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Cos’è IndexNow e come funziona l’indicizzazione immediata dei contenuti

Cos’è IndexNow e come funziona l’indicizzazione immediata dei contenuti

L’indicizzazione dei contenuti web è un fattore fondamentale del posizionamento. Nelle community SEO non passa giorno che qualcuno si lamenti di ritardi nell’indicizzazione dei nuovi contenuti. Sembra che finalmente i Big del web si stiano mobilitando per affrontare e risolvere questo problema. La soluzione promossa da Microsoft si chiama Indexnow.

Per approfondimenti: SearchEngineJournal

Che cos’è IndexNow?

IndexNow è un protocollo di indicizzazione open source (Attribution-ShareAlike Creative Commons License) proposto da Microsoft Bing e Yandex accessibile a tutti i motori di ricerca. Esso è stato creato per permettere ai proprietari dei siti di indicizzare istantaneamente pagine e contenuti.

Nella sua forma più semplice, IndexNow è un ping che permette ai motori di ricerca di sapere quando un URL è stato aggiunto, aggiornato o cancellato, permettendo ai motori di ricerca di riflettere rapidamente questi cambiamenti sui loro contenuti. Grazie a questi segnali, i motori di ricerca possono priorizzare la scansione di questi URL e limitando le risorse di crawling per scoprire nuovi contenuti.

Attualmente invece i motori di ricerca possono richiedere giorni o anche settimane per scoprire nuovi contenuti, siccome non passano continuamente a scansionare i siti web. Ciò può tradursi in una perdita di traffico. In questo caso invece i motori di ricerca aderenti vengono informati del nuovo URL tramite lo stesso ping e le risorse possono essere destinate agli altri contenuti.

IndexNow è un protocollo ping di indicizzazione condiviso tra i motori di ricerca al quale altri oltre a Bing e Yandex possono aderire. 

Ciò significa che utilizzare questo protocollo permette di fare indicizzare i contenuti in un colpo solo a tutti i motori di ricerca che se ne avvalgono.

Più precisamente, IndexNow assicura che i motori di ricerca aderenti siano messi al corrente dei cambiamenti intervenuti nel tuo sito: a livello di indicizzazione, questo potrebbe richiedere del tempo e non essere immediato.

Al momento Google non sembra supportare questa iniziativa (anche se ha ricevuto l’invito) ma altre terze parti – eBay, MSN, gitHub – hanno fornito supporto e pianificano di migrare a IndexNow. Windows sta incoraggiando tutti i CMS ad adottare appunto IndexNow per velocizzare l’indicizzazione e ridurre il consumo di crawl budget per i siti. Si sa già di CDN come CloudFlare e di tool SEO come Botify e OnCrawl che stanno aderendo all’iniziativa.

IndexNow sarà attivo da novembre 2021 e al momento è supportato da Microsoft Bing e Yandex. Microsoft sta incoraggiando molti CMS ad adottare questo protocollo.

WordPress ha ricevuto il codice IndexNow per implementarlo.Wix pianifica di farlo e Duda fornirà supporto tra qualche settimana.

A cosa serve IndexNow?

IndxNow è un protocollo pensato per informare immediatamente i motori di ricerca che un contenuto è stato creato o aggiornato.

Microsoft dichiara che questo progetto ha lo scopo di rendere più efficiente internet riducendo la necessità di fare ricorso agli spider per memorizzare nuovi contenuti, rendendo l’internet più efficiente. L’obiettivo è fornire all’utilizzatore il massimo beneficio in termini di indicizzazione, gestione delle risorse di crawling, e freschezza dei contenuti.

Esso quindi dovrebbe prevedere la possibilità per i webmaster di fornire i dati sugli URL cambiati direttamente ai motori di ricerca. La comunicazione diretta da parte dei webmaster serve a priorizzare le scansioni verso questi URL, limitando la necessità per gli spider di analizzare completamente per comprendere se è cambiato.

Il processo punta quindi a ridurre le necessità di crawling e migliorare l’efficienza ed è diverso dal metodo del Bing content submission API, siccome non utilizzano le stesse API di IndexNow Protocol, in questo caso gli altri motori di ricerca non recepiranno l’aggiornamento.

IndexNow: i vantaggi

  • Ridurre i tempi necessari per la scoperta di nuovi contenuti
  • Possibilità di informare più motori di ricerca con uno stesso ping
  • Ridurre la domanda energetica necessaria per le operazioni di scansione e indicizzazione

Come adottare IndexNow?

Alcune piattaforme, come OnCrawl e Botify, hanno dichiarato di voler adottare IndexNow.
I CMS Wix i Duda ne riconoscono i vantaggi e si sono impegnati nel fornire questa funzionalità ai propri utenti.
In questi casi perciò non occorrerà fare nulla.

Se inizi a usare IndexNow, non occorre segnalare tutti i cambiamenti di URL intervenuti nell’ultimo anno, ma solo quelli a partire dal momento dell’adozione. Gli URL segnalati con questo metodo incide sulla tua quota di crawl, in quanto è come se comunicassi ai motori di ricerca di priorizzare dei dati URL rispetto agli altri. I motori di ricerca comunque possono scegliere di non indicizzare quegli URL se non rispettano i loro criteri di selezione.

IndexNow può essere utile sia per grandi che per piccoli siti, siccome ambedue hanno l’esigenza di fare scoprire i propri contenuti in maniera più rapida. Se una pagina viene editata frequentemente (es. che tempo fa a Tokyo) non conviene risottoporla a IndexNow ogni volta.

Si possono sottoporre anche link rotti (pagine 404) e i redirect.

Non conviene utilizzare IndexNow per indicizzare l’intero sito: limitati agli URL cambiati, per il resto c’è la sitemap. Non c’è bisogno di cambiare la chiave, siccome i motori la scansionano una volta sola quando ne ricevono una nuova.

Se il tuo sito utilizza diversi CMS, puoi utilizzare più chiavi. Pubblica ogni chiave nella root dell’host. 

WordPress supporta IndexNow?

Sembra che WordPress al momento non sia giunto a una conclusione sulla materia. Microsofot ha risposto a una domanda dei loro sviluppatori affermando che sarà possibile scegliere a quale motore di ricerca rivolgere l’indicizzazione.

Come usare IndexNow – Invio tramite API

Per segnalare l’URL occorre spedire una richiesta HTTP contenente l’URL in questione e la chiave. Se procedi ad aggiornare l’URL con il metodo di Bing, sia Bing e Yandex recepiranno l’update. Basta quindi sottoporlo attraverso una sola di queste procedure per far ricevere l’URL da tutti i motori di ricerca che aderiscono all’iniziativa.

Se sei uno sviluppatore, puoi adottare il nuovo protocollo svolgendo questi passi:

  • Generare una chiave con il tool di generazione online
  • Memorizzare la chiave in un file di testo con il nome del valore della chiave nella root del sito
  • Segnalare URL quando vengono aggiunti, aggiornati o cancellati. Puoi inviare un URL o una serie di URL per ogni chiamata API tramite questi percorsi.

Per Bing: https://www.bing.com/IndexNow?url=url-changed&key=your-key

Per Yandex: https://yandex.com/indexnow?url=url-changed&key=your-key 

Perchè utilizzare IndexNow

Il protocollo è molto semplice da implementare, perciò si ha tutto da guadagnare dal punto di vista della velocità di indicizzazione. Molto probabilmente altri motori di ricerca si uniranno all’iniziativa (anche se per ora non è chiaro se e quando anche Google lo farà).

Questa si prospetta essere una importante novità in fatto di indicizzazione per coloro che pubblicano contenuti sul web, siccome permetterà di ovviare alle tempistiche dilatate che richiede la scansione della sitemap.

IndexNow funziona con Google?

Da inizio novembre Google ha iniziato a testare il protocollo IndexNow, per appurare se può servirsene per migliorare gli sforzi di efficienza.

Al momento bisogna ancora capire se sottoporre l’URL tramite
https://www.google.com/IndexNow?url=url-changed&key=your-key
verrà recepito da Google per indicizzare immediatamente le variazioni. In mancanza di ciò ragionevolmente possiamo appoggiarci al fatto che sottoponendo con la procedura la segnalazione a Bing, questa verrà anche recepita da altri motori di ricerca come Google.

Al momento Google ricorre all’HTTP/2 che come trasferimento dati è molto veloce e le consente di risparmiare risorse, in metà delle sue scansioni. Bisognerà vedere se considererà IndexNow un valido appoggio per la scansione faciliata.

E tu che cosa ne pensi? Parliamone qua sotto!

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