La Febbre Nera di Lovecraft (“L’ultimo Esperimento”)

La Febbre Nera di Lovecraft (“L’ultimo Esperimento”)

La Febbre Nera appare nel racconto nel 1927 “L’ultimo esperimento” (The Last Test”) che costituisce la revisione di una storia di Adolphe De Castro “Un sacrificio per la scienza”, pubblicato in In the Confessional and the Following nel 1893. Si tratta di una malattia di provenienza asiatica (per la precisione originaria del Tibet) che negli anni 20 del Novecento inizia a diffondersi rapidamente a San Francisco per via della sua alta capacità di trasmissione.

Dalle Selected Letters 2.308 si apprende che Lovecraft aveva ampiamente riscritto il plot del committente che giudicava noioso e poco stimolante creando una storia largamente originale, e che non era troppo ansioso di rivendicarne il merito.

La storia parla di un medico, il dottor Arthur Clarendon, che nel tentativo di contrastare l’epidemia scivola sempre più nella deumanizzazione e nell’abbandono di ogni scrupolo morale, avvalendosi delle conoscenze proibite dei Miti di Cthulhu fornitegli dal suo assistente, l’inquietante essere preumano noto come Surama.

Da notare che, pur essendo una storia scritta per altri, qui viene menzionata per la prima volta la dea Shub-Niggurath, anche se solo come incantamento “Iä! Shub-Niggurath!”, lasciando intendere che abbia qualcosa a che fare con i templi di Nug e Yeb.

L’ultimo esperimento – La trama

Il dottor Arthur Clarendon nel 1890 viene nominato direttore del servizio sanitario del penitenziario di San Quentin e si sviluppano molte aspettative, dato che già da prima era una celebrità che aveva studiato la peste in Cina e molte malattie in Oriente.

In particolare, lo scienziato punta a sviluppare una antitossina basica in grado di sconfiggere la febbre nera alla radice, il cui germe aveva identificato in Tibet. La sua nomina probabilmente era influenzata anche dal fatto che Il governatore Dalton era il migliore amico di Clarendon, e interesse amoroso della sorella di lui, Georgina.

Il vecchio Clarendon, uno squalo della borsa, aveva rifiutato la proposta di matrimonio del giovane avvocato verso sua figlia, ma questi seppe dimostrare il suo valore e  in pochi anni riuscì a ricoprire la carica di governatore.

Dopo la morte del vecchio, Dalton sparì per 10 anni, temendo di apparire come un approfittatore, e puntò alla carriera in vista del giorno nel quale si sarebbe di nuovo fatti avanti.

Georgina intanto si dedicò totalmente alla cura del fratello, che con rapidità vertiginosa divenne a 30 anni una celebrità internazionale della medicina.

Clarendon si dimostra un individuo maniacale che dedica la propria esistenza alla scienza e critica coloro che pongono vincoli morali alla ricerca rivolta al miglioramento dell’intera umanità.

Clarendon scopre e isola il germe della febbre nera in una etnia particolare di tibetani più alti della media e magrissimi, nel corso di una epidemia di cui nessun altro al mondo aveva sentito parlare. 

Dopo una permanenza in Africa, nel corso della quale studiò le malattie dei misteriosi Tuareg del Sahara, che ritiene discendere dalla remota Atlantide, torna in patria con il factotum chiamato Surama. Un individuo dalla testa calva, gli occhi neri ardenti, una figura spettrale e dall’aria insidiosamente ironica: somiglia a un indù ma non parla con nessun accento.

L'ultimo Esperimento di Lovecraft - La Febbre Nera
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I Fratelli Clarendon si trasferiscono in una vecchia villa nei pressi di Goat Hill, a San Francisco, costruita da un arricchito ai tempi della corsa all’oro. Arthur brama una carica pubblica che gli permetta di entrare in contatto con casi difficili. Un giorno per caso Arthur, Georgina e Dalton si incontrano e riaccendono il proprio legame. Il governatore si muove per far nominare Clarendon direttore sanitario del penitenziario di San Francisco, e questi ben presto aumenta l’efficienza sanitaria della struttura.

Tempo dopo il dottor Jones riferisce al Dottor Clarendon che è stato individuato un uomo affetto dalla Febbre Nera. Clarendon lo fa mettere in isolamento, e le sue prime cure iniziano a produrre effetti. Clarendon comunica che la febbre non è contagiosa: ciò nonostante, l’uomo muore dopo una grave agonia. Clarendon non appare turbato e fa seppellire il cadavere nella calce viva, come se nulla fosse successo.

Appare chiaro che è in corso una epidemia, siccome vengono rilevati altri tre casi. I sanitari del penitenziario non si sentono protetti e non vogliono accudire gli infetti. Il direttore propone allora una riduzione della pena ai detenuti che si propongono come infermieri volontari.

Clarendon segue gli infetti senza risparmiarsi, e in una settimana nascono altri 40 casi.

Per colpa dei cronisti in cerca delle notizie sensazionali, a San Francisco esplode il panico per il terrore dell’epidemia. La città inizia a spopolarsi e gli immancabili ciarlatani iniziano a proporre i consueti rimedi miracolosi anti-contagio. I negozianti iniziano a non servire più i clienti e ciascuno è pronto ad allontanare il prossimo che abbia segni del contagio.

Con il tempo si capisce che l’epidemia è circoscritta al carcere di San Quentin, a parte episodi sporadici di tifo nelle tendopoli. I giornalisti cambiano tono e iniziano a trasmettere il messaggio opposto, cioè che non ci siano motivi per allarmarsi.
Alcuni medici – precedentemente datisi a gambe – iniziano ad accusare Clarendon di negligenza nel mantenere sotto controllo l’epidemia, e addirittura di avere lasciato i malati senza cure per poter studiare il decorso del male.

Un giornalista, astioso per non avere avuto un’intervista, si inventa di sana pianta scene raccapriccianti di malati fatti soffrire appositamente da Clarendon per studiare l’evolversi del male. Inoltre la presenza di Surama, che si suggerisce essere stato individuato nella antica Africa, non fa buona pubblicità allo scienziato. Altri cronisti ne lodano invece la devozione alla medicina.

Dalton decide di farsi avanti per chiedere la mano di Georgina. Il fratello però rifiuta, giacché la sorella gli serve nello svolgimento del suo lavoro.

La febbre nera si diffonde in maniera molto limitata nei bassifondi messicani, dalle scarse misure igieniche. Gli avversari politici di Clarendon si mobilitano, in primis il suo vice Jones, per farlo destituire.

Un giorno Georgina assiste a una conversazione tra Clarendon e Surama, e realizza con orrore che i due  si procurano esemplari umani per sperimentare sulla Febbre Nera.

L’uomo inizia ad andare in escandescenze per la carenza di cavie. Spiandoli, la donna scopre che lo scienziato si è fatto guidare da Surama – che aveva trovato in qualche antica cripta – alla scoperta di antichi segreti riguardanti Nyarlathotep e altri esseri terribili.
Clarendon ha iniziato a sperimentare su animali come il cane della sorella e non mostra più di volersi fermare, al punto di considerare l’idea di includere Georgina nei suoi esperimenti.

Il governatore Dalton va a trovare Clarendon e gli racconta che il dottor Miller di Philadelphia dice di avere trovato una cura alla Febbre Nera prima di lui. Scopre che Clarendon si è iniettato del veleno e lui gli confessa di non avere mai scoperto nessuna cura per la febbre nera.

Lo scienziato esprime rammarico per essersi lasciato introdurre dai tuareg alla conoscenza di Surama e dei proibiti saperi preumani.
Questi è un essere antichissimo che acquisisce informazioni in un modo diverso da come fanno gli umani, e parte del suo culto era incentrato proprio sulla Febbre Nera.

Clarendon spiega che non esiste sulla Terra una antitossina per il morbo, siccome non è una malattia di questo mondo, e che è stato proprio lui a diffonderla: i casi trattati da Miller sono stati curati solo perché non si trattava dello stesso morbo.

Clarendon riconosce la propria follia, che lo aveva portato a infettare altri esseri viventi per la propria sete di potere. Prima di morire egli chiede a Dalton di fare avere i suoi appunti medici al dottor Miller, ma anche di distruggere il suo laboratorio, e con esso Surama stesso.

Prima che possa obbedire il governatore  vede il laboratorio in fiamme e si chiede se non sia “la nemesi di fuoco” che stando a Clarendon avrebbe potuto eliminare Surama. Dalton e Georgina odono dalle fiamme una risata, poi un fulmine centra il laboratorio lasciando spazio a un ululato infernale.


Più tardi le autorità trovano i resti carbonizzati di un essere solo blandamente umano, a metà tra un sauro e un essere scimmiesco, il cui cranio ricorda sinistramente quello di Surama. Grazie agli studi di Clarendon, il dottor Miller può progredire enormemente nella cura della Febbre Nera, e Clarendon viene ricordato come un luminare della medicina.

Dalton e Georgina posso finalmente sposarsi, ma chi li conosce ricorda che i due non possono sopportare individui estremamente magri dalla voce profonda, e che odiano i testi in lingue sconosciute, come quelli del laboratorio di Clarendon che hanno bruciato.

E con questo è  tutto. Noi ci vediamo alla prossima.

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