Immaginate di prendere l’ambientazione di Una notte al museo, calarla nei toni di un survival horror ed estendere la lore di Jurassic Park con una spinta di parkour estremo.
Leggi tutto: Terrible Lizards, la Storia Completa: Il Survival Horror Atletico con i DinosauriTerrible Lizards: la storia
Terrible Lizards è un videogioco survival horror e platformer in prima persona incentrato sul parkour ad alta velocità, sviluppato dallo studio indipendente WDR Studios e pubblicato da Behaviour Interactive insieme a Digital Pajamas. L’esperienza di gioco unisce la fluidità di movimento acrobatico e le corse aeree tipiche di Mirror’s Edge con l’atmosfera inquietante e retrò da creature feature in stile Jurassic Park, ambientando l’avventura all’interno di una bizzarra e isolata attrazione stradale lungo la Route Sixty Six in Nuovo Messico. Il titolo stesso del gioco trae origine dalla traduzione letterale dal greco antico del termine dinosaur, coniato nel 1842 dal naturalista britannico Sir Richard Owen dall’unione delle parole deinos, ovvero “terribile”, e sauros, ovvero “lucertola”.
Le radici di questo incubo risalgono agli anni ’50, quando l’esercito statunitense avviò la secretata operazione scientifica Project Pilgrim all’interno di un’immensa rete cavernosa sotto il deserto, imbattendosi in una misteriosa sostanza nera catramosa dalle marcate proprietà biologiche e mutagene. Guidati dal Dr. Jonathan Fellows, gli scienziati scoprirono che questo liquido rispondeva alla presenza dei fossili preistorici avvolgendone le ossa per generare carne e abominevoli forme mostruose che imitavano i dinosauri. Quando le creature risvegliate massacrarono la guarnigione militare respingendo ogni difesa, il Dr. Fellows e i comandi decisero di sigillare per sempre la struttura, nascondendo la chiave dell’ascensore principale per impedire agli orrori di raggiungere il mondo esterno.
Decenni dopo, negli anni ’80, l’intraprendente paleontologo Dalton Coolidge, insieme alla moglie Elena e alla collega Stella, fondò il parco a tema turistico Dalton’s Dinos proprio sopra l’antico sito archeologico. Accecato dalla brama di guadagno e pressato dalle continue richieste di un losco compratore europeo a cui vendeva fossili e campioni di fluido nero, Dalton scavò sempre più in profondità fino a riaprire inconsapevolmente i varchi di Project Pilgrim. Il risveglio dei mostri scatenò uno sterminio fulmineo del personale e la scomparsa del piccolo figlio di Dalton, Dalton Jr., rapito dall’ibrido “Dennis”, una creatura che il bambino considerava il proprio amico immaginario. Disperato e colmo di sensi di colpa per aver distrutto la propria famiglia, Dalton si avventurò da solo nelle caverne lasciando accorati nastri VHS prima di finire sbranato dall’Allosaurus.
La narrazione principale prende il via nel 1992, quando il giovane studente ed ex-atleta universitario Jordan rimane bloccato di notte lungo la Route Sixty Six a causa di un guasto all’auto ed entra in Dalton’s Dinos alla ricerca di soccorso, trovando il complesso stranamente deserto. Mettendosi in contatto via radio con Stella, Jordan si trova subito a fuggire da un inquietante dipendente in costume da mascotte posseduto e mutato dalla sostanza nera. Precipitato nel sottosuolo minerario, Jordan sopravvive a un drammatico inseguimento contro un gigantesco Brontosaurus intrappolandolo con la dinamite, ma l’esplosione lo fa cadere nei livelli ancora più profondi del complesso sotterraneo.
Nelle gallerie inferiori, dopo aver assistito all’orribile morte del minatore Sid divorato dall’Allosaurus e aver neutralizzato la belva attirandola nel catrame adesivo, Jordan raggiunge il laboratorio originario di Project Pilgrim. Lì trova il piccolo DJ ancora vivo, recupera il dente di fossile dal covo dell’ibrido e preleva la chiave dal cadavere mummificato del Dr. Fellows. Durante la risalita sul montacarichi verso la superficie, il Dilophosaurus ibrido “Dennis” sferra un ultimo disperato attacco; Jordan combatte al limite delle forze e riesce a scaraventare il mostro nel baratro, portando in salvo il bambino e ricongiungendosi infine con Stella.
Le minacce di Terrible Lizards non sono rettili convenzionali, ma organismi contorti plasmati dal fluido nero mutageno, caratterizzati da occhi gialli luminosi e tratti deformi. Il Brontosaurus si presenta come un Sauropode mastodontico dalle zampe atrofizzate che striscia nei cunicoli come un serpe colossale, demolendo pareti con la sua forza bruta e costringendo il giocatore a corse ad ostacoli frenetiche e all’uso di esplosivi. L’Allosaurus veste i panni del spietato predatore alfa che trae un sadico piacere nel cacciare e terrorizzare le sue prede; affrontarlo mette alla prova il giocatore in tesissime sezioni di fuga e furtività dove occorre sfruttare gli anfratti delle pareti per non farsi scorgere.
L’Ibrido Dilophosaurus “Dennis” è la minaccia più grottesca, dotata di un volto umano incastrato nelle sue fauci e della capacità di indossare i costumi da mascotte del parco per camuffarsi, offrendo concitate sezioni d’arrampicata fino allo scontro finale sull’ascensore.
Per muoversi indisturbato nelle aree di superficie prima del crollo definitivo della struttura, Dennis dimostra la spaventosa capacità di mimetizzarsi indossando le tute da mascotte del parco (in particolare il costume del sauropode Benji), sfruttandole per inseguire ed eliminare il personale rimasto.
Nelle caverne più profonde dell’ecosistema sotterraneo, Dennis allestisce un vero e proprio covo. La creatura manifesta comportamenti da accumulatore compulsivo, collezionando giocattoli, peluche e in particolare il dente fossile di Allosaurus a cui DJ era legato. Questo comportamento suggerisce un’intelligenza deviata, mossa dal bizzarro tentativo di imitare gli affetti e le abitudini umane per trattenere a sé il bambino.
Terrible Lizards: recensione
Dal punto di vista critico, Terrible Lizards offre una sorprendente e riuscita fusione tra la fluidità del parkour in prima persona e l’estetica horror-campy delle creature feature anni ’90.
Il gioco si articola in quattro ampi livelli della durata di oltre un’ora ciascuno. Se il primo livello ambientato nel museo appare talvolta troppo aperto e meno ottimizzato per il parkour, la struttura di gioco migliora nettamente una volta discesi nelle gallerie minerarie e nelle caverne sotterranee. In queste aree sotterranee, il level design si fa più serrato e spiccatamente “videoludico”, alternando frenetici inseguimenti lineari ad aree esplorabili dove risolvere enigmi ambientali di attraversamento. Per guidare il giocatore a velocità sostenuta senza smarrire l’orientamento, gli sviluppatori hanno adottato la convenzione visiva della vernice gialla sui punti d’appiglio, una scelta apprezzata dalla critica poiché indispensabile per prendere decisioni istantanee nei momenti di fuga frenetica. Sul piano della resa visiva e dell’atmosfera, Terrible Lizards cattura in modo eccellente l’estetica analogica degli anni ’90, arricchendo i computer con salvaschermi in WordArt 3D rotante e riproducendo il fascino retrò da attrazione stradale[9]. Nonostante l’ambientazione sotterranea possa risultare talvolta ripetitiva nell’uso degli asset, un eccellente sistema di illuminazione garantisce un forte carattere visivo agli ambienti e una marcata tensione drammatica durante i crolli infrastrutturali.
Dal punto di vista delle prestazioni tecniche, la natura indipendente della produzione porta con sé un po’ di imperfezione: oltre a imprecisioni nella rilevazione delle collisioni che possono far fallire la presa sui bordi delle piattaforme, si registrano cali di framerate improvvisi nel livello finale e sporadici blocchi negli script degli inseguimenti qualora l’agilità del giocatore superi il ritmo previsto dagli eventi narrativi.
La scelta di rinunciare alle armi da fuoco valorizza l’evasione e la mobilità pura, mentre la narrazione arricchita da divertenti filmati dal vivo in stile FMV e una durata ideale di circa 6-8 ore mantengono il ritmo sempre elevato. Tra i difetti spiccano alcune imprecisioni tecniche legate a collisioni incerte e a sporadici cali di framerate, insieme a dialoghi radio talvolta espositivi e a un’intelligenza artificiale dei mostri che tende a incastrarsi nelle rare sezioni stealth non scriptate.
E con questo è tutto. Fatemi sapere cosa ne pensate di questo gioco e proponetemi altri titoli. Noi ci vediamo alla prossima.












































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