di Giovanni Liguori
Una riga di Search Console con molte impressioni e nessun clic merita attenzione. Se l’indirizzo contiene un #, però, il suo CTR non basta a descrivere il rendimento della pagina. Prima di cambiare titolo, riscrivere il contenuto o intervenire sugli URL serve capire che cosa rappresenta quella riga e con quale altro dato la stai confrontando.
Il problema riguarda il passaggio dal report alla decisione. Una tabella può essere corretta e la raccomandazione costruita sopra sbagliata. Il foglio di calcolo esegue anche le somme che sarebbe meglio non fare.
Qui partiamo da un estratto reale, distinguiamo i livelli di aggregazione e costruiamo una procedura che puoi ripetere con un foglio elettronico. Il risultato atteso è circoscritto: stabilire quali confronti reggono e quali verifiche mancano. La presenza dei frammenti, da sola, non dimostra né un danno SEO né la sua assenza.
Il caso: righe simili, rendimenti diversi
L’estratto riguarda una guida ai piani Claude pubblicata su giovanniliguori.it. L’indirizzo senza frammento e alcune sue varianti compaiono nello stesso audit dei candidati a basso CTR. Nella tabella abbreviamo l’indirizzo comune, lasciando leggibili i suffissi originali.

Questi valori provengono da una misura storica sulla proprietà sc-domain:giovanniliguori.it, estratto generato il 29 agosto 2026. Il CSV allegato con le righe dell’estratto conserva gli URL completi, i clic, le impressioni e il CTR originale e ricalcolato, così puoi controllare la tabella senza accedere al sistema che ha prodotto l’audit. Il CTR qui è arrotondato: [misurato su N=6 righe selezionate, periodo: 30 luglio–26 agosto 2026, fonte: reports/gsc-low-ctr-audit-2026-08-29.json, campi audit.start, audit.end e audit.candidates].
Riga della guida ai piani Claude
URL senza frammento | Clic Impressioni CTR |
Stesso URL con #96x8jo45lp99 | 569 54.172 1,05% |
Stesso URL con #t3q7h578elvy | 0 12.968 0,00% |
Stesso URL con #t3q7h578elvy | 0 12.469 0,00% |
Stesso URL con #yn2vugzterzu | 0 12.198 0,00% |
Stesso URL con #jl53qwnezvfj | 1 7.796 0,01% |
Rielaborazione dei dati dell’export, non una schermata dell’interfaccia Search Console. I valori sono riportati anche nella tabella testuale per consentirne la lettura senza immagine.
L’estratto è una selezione di candidati a basso CTR, non l’elenco completo delle pagine. Conserva il periodo, gli URL e le metriche, ma non la risposta API originale con la modalità di aggregazione restituita. Questo limite conta: permette di descrivere le righe osservate, non di ricostruire ogni dettaglio del conteggio.
La riga senza frammento registra clic mentre quelle con frammento ne registrano pochi o nessuno. È quanto possiamo constatare. Non abbiamo ancora dimostrato un crollo: manca un confronto temporale omogeneo. E non abbiamo dimostrato che i frammenti sottraggano visite alla pagina o che siano stati prodotti da una specifica funzione di Google.
Che cosa indica il cancelletto nell’URL
In un indirizzo con percorso /guida#prezzi, la parte introdotta da # è il frammento. Può identificare una porzione della risorsa, come una sezione del documento. Lo standard degli URI lo distingue dal percorso e dalla query: è un componente con una propria funzione, non una nuova directory del sito. La definizione è nella sezione sui frammenti dello standard IETF, consultata il 30 ottobre 2026.
Questa distinzione aiuta a leggere l’indirizzo; non spiega automaticamente perché sia apparso in Search Console. Un suffisso poco leggibile non contiene la diagnosi della sua origine.
Anche le indicazioni Google sulla struttura degli URL, consultate il 30 ottobre 2026, hanno un perimetro preciso: sconsigliano di usare i frammenti per cambiare il contenuto che si vuole rendere scansionabile. Non costituiscono una spiegazione delle singole righe del nostro estratto e non prescrivono di rimuovere tutte le ancore presenti in una pagina.
Prima di toccare il sito, quindi, conserva la distinzione fra ciò che hai visto nel report e la causa che stai ipotizzando.
Il confronto che cambia il significato dei numeri
Search Console consente di aggregare i dati per proprietà o per pagina. Nel primo caso i risultati che appartengono alla stessa proprietà vengono considerati insieme secondo le regole del report; nel secondo vengono conteggiate le singole pagine. Se in una ricerca compaiono pagine diverse dello stesso sito, il totale delle impressioni per pagina può differire dal conteggio per proprietà. Anche CTR e posizione dipendono dal livello scelto. Lo documenta Google nella spiegazione delle aggregazioni, consultata il 30 ottobre 2026.
La conseguenza pratica è che sommare una tabella di pagine per ricostruire un totale della proprietà non è un’operazione neutra. Potresti ottenere un numero diverso senza aver trovato un errore del report.
Questo non autorizza la conclusione opposta, cioè che nessuna somma fra righe con frammento sia mai lecita. Prima di aggregare servono lo stesso schema di conteggio, lo stesso perimetro e la verifica che le righe non siano duplicazioni introdotte dall’elaborazione. Togliere il suffisso dal testo dell’URL non risolve da solo questi problemi.
Per ordinare il foglio puoi creare una colonna con l’indirizzo precedente al cancelletto. Chiamala, per esempio, URL base: serve ad accostare indirizzi simili. Non chiamarla canonical verificata. Google precisa che gran parte dei dati viene attribuita all’URL canonico e rimanda al Controllo URL per identificarlo; non basta manipolare una stringa per sapere quale canonical abbia scelto. Il riferimento è la guida a dimensioni e raggruppamenti, consultata il 30 ottobre 2026.
Come controllare il tuo export senza perdere il contesto
Conserva prima di filtrare
Scarica il report e conserva una copia originale. In un foglio separato annota proprietà, intervallo di date, tipo di ricerca, dimensione selezionata e filtri attivi. Aggiungi la data dell’esportazione e specifica se stai usando dati del grafico, della tabella o di un’elaborazione successiva.
È una precauzione semplice: quando trovi una differenza, devi poter risalire alla domanda posta allo strumento. Un file chiamato rendimento-finale non conserva quella domanda.
Isola le righe nell’export
Nella copia di lavoro applica un filtro alla colonna degli URL per trovare il carattere #. Mantieni accanto la colonna originale e usa l’URL base soltanto per organizzare i gruppi. Cerca poi l’indirizzo senza frammento, senza assumere che la sua assenza dal file equivalga all’assenza di traffico.
Filtrare un foglio già scaricato e aggiungere un filtro in Search Console sono operazioni diverse: la prima seleziona righe esistenti, la seconda cambia la richiesta al report. La guida Google ai filtri, consultata il 30 ottobre 2026, avverte che filtri su query e URL possono influire sui totali per troncamento dei dati e omissione delle query anonimizzate. Se riesporti, annota il nuovo perimetro.
Confronta periodi costruiti nello stesso modo
Per parlare di calo servono un prima e un dopo. Usa periodi di durata comparabile, mantieni dimensioni e filtri coerenti e verifica se stai confrontando settimane o giorni con composizione diversa. Distingui poi l’andamento della riga senza frammento da quello delle varianti e dal totale della proprietà.
Il controllo riguarda anche la selezione delle righe. Una lista ottenuta applicando una soglia di CTR è già orientata a mostrare i casi peggiori: descrive quella selezione, non tutta la visibilità del sito. Se confronti soltanto candidati filtrati, dichiaralo.
Ricalcola il CTR sulle quantità adatte
Il CTR deriva dal rapporto fra clic e impressioni. La definizione ufficiale delle metriche, consultata il 30 ottobre 2026, permette di controllare il calcolo senza mediare percentuali che hanno pesi diversi.
Se il raggruppamento è lecito, calcola quindi il rapporto fra la somma dei clic e la somma delle impressioni delle righe ammesse. Non fare la media aritmetica dei CTR. Nel nostro estratto abbiamo ricalcolato ogni riga separatamente; non abbiamo costruito un CTR unico della guida accorpando tutti i suffissi.
Un rapporto corretto sul piano aritmetico resta una risposta alla domanda sbagliata se il denominatore mescola livelli incompatibili. Controlla prima il gruppo, poi la formula.
Tre limiti da registrare insieme al risultato
Le query visibili non esauriscono necessariamente il totale. Google omette alcune query per tutelare la privacy e applica limiti interni alle righe mostrate. Le query anonimizzate possono rientrare nei totali del grafico ma essere escluse quando applichi un filtro sulle query. La guida a dimensioni e raggruppamenti, consultata il 30 ottobre 2026, descrive queste differenze. Di conseguenza, un elenco di query non va trattato automaticamente come una riconciliazione completa del traffico.
Un dato recente può essere ancora provvisorio. Nel report, la linea tratteggiata segnala dati preliminari; la relativa documentazione Google, consultata il 30 ottobre 2026, spiega che possono cambiare. Conserva questa informazione quando esporti. Un confronto che include una giornata incompleta ha un limite diverso da un confronto fra periodi conclusi.
Search Console e Analytics misurano con regole differenti. Google segnala possibili discrepanze dovute a privacy, elaborazione, ritardi e fusi orari. Un dato assente nell’altro strumento non dimostra quindi che l’impressione fosse finta. La guida alle discrepanze, consultata il 30 ottobre 2026, serve a distinguere queste verifiche dal problema dei frammenti.
Quale decisione puoi prendere dopo il controllo
Il tema generale è già affrontato nell’articolo di questo blog su SEO, AI Overview e interpretazione dei dati: una metrica richiede contesto prima di diventare un intervento. Il caso dei frammenti aggiunge una verifica concreta sul perimetro del conteggio.
Puoi chiudere l’analisi con una tabella di decisione:
Esito della verifica
Passo successivo
Hai soltanto righe con frammento e CTR basso
Registra il fenomeno e prepara un confronto omogeneo: il calo della pagina non è ancora dimostrato.
Il confronto conferma meno clic sulla pagina, a parità del perimetro scelto
Esamina query, dispositivi, paesi e risultati di ricerca prima di attribuire la causa ai frammenti.
I totali differiscono dopo un cambio di dimensione o filtro
Ricontrolla aggregazione e completezza delle righe prima di proporre modifiche al sito.
Non puoi ricostruire periodo, filtri o origine dell’export
Ripeti l’estrazione e conserva i metadati insieme ai dati.
Il costo di questo metodo è rinunciare a una diagnosi immediata. In cambio, ogni intervento resta collegato a un confronto che puoi ricontrollare. Nel caso mostrato, le righe bastano per aprire un’indagine; una modifica strutturale della guida richiede altre prove.
Prima di cambiare la pagina, conserva un confronto che dimostri quale suo dato è peggiorato.












































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