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Come Apparire nei Featured Snippet – Un Caso Pratico

Come Apparire nei Featured Snippet – Un Caso Pratico

Ben ritrovati su questi lidi!

Poco tempo or sono, ho assistito a un confronto tra due autorità italiane del blogging nella community Facebook Da Zero a SEO, Riccardo Esposito di MySocialWeb e Jacopo Matteuzzi di Studio Samo: il primo è riuscito a comparire in un box in primo piano per la ricerca “retargeting”, il secondo ha ottenuto lo stesso risultato “cosa è una call to action”, risultati entrambi molto prestigiosi data l’importanza delle rispettive query.

Questo mi ha portato a chiedere: sono solamente i siti dalla consolidata autorevolezza come i succitati esempi a poter ambire a comparire tra i featured snippet, oppure anche blog del tutto ordinari come quello del sottoscritto possono essere considerati?

Bene, ho fatto una prova con un contenuto che avevo già pubblicato, la guida del transmedia storytelling, e… sorpresa!
Sono riuscito a renderlo adatto a produrre l’estratto per il contenuto 0 con accorgimenti che mi hanno portato via solo tre minuti!

Ti interessa sapere ho fatto? Bene, non staccare gli occhi dal monitor e continua a bere dalla mia fonte!

Prima di proseguire:

questo articolo non sarebbe nato senza le guide che mi hanno comunicato le nozioni su cui mi sono basato, perciò te le elenco per completare il quadro a tua disposizione:

Inoltre, ti consiglio di dare un occhio alla mia guida per web writer per rispondere efficacemente agli intenti di ricerca che può aiutarti a capire come rispondere meglio alle query digitate.

Mi permetto di riportare anche delle osservazioni prodotte nella newsletter di Emanuele Vaccari, utilissime a mio giudizio:

  • gli algoritimi del ranking e quello dei featured snippet sono diversi, raggiungere il box 0 non comporta migliorare il posizionamento e viceversa, né i due fattori sono direttamente correlati
  • i benefici o rimesse in termini di visite variano da query a query, ottenere il box in risalto può essere un vantaggio o una perdita di traffico
  • il CTR dei link di approfondimento non è come quello organico, non risolve tutti i mali e potrebbero anche dissuadere da traffico monetario

Sempre in questo ambito, è stata recentemente pubblicata un’intervista audio tra Riccardo Esposito ed Emanuele Vaccari che sviscera approfonditamente quanto è al momento noto dei featured snippet, e che ti consiglio di seguire:

Cosa sono i featured snippet?

Da qualche tempo Google ha inizio a restituire per alcune serp, sotto forma di box collocati prima dei dieci canonici risultati organici, delle anteprime di determinate pagine web composte da testo e da un’immagine che rispondono sinteticamente a specifiche esigenze.

Questi featured snippet o contenuti in primo piano o ancora contenuti 0 possono rispondere sia a richieste di definizioni di persone/entità già note, per merito probabilmente della schematizzazione realizzata attraverso i micro data (vedi l’esempio “chi è Luke Cage”)

Come finire nei featured snippet - Luke Cage

che rispondere a richieste di procedure da seguire per risolvere problematiche (vedi l’esempio “come cambiare password wifi”)

Potresti pensare che Wikipedia o Aranzulla la facciano da padrone ovunque: in molti casi in effetti è così, perché la prima è una banca dati autorevole sulle entità concettuali, il secondo ha costruito un impero di risposte a comuni esigenze informatiche.

Tuttavia, come vedremo, esistono sempre nicchie non sfruttate che possono essere occupate anche da video Youtube o da semi-anonimi siti come il blog del sottoscritto.

Ragionevolmente, Google è in grado di selezionare tra le pagine che compaiono in risposta a una specifica domanda, quella che sembra rispondere in maniera più appropriata al quesito posto. Secondo Moz, i featured snippet riguardano il 2% delle 10.000 query basate sulle keyword da loro analizzate.

Detto questo, come si fa a essere scelti nei box di alta rilevanza?

Quali parametri permettono di essere scelti tra i Featured Snippet ?

Proprio come i sitelink, è possibile segnalare a Big G il nostro desiderio di essere scelti tra i box in evidenza ma sarà il motore di ricerca per eccellenza a decidere se ne siamo meritevoli o meno: la differenza sta nel fatto che non esiste un comando attraverso cui inviare una ipotetica richiesta di considerazione, ma possiamo solamente implementare una serie di accorgimenti – che vedremo dopo – idealmente atti a metterci in grado di venire presi in considerazione dall’insondabile Google.

Secondo StoneTemple, il 30% di.14 milioni di serp di Google esaminate risponde con Featured Snippet e che sono derivati dei comuni snippet di risposta offerti dal motore di ricerca.

In questo video Neil Patel evidenzia come non sia importante solamente rispondere alle domande, ma anche centrare le keyword giuste oltre che alle espressioni che introducono tali necessità (“come fare a”, “cosa è”…). Per query le cui risposte non esistono (es. “come arrivare primi su Google”) anche se si espongono delle liste per indicare il procedimento, non si apparirà comunque.
Per i paragrafi suggerisce

  • una lunghezza media di 45 parole e massima di 97
  • liste con un massimo di 8 elementi
  • puntare su quei risultati per cui ci si posiziona in prima pagina (il 70% dei featured snippet proviene dalla prima pagina dei risultati organici)
  • usare un tool come Semrush per scoprire per quali query si ha risultati posizionati

Rand Fishkin approfondisce ancora l’argomento, e conferma che anche contenuti in posizione 6,7,89, ecc. per query dai lunghi risultati restituiti possono essere considerati

Stando a quanto riporta searchengineland, i settori che generalmente restituiscono box in primo piano sono:

  • finanza
  • matematica
  • salute
  • requisiti

Mentre al contrario appaiono raramente

  • ricerche locali
  • richieste di aiuto
  • immagini e video
  • shopping

Si è evidenziato quindi che:

  • i termini con alti volumi di ricerca sono più facilmente candidati a essere inclusi nei risultati in primo piano
  • le query estese composte da 6 o più parole sono in grado di essere interpretate dai featured snippet
  • I box in primo piano rispondono essenzialmente alle domande delle 5 W giornalistiche (cosa, come, dove, perché) ma sembra comprendere anche le consecutive causa, effetto e le introduttive fare, diventare ecc.
  • nei box dei risultati 0 sembra possano finire anche le domande non espresse chiaramente ma implicitamente (es. “email marketing” per “cos’è l’email marketing”
  • se le query digitate includono delle ricerche correlate (le persone cercano anche…) anche quest’ultime possono includere featured snippet per rispondere

Inoltre, è stato attestato che i risultati 0 sono fluidi, proprio come il ranking, perciò ogni giorno il box può essere assegnato a fonti differenti per la stessa esigenza informativa.

Ho trovato questo video interessante che approfondisce la questione: si scopre inoltre che la posizione in prima pagina non è un requisito essenziale per apparire nei featured snippet, ma essere presenti nelle prime posizioni è una caratteristica che agevola il passaggio (essere in prima posizione comporta il 30-35% di possibilità).

Ragionevolmente, le metriche che testimoniano un interesse degli utenti nei confronto dei contenuti offerti sono basilari per auspicare di essere annoverati nei box privilegiati, possiamo ritenere quindi importanti a tale fine:

  • tempo di permanenza
  • tasso di ritorno
  • freschezza dei contenuti

per confermare la rilevanza della pagina per le persone a cui è diretta.

Nel mio caso concreto, il mio blog fa qualche scarsa migliaia di accessi al mese, niente di vagamente vicino a siti come Moz, perciò significa che anche siti gestiti in maniera ordinatamente buona e riconosciuti dagli utenti come pertinenti possono essere considerati.

Sorprendentemente, essere in prima posizione non è un requisito fondamentale per comparire nel box in primo piano, è stato appurato che persino contenuti che appaiono in seconda, terza e persino quarta pagina sono compatibili con gli ignoti requisiti dei featured snippet.

I featured snippet portano traffico o lo riducono?

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A mio giudizio la risposta, come insegna la SEO, è “dipende”.

Se gli utenti sono alla ricerca di semplici informazioni codificate in step del tipo “come si spegne un computer” probabilmente non se ne fanno niente di preamboli negli articoli ma cercano semplicemente una lista ordinata di passaggi. In casi come questi secondo me i featured box riducono effettivamente il traffico fornendo immediatamente le informazioni con buona pace dei webmaster.

Se invece gli utenti vogliono approfondire un argomento (es. “chi è Leonardo da Vinci”) probabilmente non si accontenteranno della definizione “pittore” e vorranno scoprire cosa ha fatto, dove è vissuto, per chi ha lavorato il soggetto in questione.

In questo caso l’aumento dei visitatori e l’incremento del click through rate potrebbe essere decisamente consistente e di qualità grazie all’enorme visibilità guadagnata dai box in primo piano.

In ogni caso, c’è da dire che essere annoverati nei riquadri in risalto è comunque una prova evidente della stima che Google nutre per i nostri contenuti: questo valore possiamo rivendercelo sia comunicando il nostro brand/nome di dominio ai visitatori (il box mostra l’URL di provenienza), sia usando i risultati per attestare le nostre competenze di blogger/SEO (visto che apparire nelle posizioni privilegiate non è assolutamente scontato).

Andiamo a vedere i passi che suggerisco per cercare di comparire nel  box in evidenza.

Step 1 – Individua una domanda già presente nel Google Suggest

Per avere qualche chance di comparire nell’ambito box in evidenza dobbiamo innanzitutto accertarci che la domanda a cui intendiamo rispondere sia già nota a Big G in quanto già espressa e ricercata da un numero sufficiente di persone.

Per esempio, puoi notare che, nel momento in cui scrivo, “cos’è una faglia” restituisce un box in evidenza, mentre “cos’è un flauto” no: non so esattamente cosa determini questa differenza, la mia opinione è che un argomento come faglia – venendo citato innumerevoli volte a proposito del terremoto, ed essendo quest’ultimo un argomento “caldo” che calamita l’attenzione della gente – sia maggiormente di interesse rispetto a un argomento “tiepido” come il flauto che – benché sia in circolazione da secoli – non impatta sensibilmente sulla vita delle persone.

Se ci fai caso, la query “cosa sono featured snippet” non restituisce nessun box, benché ci siano dei contenuti – come quello di Riccardo Esposito – che ne parlano: secondo me, essendo argomenti che non interessano i non addetti ai lavori, il traffico di ricerca è troppo limitato e l’algoritmo “non si attiva” per estrarre un box.

Suggerimenti:

  • scegli una domanda essenziale per la quale è possibile dare una risposta riassumibile in poche righe ed espandibile a discrezione del lettore
  • non competere con siti con un’autorevolezza/notorietà estremamente superiore alla tua, focalizzati invece su ricerche per le quali la competizione è decisamente più abbordabile
  • prova a scrivere sulla barra di ricerca una richiesta (“cosa è…”, “come funziona…” e osserva se Google Suggest completa autonomamente la digitazione.
    Ciò significa che la domanda di informazioni è già stata recepita e presumibilmente Big G ha l’interessa a soddisfarla.
  • evita le domande ambigue (“cos’è il calcio” non restituisce nulla perché i risultati sono mixati tra il calcio sport e il calcio sostanza)
  • prova diverse varianti della richiesta, ad esempio aggiungendo o togliendo gli articoli.
    A seguire puoi notare che Google non restituisce il featured snippet per “chi è Joker” ma lo produce per “chi è il Joker”

Come ottenere featured snippet

Cosa sono i featured snippet

Step 2 – Scegli un tuo contenuto che risponde a una specifica esigenza

Come ho detto nell’introduzione dell’articolo, nel mio caso è stato possibile svolgere i passaggi che avrebbero portato all’inclusione nel featured snippet in soli tre minuti: questo ovviamente è possibile se disponi già di un testo che:

  • è esaustivo in merito a un determinato intento di ricerca (l’articolo in questione deve essere di buona qualità, ovvero rispondere in maniera estesa e approfondita a una precisa esigenza.)
  • è coerente con le premesse del suo titolo
  • appartiene a un sito riconosciuto come sufficientemente di valore (il mio portale è in circolazione da un anno e mezzo e svolgo quotidianamente attività di condivisione)

Ti starai chiedendo: devo scrivere un articolo molto lungo (sopra le 2.000 parole) per cercare di posizionarmi?
Il mio giudizio è che non occorre necessariamente scrivere quintali di parole per ottenere il box TUTTAVIA ciò può essere necessario per giustificare le visite e l’interesse da parte delle persone (ovvero per distinguersi dalla concorrenza), importante metrica che di certo giustifica la positiva valutazione.

Se io avessi scritto sul transmedia storytelling un articoletto di 500 parole e non lo avessi mai condiviso, probabilmente nessuno avrebbe interagito con esso e sarebbe stato bellamente ignorato, un bel testo corposo invece giustifica commenti e condivisioni, che male proprio non fanno.

Step 3 – Riformula i contenuti preesistenti per rispondere meglio alla query di ricerca

Nel mio caso, avevo un articolo vecchio di oltre un anno ben posizionato per le ricerche in italiano sul transmedia storytelling, ma che non compariva nel box in risalto (assegnato a un altro risultato).

Ho proceduto pertanto a correggere l’articolo in questo modo:

  • Il Title è passato da “La guida del transmedia storytelling” a “Cos’è il transmedia storytelling” -> Title esattamente uguale al suggerimento del Google Suggest
  • L’URL è passato da “guida-transmedia-storytelling” a “cose-il-transmedia-storytelling” -> l’URL contiene il suggerimento del Google Suggest
  • La Description è stata riscritta per contenere la query di ricerca “Cos’è il transmedia storytelling”
  • Il primo paragrafo – circa una quarantina di parole – ha visto la scomparsa di chiacchiere introduttive ed è diventato la risposta immediata alla suddetta query, racchiuso nei tag <p>, come suggerito nella guida di MySocialWeb
  • I rich snippet erano già stati implementati con il plugin “All in one Schema.org”, perciò non ho modificato alcunché
  • Ho aggiornato la data di pubblicazione, portando il testo come articolo più recente del mio portale

Effettuati tutti questi cambiamenti, ho atteso un paio di giorni e… il featured snippet era mio!

Alcune cose strane che ho notato

Nello svolgere questo test, ho notato alcuni fenomeni che ti riporto, limitatamente a questo caso e senza alcuna pretesa di correttezza:

  • le query possono restituire diversi tipi di box a seconda del modo in cui la formula è digitata: per “cos’è il transmedia storytelling” compare il mio sito, ma per “transmedia storytelling” compare Wikipedia.

    In questo caso, il mio sito non è posizionato per “transmedia storytelling” – in quando è anche il titolo di un libro e perché soffre la concorrenza di numerosi siti anglofoni – ma la query italiana è molto più circostanziata e presenta il mio sito tra i primissimi risultati.
    Quindi, probabilmente, il mio contenuto è risultato più corrispondente/coerente/in grado di rispondere alla domanda italiana, ma non alla “chiave secca” della definizione Come apparire nel box risultati 0
  • il box per un determinato risultato scompare prima di essere assegnato a un altro sito.
    In questo caso non ho uno screenshot che lo attesti, perciò sei libero di non credermi, ma ricordo benissimo che, dopo avere fatto i cambiamenti sopra descritti, ho controllato la serp il giorno dopo e ho notato che il box riassuntivo – prima assegnato all’altro sito in prima posizione – era sparito; sul momento pensai che Google avesse rimosso il risultato perché non era cliccato da nessuno, ma il giorno dopo ancora ho notato che esso era ricomparso e che io avevo guadagnato il contenuto 0.
    Dato che non avevo prodotto altri segnali esterni che ripubblicare aggiornato l’articolo e aggiornare la sitemap, ne deduco che Google controlli in tempo reale/in tempi brevi tutti i siti analizzati e decida continuamente sulla base di algoritmi qualitativi quali sono più in grado di rispondere alla query digitata.

Come trovare le espressioni che finiscono nei featured snippet?

Per avere un’idea delle domande poste dalle persone a cui rispondere con featured snippet puoi fare ricorso

  • ai suggerimenti di Google Suggest (il quale tende a uniformare le differenti espressioni formulabili per un medesimo intento di ricerca)
  • Google Keyword Planner per individuare le frasi più frequentemente associate agli intenti di ricerca
  • Ad Answerthepublic, un tool gratuito per la ricerca delle espressioni in rete e delle domande associate a un determinato intento di ricerca

E tu, cosa ne pensi?

Pensi che ci siano altri fattori da tenere in considerazione per tentare di comparire nella posizione 0? Racconta la tua esperienza commentando questo articolo.

29 thoughts on “0

  1. Interessante, lo avevo giusto guardato ieri. Per me è un po’ presto affrontare questi argomenti, ma leggere ed informarsi è un obbligo.
    Grazie per l’ articolo ben fatto.

  2. Davvero niente male!

    Per quanto mi riguarda, la SEO non è mai stata una preoccupazione particolare (per i miei scopi, la costruzione di un network tramite i social e l’incontro con altri internauti è più importante).

    Eppure, di quando in quando mi capita di riuscire a posizionare bene i miei pezzi: che sia giunto il momento di conquistare anche la “posizione 0”?

    Tentar non nuoce… grazie per le dritte 😉

  3. Questi sono i test e le guide che danno veramente valore, poche chiacchiere e subito al sodo, senza molti fronzoli. Continua così!

    1. Ciao Valeria!
      Sì, se provvedi a a cambiare l’URL per renderlo più performante devi predisporre un redirect dal vecchio al nuovo indirizzo web.

  4. Ciao Ilario e grazie.
    Farò una prova con una domanda che ho trovato nel GS e metterò non uno ma due blocchi di risposta distanziati l’uno dall’altro da un altro paragrafo descrittivo.
    Quidni infilo un H1 sulla rpima domanda e un H2 sulla seconda
    Aggiugerò anche uno o due video precaricati da YT

    Poi ti farò sapere.

  5. Ottima guida, Ilario.

    Non ho fatto ancora test a riguardo, ma sicuro ne farò.
    Mi sono però ritrovata nella posizione 0 con uno dei miei blog su una chiave molto importante, del tipo “marchio + opinioni” su tematiche molto competitive e remunerative.. La pagina è lì in posizione 0 da circa 10 giorni, dopo che i primi giorni se l’è contesa con un competitor molto professionale e attento.

    Ci sono alcune cose che non mi spiego:
    – l’articolo è stato pubblicato nel 2012 ed ho aggiornato solo alcune informazioni sul marchio negli anni, nulla di più;
    – il permalink non è assolutamente SEO friendly, anche se il titolo come hai detto tu comincia proprio con “marchio + opinioni”;
    – l’articolo non ha un’ampia profondità di argomentazione, ma descrive solo schematicamente le informazioni base a cui l’utente è interessato per quella ricerca;
    – l’immagine è standard con il nome del marchio, senza aggiornamento del nuovo logo;
    – il blog su cui è ospitato non è professionale, pur essendo su dominio di secondo livello, è costruito su piattaforma blogger con un template personalizzato.

    L’unica cosa che mi viene da pensare, guardando la differenza da questo mio blog e il competitor, è che l’autorevolezza probabilmente si guadagna anche con la personalità di un sito. Gli utenti danno più peso ad una tua recensione personale piuttosto che a quella di un supermegasito professionale ma senza identità. Questo Google lo vede e probabilmente ti premia.

    A parte Wikipedia, che comunque ha una sua identità, esistono altri portali che raggiungono quella posizione in un contesto molto competitivo? Fin’ora non mi è capitato di vederne.

    Scusa se mi sono dilungata troppo, ma mi piacerebbe davvero capire di più a riguardo. Google dice che non c’è un modo per essere lì, ma se c’è un algoritmo di fondo, allora il modo esiste.

    Ciao e buon lavoro!

    1. Ciao Pamela, ti ringrazio per avere condiviso con me queste riflessioni!
      Da come mi descrivi la situazione, probabilmente c’è un discorso di autorevolezza – che può essere a livello di link del dominio oppure di notorietà sui social network che generano condivisioni e perciò maggiori visite – che giustifica il risultato non strettamente motivato lato SEO.

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