Abbiamo già trattato due dei cattivi più viscidi, pallidi e ossessionati dai serpenti della storia, ed è giunto il momento di decretare il vincitore.
Oggi mettiamo sul ring Lord Voldemort di Harry Potter e Orochimaru di Naruto. Chi vincerà la corona di re dei rettili con manie di grandezza?
Tom Marvolo Riddle viene al mondo l’ultimo giorno del 1926, figlio di un inganno e di un’unione senza alcun barlume di affetto. Il suo destino prende forma tra le mura di un orfanotrofio babbano, dove però dimostra subito abilità prodigiose che superano ogni immaginazione. Già da piccolo sposta gli oggetti con la mente, infligge dolore a chi lo infastidisce e conversa con i serpenti in una lingua segreta. Una volta giunto a Hogwarts, si impone come lo studente più brillante che la scuola abbia mai visto, un vero genio accademico capace di eccellere in ogni disciplina. Tuttavia, sotto la maschera del giovane perfetto, matura un odio profondo per le sue origini babbane e un’ossessione per la purezza del sangue e la conquista dell’immortalità.

Quando si trasforma nel temibile Lord Voldemort, la sua potenza magica raggiunge vette che rivaleggiano con quelle di Albus Silente. Il suo attacco più celebre è l’Avada Kedavra, un dardo di luce verde che uccide all’istante e non lascia scampo. Voldemort possiede una conoscenza dei segreti oscuri talmente vasta da permettergli di volare senza alcun supporto e di penetrare nei pensieri altrui con una Legilimanzia assoluta. Per sfidare la morte, spezza la propria anima in sette Horcrux; con questa tecnica oscura ancora la sua esistenza al mondo terreno anche se il suo corpo soccombe. La sua forza distruttiva gli consente di polverizzare barriere magiche colossali e di evocare il micidiale Ardemonio, un fuoco senziente che assume la forma di creature predatrici. In termini tecnici, i suoi attacchi magici raggiungono una velocità paragonabile a quella del fulmine e la sua potenza può radere al suolo interi edifici.
Eppure, questa divinità del male ha dei punti deboli enormi che derivano dal suo stesso ego. La sua arroganza lo rende cieco davanti alla magia dell’amore e del sacrificio, forze che lui considera debolezze ma che alla fine firmano la sua condanna. La sua paura patologica della morte lo sospinge a compiere scelte paranoiche e a sottovalutare i nemici che possiedono la nobiltà d’animo che a lui manca.
Voldemort è un titano di conoscenza oscura, ma la sua incapacità di comprendere l’animo umano e la sua paura patologica della morte lo lascia vulnerabile proprio contro chi è disposto a tutto per proteggere gli altri.
Dall’altra parte del ring ecco che striscia la leggenda più viscida di tutte: Orochimaru! Questo ninja non ha bisogno di bacchette magiche, perché lui nasce come un vero prodigio del male nel Villaggio della Foglia. Come Tom Riddle, anche lui affronta il trauma di restare orfano da piccolo, ma invece di finire in un orfanotrofio babbano, diventa l’allievo prediletto del Terzo Hokage. La sua mente però corre troppo veloce e sviluppa una fame insaziabile di sapere. La sua missione nella vita è un tantino ambiziosa: vuole imparare ogni singola tecnica esistente al mondo.

Peccato che una vita umana duri troppo poco per un compito del genere, quindi lui trova una soluzione drastica. Inventa un metodo per trasferire la sua anima in nuovi ospiti ogni tre anni e ottiene così una sorta di immortalità a tappe. In quanto a poteri, Orochimaru trasforma il suo stesso corpo in un catalogo vivente di orrori rettiliani. La sua vera forma consiste in un gigantesco serpente bianco fatto di migliaia di serpenti più piccoli. Se lo colpisci duramente, lui non fa una piega; esegue una muta istantanea e rigurgita un corpo nuovo di zecca, senza un graffio.
Dalla sua gola può estrarre la leggendaria spada Kusanagi, una lama che allunga a chilometri di distanza, controlla con la mente e usa per trapassare praticamente ogni cosa. Ma il suo vero colpo basso è la Resurrezione Impura, una tecnica proibita che richiama i morti dall’aldilà per usarli come guardie del corpo personali. Orochimaru è un ninja di grado S, ed è ritenuto uno dei più abili e versatili shinobi mai esistiti. La sua forza non risiede solo nei colpi che sferra, ma nella sua capacità quasi infinita di sopravvivere e tornare alla carica quando pensi di averlo eliminato.
Se osservate la pura potenza bruta, Voldemort distrugge ponti e polverizza scudi magici enormi con un solo dardo di luce. Il suo asso nella manica rimane l’Avada Kedavra, una maledizione che ignora le difese comuni e recide il legame tra anima e corpo all’istante. Tuttavia, Orochimaru agisce su un piano fisico che per un mago appare quasi inconcepibile. La sua velocità supera i riflessi dell’occhio umano e la sua incredibile resistenza gli permette di sopportare colpi che radono al suolo intere montagne. Mentre Voldemort dipende dalla sua bacchetta, il corpo di Orochimaru è esso stesso un’arma micidiale capace di rigenerarsi da ogni tipo di danno.
Voldemort vs Orochimaru: chi vince?
Signori e signore, preparatevi perché il duello che state per vedere scuoterà le fondamenta stesse della magia e del ninjutsu.
Ipotizziamo uno scenario nel quale Lord Voldemort, ansioso di mettere le mani su metodi più efficaci di preservare la propria vita terrena, con una magia sia giunto nel mondo di Naruto, in cerca dei segreti del famigerato Orochimaru il quale, chiaramente, non ha alcuna intenzione di aiutare un potenziale rivale. A quel punto, scatta la battaglia!

Lord Voldemort non perde tempo e scaglia subito un raggio di luce verde smeraldo, l’invincibile maledizione Avada Kedavra. Orochimaru però svanisce in una nuvola di fumo grazie a una perfetta tecnica di sostituzione e riappare alle spalle del mago. Tom Riddle allora scaglia la maledizione Cruciatus per infliggergli un dolore insopportabile. Il ninja invece si scortica la pelle con un gesto raccapricciante e rigurgita un nuovo corpo sano per sfuggire alla tortura.
Voldemort prende il volo senza bisogno di scope e lancia enormi serpenti di fuoco senziente dall’alto. Orochimaru risponde con l’evocazione delle tre porte Rashomon, barriere leggendarie che bloccano i colpi magici più potenti del Signore Oscuro. La velocità del Sannin è semplicemente fuori scala e supera i riflessi di qualsiasi mago. Prima che Voldemort possa scagliare un altro incantesimo, Orochimaru lo colpisce con la spada Kusanagi oppure lo intrappola tra migliaia di rettili velenosi.
Sebbene il Signore Oscuro possieda gli Horcrux per ancorare la sua anima al mondo terreno, Orochimaru dispone dei Marchi Maledetti che agiscono in modo molto simile e gli garantiscono di tornare anche se il suo corpo principale cade. In uno scontro diretto, la versatilità estrema e i riflessi sovrumani di Orochimaru regalano la vittoria definitiva alla leggenda dei serpenti del Villaggio della Foglia.
A questo punto passiamo a tirare le somme. Chi merita il titolo di miglior cattivo?

La risposta dipende da quale tipo di malvagità preferite, poiché i due contendenti offrono sfumature molto diverse. Voldemort incute un terrore viscerale e incarna lo psicopatico perfetto che opera senza alcuna traccia di empatia. La sua figura rappresenta il classico Signore Oscuro che insegue il potere assoluto a causa di una paura patologica della morte.
Orochimaru brilla invece come uno scienziato pazzo dai tratti appariscenti e profondamente inquietanti. La sua evoluzione appare più complessa, dato che nel tempo rivolge i suoi interessi verso lo studio dello sviluppo naturale della vita. A un qualche livello, Orochimaru riesce a superare le proprie convinzioni e accettare l’idea che debba evolversi, finendo per aiutare gli eroi contro Madara. In seguito, passa la sua attenzione verso l’idea di generare un figlio, Mitsuki, come esperimento perfetto ma anche come creatura spinta a superare la visione del proprio creatore per forgiarsi un proprio destino.
| Caratteristica | Lord Voldemort | Orochimaru |
| Carisma | 5 | 5 |
| Conoscenza | 5 | 5 |
| Forza Fisica | 2 | 5 |
| Velocità | 2 | 5 |
| Armamentario | 4 | 5 |
Voldemort brilla per il suo carisma magnetico e oscuro, è un leader nato, capace di ammaliare insegnanti e seguaci fin da quando era solo un ragazzo all’orfanotrofio. La sua conoscenza delle Arti Oscure non ha rivali nel mondo magico e perfino Silente ammette che Tom Riddle ha spinto i confini della magia oltre ogni limite noto. Sul piano fisico, però, il Signore Oscuro mostra il fianco. Sebbene sia superiore a un comune mortale, la sua forza e i suoi riflessi rimangono entro parametri quasi umani, rendendolo “troppo lento” per competere con i ritmi folli di un ninja d’élite.
Orochimaru risponde colpo su colpo sul piano intellettuale e carismatico. La sua capacità di manipolare le persone e attirare servitori devoti è leggendaria, così come la sua intelligenza impareggiabile che usa per decifrare ogni segreto del mondo ninja. La vera differenza emerge nelle doti atletiche: il Sannin possiede una forza sovrumana che gli permette di resistere a impatti capaci di frantumare le montagne e una velocità che supera di gran lunga quella del suono. Anche il suo arsenale è leggermente più vario, poiché oltre alla letale spada Kusanagi, trasforma il suo stesso corpo in un insieme di armi biologiche e serpenti pronti all’attacco.
E voi cosa ne pensate? A chi va la bacchetta – o la spada maledetta – di miglior cattivo rettile con il pallino dell’immortalità? Lasciateci un commento e uno spunto per un futuro crossover. Noi ripartiamo per le stelle e ci vediamo alla prossima!











