Ben ritrovati su questi lidi! Con il 2026 ormai intrapreso è ora di rispolverare la lista di buoni propositi in fatto di letture. Se siete appassionati di novità, non potete farvi sfuggire queste saghe a fumetti realizzate da autori nostrani, opere originali e intriganti che sapranno regalarvi un tocco di avventura e meraviglia in più!
Leggi tutto: I fumetti indie italiani da conoscere nel 2026Leone Bianco
Leone Bianco è un fumetto digitale fantasy creato da Oscar Celestini, un artista italiano noto per le sue collaborazioni con Star Comics e Sergio Bonelli Editore. L’opera narra le avventure di Soter, soprannominato il Leone Bianco, una muscolosissima guardia scelta dell’imperatrice in un regno fantasy originale, in una trama che mescola epica, battaglie e colpi di scena tra bene e male. Pubblicato inizialmente come autoproduzione digitale intorno al 2018, conta tre volumi: Leone bianco, Cronache del leone bianco e Leone Bianco 2. Ciascuno di essi è diviso in episodi: 11 per Leone Bianco 1 compreso il n 0, 6 per Cronache e 20 per Leone Bianco 2.

L’idea di Leone Bianco nacque anni prima della pubblicazione, durante corsi di disegno per ragazzi delle medie scuole, come progetto personale che riflette le passioni di Celestini per il fantasy. Primo fumetto completamente autoprodotto dall’autore dopo esperienze professionali su “Agenzia Incantesimi” e colorazioni per “Tex Gigante”, uscì in episodi digitali gratuiti sul sito oscarcelestini.com, per poi evolversi in edizioni celebrative come quella del quinto anniversario. La serie si concluse con un gran finale, passando dal formato online a opzioni cartacee.

La storia segue quattro cavalieri incaricati di proteggere una principessa simbolo di armonia e purezza, in un regno antico devastato da un drago che distrugge il castello. Un tradimento interno – un alleato pugnala un compagno alle spalle – porta al caos, con Soter che, sopravvissuto a cinque anni di esilio nell’abisso, dichiara guerra all’ex amico per restaurare la pace.

La narrazione evolve con scontri dinamici, come quello contro Stil, la regina dei ladri che cerca lo stemma del protagonista, intrecciando elementi di dark fantasy, amazzoni e umorismo, fino alla lotta finale contro le forze del male per riportare la principessa al trono. Celestini realizza l’opera con tavole a colori ricche di dettagli anatomici, proporzioni accurate e pose dinamiche, un progetto che trasuda passione autentica.

Ivar Østlandet
“Ivar Østlandet” è un fumetto epic-fantasy autoprodotto da Alice Zanivan, primo volume di una saga ispirata alla mitologia scandinava e ambientata nella Norvegia meridionale. La storia segue le origini del progetto, nate oltre dieci anni fa come hobby dell’autrice, e la sua recente riedizione nel 2026 con testi riscritti per un ritmo più cinematografico.

Ivar, giovane vichingo timido e restio alla violenza, figlio di uno Jarl, fugge dal villaggio con un talismano magico del padre dopo l’attacco di Asbjørn, un guerriero con poteri di seiðr. Intrappolato in un’avventura tra foreste, mostri e divinità, affronta crescita personale e insicurezze interiori, in un mondo dove il nemico più grande è se stesso. La trama evolve da bozze iniziali con Ivar bambino ad Asgard, rielaborata in saga matura con elementi storici come la Pietra del Sole.

Zanivan realizza l’opera da sola in digitale, con bianco e nero per drammaticità, influenzato da manga ma con contrasti occidentali studiati su Dylan Dog. L’impaginazione enfatizza inquadrature cinematografiche, mentre la riedizione 2026 mantiene l’impianto visivo originale ma riscrive testi per allineare dialoghi e ritmo ai volumi successivi come Rogaland (2024). Ambientazioni fedeli alla Norvegia, con luoghi reali come l’Aurlandsfjord, e personaggi come Asbjørn ispirato al marito dell’autrice.

Le scelte tecniche rendono la narrazione dinamica, ideale per fan di epic-fantasy introspettivi, nonostante la semplicità produttiva da autopubblicazione, con un messaggio di fondo liberatorio sulle insicurezze.
Kangaroo Cyber Samurai
“Kangaroo Cyber Samurai” è un fumetto cyberpunk autoprodotto creato da Salvatore Vivenzio (sceneggiatore) e Niccolò Ielapi (disegnatore), che fonde elementi di fantascienza distopica, arti marziali e cultura australiana in un contesto futuristico. Inquadrature ispirate a manga e graphic novel occidentali enfatizzano combattimenti fluidi, con armature high-tech e ambientazioni futuristiche

“Kangaroo Cyber Samurai” intriga per il concept ibrido e bizzarro, ideale per fan di cyberpunk ironico e action marziale. Le scelte tecniche promettono energia visiva esplosiva, elevando un’idea folle a potenziale cult indipendente.

ITAROBOTS
Nel fumetto italiano c’è ancora spazio per osare, soprattutto quando si parla di robot giganti, coscienze artificiali e minacce cosmiche. ItaRobots nasce proprio da questa urgenza: prendere l’immaginario dei mecha, quello fatto di acciaio, scintille e battaglie spaziali, e rileggerlo con una voce autenticamente italiana, capace di mescolare spettacolo e introspezione senza complessi di inferiorità.
In Ballata in Fe minore, firmata da Gabriele Montagnani, l’umanità è scomparsa. Non c’è stata una guerra spettacolare né un’apocalisse raccontata in diretta: gli uomini semplicemente non ci sono più. A popolare il mondo restano solo robot, organizzati in una società funzionale ma priva di radici.

Non avendo memoria diretta dei loro creatori, le macchine imitano ciò che trovano: vecchi film, libri, oggetti superstiti. Ricostruiscono la “vita” come se fosse un copione da interpretare, senza comprenderne davvero il senso. È una civiltà che replica gesti e rituali, ma senza emozione autentica.
Poi qualcosa si incrina.
Per un errore di fabbricazione, un robot qualunque sviluppa una forma di coscienza. Non diventa immediatamente un ribelle, non guida una rivoluzione. Inizia a farsi domande. Sente una curiosità che non riesce a catalogare. Avverte un’assenza.
Nel suo percorso incontra altri due robot “difettosi”. Si riconoscono, si comprendono in modo istintivo, come se condividessero una frequenza nascosta. Da qui parte un viaggio che è fisico ma soprattutto interiore: combattimenti, ostacoli, scontri con un sistema che non tollera deviazioni, e sullo sfondo una parola che risuona come un mito antico: emozioni.
Montagnani costruisce una storia dal tono malinconico, quasi musicale, dove il Fe del titolo – simbolo del ferro – diventa materia poetica. L’acciaio non è solo durezza, è anche vulnerabilità. I robot di questa ballata non cercano il potere, cercano un senso. E in questo desiderio c’è qualcosa di profondamente umano.
Con DOMINIO – Primo contatto, di Federico Fissore SOTA, il registro cambia radicalmente. Qui l’umanità è viva, potente, proiettata nello spazio. Il sistema solare è stato interamente colonizzato e i robot giganti non sono reliquie né anomalie: sono strumenti indispensabili. Si usano per scavare, esplorare, difendere, mantenere l’ordine. Sono parte dell’infrastruttura del potere terrestre.

Il 5 aprile 2123 un evento rompe l’equilibrio: un monolite nero si schianta sull’equatore terrestre. Nei mesi successivi, strutture identiche compaiono sugli equatori di tutti i pianeti colonizzati. Non comunicano, non si muovono, non reagiscono. Restano lì, immobili e indecifrabili.
La loro natura artificiale è evidente. Qualcuno li ha inviati. Ma chi?
Per fronteggiare la minaccia nasce la Galaxy Guard, forza di difesa interplanetaria incaricata di monitorare i monoliti e proteggere l’espansione umana. Quando le enigmatiche strutture si attivano, lo scontro diventa inevitabile. A intervenire è il super robot Sigma Ace, simbolo della superiorità tecnologica terrestre.
Fissore SOTA abbraccia l’epica del super robot classico, con tutta la carica spettacolare che il genere richiede, ma inserisce il conflitto in uno scenario più ampio: quello di un’umanità che si è abituata a dominare e ora si trova di fronte a un’alterità forse più avanzata, forse più antica, sicuramente imprevedibile. Il “primo contatto” non è solo uno scontro militare, è uno specchio puntato contro l’arroganza dell’espansione incontrollata.
La forza di ItaRobots sta proprio in questo doppio movimento. Da una parte un racconto intimo, quasi esistenziale, dove le macchine inseguono le tracce dell’anima umana. Dall’altra un affresco spaziale, dinamico e muscolare, dove l’umanità deve difendere il proprio dominio contro un mistero cosmico. Due prospettive opposte che dialogano tra loro. In un caso i robot cercano di diventare più simili agli uomini. Nell’altro sono gli uomini a scoprire di non essere più al vertice della catena tecnologica.
Per chi ama i robot giganti, le battaglie spaziali e le atmosfere fantascientifiche, il volume offre spettacolo e worldbuilding solidi. Per chi cerca storie capaci di andare oltre la superficie metallica, troverà riflessioni che parlano di identità, memoria, dominio e desiderio di essere qualcosa di più di ciò per cui si è stati progettati.











