stavolta è tutto, ricordati di lasciarmi un commento, noi ci vediamo alla prossima!

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