Gli Orrori di John Silence, il Detective Psichico

Gli Orrori di John Silence, il Detective Psichico

In questo sito abbiamo affrontato svariate volte la produzione letteraria incentrata sull’occulto di diversi scrittori classici e narrato la storia di vari investigatori metafisici, come Thomas Carnacki di William Hodgson e il dottor Hesselius di Le Fanu

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Dopo il celebre “Il Wendigo” torniamo a parlare di Algernon Blackwood (1869-1951), il cui racconto “I Salici” era considerato da Lovecraft “il miglior racconto nella storia della letteratura del soprannaturale”, e l’autore in questione “uno dei Maestri Moderni” nel saggio “Supernatural Horror in Literature”.

I racconti di John Silence sono una serie di racconti horror di Algernon Blackwood, pubblicati per la prima volta nel 1908 come “John Silence – Physician Extraordinary”. I racconti narrano le avventure di John Silence, un medico che si occupa di casi paranormali. Silence è un uomo misterioso con poteri psichici che gli permettono di entrare in contatto con il mondo degli spiriti. Egli utilizza queste sue abilità per aiutare le persone che sono state perseguitate da forze soprannaturali. Nelle storie di Blackwood in genere esiste un qualche tipo di “sconfinamento” da parte di fenomeni e condizioni ai danni della percezione umana che turbano l’equilibrio mentale delle persone. L’occulto delineato da Blackwood non consiste in forze del tutto aliene alla logica e alla razionalità quanto in una via di mezzo tra il mondo materiale e l’incomprensibile, una categoria di influenze, residui del passato e antiche conoscenze che agiscono sulla mente umana come un fattore di disturbo.

Il dottore psichico affronta casi paranormali che hanno una diretta influenza sulla mente umana. Può trattarsi di fenomeni sacrileghi che rievocano memorie ancestrali, persone danneggiate in determinate regioni psichiche. A metà tra il medico e il detective, Silence, con grande empatia e coraggio, studia il paziente e le condizioni del male che lo affligge per comprendere come sradicarlo.

I racconti sono ambientati in varie parti del mondo e presentano una varietà di creature soprannaturali, tra cui fantasmi, spiriti elementali e demoni, e sono caratterizzati da una suspense crescente e da un’atmosfera inquietante. I casi di Silence coinvolgono sia indagini sul campo che esami psicologici delle vittime per comprendere l’origine del problema e individuare il modo più opportuno per trattarlo. Una caratteristica della narrazione di Blackwood è il progressivo accumularsi di una serie sempre più consistente di dettagli, che finisce per creare un quadro di tensione asfissiante e gravido di orrore.

I racconti più famosi di John Silence sono: “Un’invasione psichica”, “Antiche stregonerie”, “Culto segreto”, “La nemesi di fuoco”, “Il campo del cane”, “Una vittima dello spazio superiore”: essi sono stati elogiati per la loro suspense, la loro atmosfera inquietante e la loro esplorazione del mondo soprannaturale.

Ma passiamo ora a trattare nel dettaglio il nostro protagonista.

John Silence

John Silence è un medico benestante che usa la propria fortuna per assistere gratuitamente persone povere angustiate da casi a metà tra lo psicologico e l’occulto, che i dottori convenzionali rifiutano. Appare come un uomo sulla quarantina dagli occhi castani che sprigiona conoscenza e comprensione. Grazie a un allenamento di vari anni ha acquisito una consapevolezza psichica preclusa ad altri e una grande sensibilità in materia di influenze soprannaturali.

Egli viene chiamato “il dottore psichico” siccome cura disturbi psichici dei pazienti che, si scopre, essere intrisi di venature occulte che vanno oltre la medicina e oltre la superstizione.

Nonostante la sua occupazione non viene ritenuto un ciarlatano, quanto una figura unica nel proprio genere, siccome è tutt’altro che incline a riconoscere dal principio il soprannaturale, ma piuttosto aperto alla sua esistenza. Per esempio, non considera la chiaroveggenza un potere soprannaturale, quanto una maledizione di soggetti molto sensibili, che devono così vedere ancora più in profondità gli orrori del mondo che, pietosamente, alle persone comuni sono preclusi.

Silence è particolarmente intuitivo e sensibile nei confronti dei malesseri dei suoi pazienti, riesce a metterli a loro agio per giungere all’origine del problema. Il suo metodo prevede di giungere verso la realtà interiore che si cela sotto uno strato di false credenze e incomprensioni. Silence è un individuo paziente ma dai modi spicci, che va subito al punto per trattare il problema in modo incisivo. 

Il nostro eroe pertanto, si pone a metà tra i detective dell’occulto come Carnacki, attivamente coinvolti nella lotta contro il male, e i medici del soprannaturale come il Dottor Hesselius, che registrano fatti inspiegabili per la scienza umana a beneficio del progresso medico.

In “Un’invasione psichica” Silence accoglie il caso di uno scrittore di racconti umoristici, Pender, il cui senso dell’umorismo è stato sostituito da qualcosa di tremendo, e che non riesce più a lavorare. La moglie dell’artista gli rivela che il marito ha iniziato a sentire qualcosa che gli ha impedito di essere allegro, e ha iniziato a comportarsi come se qualcuno fosse presente in casa oltre a loro. Pender ha fatto uso di “cannabis indica” che ha stimolato in lui una continua ilarità per ogni fenomeno trascurabile, un senso dell’umorismo venato di orrore e dalla sensazione di una presenza umana femminile nelle vicinanze.

Silence si rende conto che la presenza è il frutto della fusione di una volontà particolarmente malvagia legata a forze soprannaturali, che ha dato vita alla possessione demoniaca della casa. Fatto allontanare l’uomo, il dottore si insedia nell’abitazione con un cane e un gatto. Questi ben presto iniziano a comportarsi in maniera molto insolita, e l’uomo avverte una potente presenza circondata da una serie di forze inferiori, come un branco di gatti demoniaci.

Silence, grazie al proprio allenamento psichico, riesce a contrastare con la propria rettitudine la perversità della forza che infesta la casa e a purificarla, sradicandola.

A Pender spiega che esiste una sorta di limbo di forze psichiche dei morti a cui individui molto dotati possono attingere: come era il caso della donna, uccisa come strega nel XVII secolo, che si era macchiata di orrendi delitti, e che la mente dello scrittore, incautamente vitalizzata dalla droga, aveva inaspettatamente richiamato dando vita a questa tremenda invasione psichica.

In “Antiche stregonerie” John Silence raccoglie il caso di Arthur Basin, un uomo banale caduto vittima di una esperienza indicibile. L’uomo si trovava in viaggio in Francia quando un uomo sul treno gli aveva riferito qualcosa che suonava come “a causa del sonno e a causa del gatti”.

Giunge in una cittadina medievale dove ha l’impressione che tutti gli abitanti vivano una vita interiore, nascosta agli occhi di quella esteriore, e lo osservino con attenzione attendendo da lui qualcosa. Incontra la figlia della corpulenta padrona della taverna, una ragazza che lo strega immediatamente con la propria bellezza. Basin si rende conto che anche lei è uno strumento di controllo.

L’uomo assiste a una cerimonia degli abitanti del villaggio dove questi si trasformano in gatti, e anche lui inizia a balzare in maniera insolita, come se avesse appreso un comportamento che aveva dimenticato. La ragazza gli rivela che in realtà lui da sempre appartiene a loro, a lei per l’incantesimo dell’antico amore, e ora pretende che lui si unisca alle loro sacrileghe pratiche.

Gli officianti, al grido di “ungiti e vieni!” lo esortano a unirsi alla loro danza satanica, dove egli assiste al giungere di creature alate dal cielo. Fortunatamentel’uomo  riesce a tornare in sè e, allontanati gli assalitori con il fuoco, riesce a fuggire.

Racconta tutto a Silence, oltre al fatto che risulta essere rimasto lì solo per una notte, anche se aveva l’impressione che si tratttasse di una settimana. Il dottore psichico trova traccia della sua permanenza nel paesino e la locandiera gli riferisce che quell’uomo le era sembrato strano, e che si aggirava nel bosco con fare sospetto: non riesce però a parlare con la ragazza.

Silence giunge alla conclusione che esistono antiche tradizioni e fenomeni di reincarnazione sopite nella memoria, che in quel villaggio alcune streghe erano state arse sul rogo nel Settecento, oltre che le pratiche stregonesche contemplano l’uso di certe pomate che permettono di trasformarsi in gatti e altri animali.

Questa era la vita interiore che Basil aveva percepito? Silence crede che sentirà ancora parlare di lui. E forse anche del vecchio francese che in treno, avvertendo una vicinanza psichica tra le rispettive vite anteriori, si era sentito in dovere di avvisarlo del pericolo.

D’altronde ci sono antiche forze che non muoiono mai, ma che non sono ancora in grado di tornare nel nostro mondo…

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