Questa è la storia di un male che non ha nome, un’entità che respira tra le intercapedini della realtà e che ha scelto la città di Derry come suo personale mattatoio. Se pensate che Pennywise sia solo un pagliaccio spaventoso, preparatevi a cambiare idea, perché la verità che si nasconde dietro quel sorriso dipinto è un abisso di orrore cosmico che sfida ogni logica umana.
Chi è Pennywise? Personalità e apparizioni
Pennywise, il clown malefico creato da Stephen King nel romanzo It del 1986, ha avuto numerose apparizioni e trasposizioni audiovisive nel corso degli anni, diventando un’icona dell’horror. La sua prima adattamento live-action risale al 1990, seguito da film di successo negli anni 2010 e recenti serie TV. Pennywise appare principalmente nel romanzo It (1986), dove è la forma preferita di un’antica entità mutaforma che si nutre di paura, risvegliandosi ogni 27 anni a Derry. Fa cameo in altri libri di King come Insomnia, Bag of Bones e 22/11/’63, con riferimenti a Derry e ai suoi crimini. King lo concepì ispirandosi ai troll delle fiabe e alla paura infantile dei clown.

Nella miniserie It per ABC, Tim Curry interpreta Pennywise come un clown affascinante ma crudele, con un design che enfatizza espressioni facciali e trucco minimalista. La storia copre gli anni 1960 e 1990, con Curry che usa un accento del Bronx per renderlo un “sorriso andato a male”. L’interpretazione di Curry è lodata universalmente e spaventò generazioni.
Bill Skarsgård dà vita a Pennywise in It (2017) e It – Capitolo due (2019), con un look ispirato a clown ottocenteschi, occhi strabici e movimenti inquieti per accentuare l’alienità. Nei film, ambientati negli anni ’80 e ’27 anni dopo, Skarsgård lo rende sadico e predatorio, vincendo record al botteghino. Appare anche come easter egg in Space Jam: A New Legacy (2021).
Nella serie prequel Welcome to Derry (2025, HBO), Skarsgård riprende il ruolo, esplorando origini nel 1962, 1935 e 1908, con focus cosmico e cicli di risveglio. La serie amplia l’universo di King, mostrando debolezze e legami con Derry.
Perché It caccia i bambini?
L’entità che infesta Derry predilige i bambini principalmente perché le loro paure sono semplici, nitide e straordinariamente facili da interpretare. A differenza degli adulti, i cui timori sono spesso legati a concetti astratti o quotidiani come i debiti, i mutui o le responsabilità sociali — forme che l’entità trova molto difficili da manifestare in modo efficace — i bambini temono mostri e creature tangibili che IT può personificare con estrema facilità.
Per questa creatura millenaria, la paura non è solo uno strumento, ma un ingrediente essenziale. IT sostiene che il terrore agisca come un condimento, un processo che descrive con l’inquietante espressione “salare la carne”. Secondo la logica predatoria del mostro, il terrore puro provato da una vittima rende la sua carne molto più saporita e appetitosa al momento del banchetto.
Un altro fattore determinante è la potente immaginazione dei bambini. L’entità prospera grazie alla capacità dei più piccoli di credere fermamente in ciò che vedono; poiché sono più influenzabili e inclini a dare forma reale ai loro incubi, IT può sfruttare questa fede per rendere le sue manifestazioni fisiche e letali, raggiungendo un livello di terrore che gli adulti, protetti dal loro razionalismo, raramente riescono a offrire.
Infine, i bambini sono prede molto più facili da manipolare e attirare in trappola. Attraverso maschere rassicuranti come quella del clown Pennywise, l’entità riesce a vincere le loro difese iniziali, sfruttando la loro naturale curiosità o la loro fiducia prima di rivelare il suo vero volto e scatenare un orrore che garantisce un pasto soddisfacente.
La storia di Pennywise (It, 1986)
Immaginate un vuoto senza tempo che respira odio, un abisso cieco chiamato Macroverso che esisteva prima di ogni singola stella. In questa oscurità ancestrale nacque IT, un’entità che non conosce biologia o pietà, composta da una non-luce arancione maligna conosciuta come Deadlights. Questa creatura non era sola nel vuoto; lì viveva anche Maturin, una tartaruga colossale che diede origine al nostro universo con un conato di vomito cosmico. IT decise di abbandonare quell’abisso e precipitò sulla Terra milioni di anni fa come un proiettile di fuoco. Lo schianto avvenne nel punto esatto dove oggi sorge Derry, nel Maine, e lì l’entità attese sotto il ghiaccio per eoni.

Nel 1715 l’incubo finalmente si destò e strinse un legame eterno con la terra del Maine. Derry e IT divennero una cosa sola, un parassita e il suo ospite legati in un abbraccio mortale. Da allora, ogni ventisette anni, l’entità emerge per un banchetto di sangue che lascia dietro di sé una scia di bambini scomparsi. La paura è il suo cibo preferito, un ingrediente che essa chiama “sale per la carne” perché rende il sapore della preda più intenso. IT predilige i bambini poiché le loro fobie sono pure, vivide e molto facili da manipolare attraverso i suoi poteri di mutaforma.

La tragedia che cambiò il destino di questa creatura iniziò in un pomeriggio piovoso del 1957. Il piccolo Georgie Denbrough rincorse una barca di carta fino a uno scarico fognario, dove incontrò Pennywise. Il mostro lo attirò con un sorriso, gli strappò il braccio e lo trascinò nel buio eterno. Questo atto crudele unì il Club dei Perdenti, sette ragazzini emarginati che scoprirono come IT potesse mutare forma in base ai loro terrori più profondi. Nel romanzo originale, l’entità assume trentadue forme diverse per tormentare le sue vittime, dai mostri classici del cinema come Dracula e il Licantropo fino a proiezioni psicologiche deformi. I ragazzi affrontarono il mostro nelle fogne attraverso il Rituale di Chüd, una battaglia metafisica di volontà guidata dalla forza mistica della Tartaruga. Riuscirono a ferirlo e lo costrinsero a un letargo anticipato, ma giurarono di tornare a Derry se IT si fosse risvegliato di nuovo.
L’orrore tornò nel 1984 dopo un brutale crimine contro Adrian Mellon, che Pennywise finì sotto un ponte dopo che un gruppo di bulli lo aveva aggredito. Mike Hanlon richiamò gli amici d’infanzia, ma Stanley Uris scelse il suicidio perché non possedeva il coraggio per affrontare di nuovo l’incubo. Gli altri tornarono a Derry e realizzarono che la minaccia era più spaventosa di quanto ricordassero. Nelle profondità della sua tana, il gruppo scoprì una verità sconvolgente: IT è una femmina ed è gravida di centinaia di uova pronte a infestare il mondo.
La battaglia finale contro IT nel romanzo
Nel romanzo originale di Stephen King, la battaglia finale rivela dettagli che spesso vengono omessi. Quando i Perdenti scendono nell’antro di IT nel 1985, scoprono con orrore che l’entità è di sesso femminile ed è gravida. I

T ha deposto centinaia di uova per infestare il mondo con la sua stirpe di incubi. La lotta non è solo fisica, ma avviene attraverso il Rituale di Chüd, uno scontro metafisico di volontà in cui Bill Denbrough proietta la sua mente nel vuoto per mordere la lingua della creatura e affrontarla sul piano spirituale. Mentre Bill e Richie combattono nel Macroverso, Ben Hanscom distrugge ogni singola sacca di uova affinché il male non si riproduca mai più. Alla fine, Bill penetra nel corpo del mostro e ne schiaccia il cuore a mani nude.

La morte di IT scatenò una tempesta apocalittica che distrusse gran parte del centro di Derry, come se la terra stessa volesse vomitare il veleno millenario. I Perdenti sopravvissuti uscirono dalle fogne e videro le cicatrici sulle loro mani sparire, segno che il patto di sangue era finalmente estinto. I loro ricordi iniziarono a sbiadire di nuovo, poiché il loro compito era terminato e Derry non aveva più potere su di loro. Eppure, tracce dell’entità sembrano resistere nel tempo, come suggerisce un graffito apparso anni dopo su un monumento che recita con freddezza: “Pennywise vive”.
It, miniserie del 1990
La cittadina di Derry non conosce pace a causa di un’ombra che si risveglia con una precisione spaventosa ogni trenta lunghi anni. In questa versione televisiva che ha segnato un’intera generazione, l’entità malvagia sceglie il volto di Tim Curry per incarnare Pennywise, il Clown Danzante. Egli indossa un costume giallo sgargiante, con maniche blu e viola e tre vistosi pompon arancioni che spiccano sul petto bianco. Nonostante l’aspetto da amichevole intrattenitore circense, la creatura nasconde zanne affilate e mani aliene che sono pronte a colpire nel buio. La sua storia ha inizio sotto la pioggia del 1960, quando il piccolo Georgie Denbrough insegue la sua barchetta verso uno scarico fognario. Lì incontra il clown, che con un sorriso ingannevole gli strappa il braccio e lo trascina nell’oscurità per sempre.

Il Club dei Perdenti si unisce per affrontare terrori che sono del tutto personali e viscerali. Bill vede la foto del fratello defunto che ammicca e sanguina tra le pagine dell’album. Ben scambia il mostro per il padre morto che poi si trasforma nel pagliaccio. Beverly pulisce il sangue che sgorga a fiotti dal lavandino, mentre il padre non nota assolutamente nulla. Eddie subisce l’attacco nelle docce della scuola e Richie vede un lupo mannaro che si nasconde in cantina. Stan vive il terrore puro quando si separa dal gruppo nelle fogne e assiste alla morte dei bulli Vic e Belch, che sono trascinati via dall’entità sotto forma di Luci di Morte. In questo primo scontro giovanile, i ragazzi utilizzano il potere della loro immaginazione contro il mostro. Eddie usa il suo inalatore che egli crede sia pieno di acido per sciogliere metà del volto di Pennywise. Beverly colpisce la testa del clown con un orecchino d’argento e costringe la creatura a una ritirata disperata giù per uno scarico.
Trent’anni dopo, nel 1990, Mike Hanlon richiama i vecchi amici perché il ciclo di morte è ricominciato. Stanley Uris non regge il peso del passato e sceglie il suicidio piuttosto che tornare nell’incubo di Derry. Gli altri tornano in città e affrontano di nuovo le loro paure infantili che ora sono diventate adulte. Henry Bowers scappa dal manicomio con l’aiuto di IT e tenta di uccidere i protagonisti, mentre Audra, la moglie di Bill, finisce prigioniera nel nido del mostro e cade in uno stato catatonico.
Lo scontro finale si svolge in una vasta grotta sotterranea che nasconde la verità su Pennywise. Qui IT rivela la sua forma fisica terrestre, ovvero un ragno gigante e mostruoso con denti che sono simili a rasoi. Il mostro utilizza le Luci di Morte per ipnotizzare Ben, Richie e Bill, ma Eddie Kaspbrak compie l’atto più coraggioso della sua vita. Egli ferisce la bestia con il suo inalatore, ma paga questo gesto con la morte poiché il ragno lo schiaccia e lo scaglia lontano. Gli amici rimasti non arretrano e inseguono il ragno ferito fino a quando non lo mettono all’angolo. Con una furia disperata, i Perdenti strappano il cuore dal petto dell’entità e pongono fine alla sua esistenza fisica una volta per tutte. Quando la creatura muore, i segni sui palmi dei sopravvissuti svaniscono e i loro ricordi iniziano a sbiadire, poiché il debito con Derry è finalmente estinto.
Pennywise è come un predatore che indossa una maschera di gioia per nascondere un vuoto fatto di pura fame millenaria.
It (2017) e It – Capitolo due (2019)
Le ombre di Derry non sono mai state così cupe e tangibili come nella visione che sposta il primo atto dell’orrore nel 1989. Qui, l’entità che chiamiamo IT assume le fattezze di un Pennywise interpretato come un predatore alieno e disturbante, avvolto in un costume di seta argentata che mescola stili vittoriani e rinascimentali. Questa creatura non è un semplice mostro, ma il Divoratore di Mondi, un parassita cosmico che intrappola le anime delle sue vittime nei Pozzi Neri, le Luci di Morte che brillano nella sua gola. La sua storia in questa cronologia moderna ha inizio ufficialmente in un ottobre piovoso del 1988, quando il piccolo Georgie Denbrough perde la vita dopo un incontro fatale presso uno scarico fognario, dove il clown gli recide un braccio prima di trascinarlo nel buio.

Durante l’estate del 1989, IT risveglia i terrori più intimi di un gruppo di ragazzini emarginati. Ogni manifestazione è un colpo mirato alla psiche: la donna deforme che esce da un quadro per Stanley, il lebbroso infetto che insegue Eddie, o il bambino senza testa che terrorizza Ben nella biblioteca. Il Club dei Perdenti scopre che IT vive sotto una casa abbandonata in Neibolt Street, sopra un antico pozzo che conduce alle fogne. In un primo scontro brutale, i ragazzi riescono a ferire la creatura con una lancia metallica, ma IT riesce a ritirarsi nelle profondità della terra per iniziare un lungo letargo. Prima che il mostro sparisca, i giovani giurano con un patto di sangue che torneranno se l’incubo dovesse ripresentarsi.
Il ciclo di ventisette anni si compie nel 2016, quando IT torna in superficie con una ferocia rinnovata. Il segnale del suo risveglio è l’omicidio brutale di Adrian Mellon, un giovane gettato da un ponte dopo un’aggressione omofoba. Mike Hanlon, l’unico del gruppo rimasto a Derry come guardiano della memoria, richiama gli amici ormai adulti. Il clown non perde tempo e firma i suoi nuovi massacri con messaggi di sangue che invitano i Perdenti a tornare a casa. In questa fase adulta, IT alza la posta in gioco e divora piccoli innocenti come Victoria Fuller sotto gli spalti di una partita di baseball e il giovane Dean all’interno di un labirinto di specchi, proprio sotto gli occhi impotenti di Bill.
La ricerca di un modo per annientare il mostro conduce Mike a scoprire le origini tribali del male attraverso antichi rituali dei nativi americani. Il gruppo apprende che IT arrivò sulla Terra milioni di anni fa tramite un meteorite e che da allora ha infettato il suolo stesso di Derry. I Perdenti tentano di eseguire il Rituale di Chüd all’interno della tana sotterranea, utilizzando artefatti del loro passato per intrappolare le Luci di Morte in un contenitore cerimoniale. Tuttavia, IT rivela che il rituale originale portò alla morte degli stessi nativi che lo idearono e si trasforma in una forma ibrida colossale, a metà tra il clown e un ragno gigantesco con appendici mostruose.
In questo scontro finale emerge la vera chiave per la distruzione dell’entità: la percezione della vittima definisce la realtà del mostro. Anche se IT si autodefinisce il Divoratore di Mondi, i Perdenti capiscono che se smettono di nutrire la sua grandezza con la loro paura, lui perde ogni consistenza. Attraverso un attacco psicologico coordinato, il gruppo inonda il mostro di insulti e sberleffi, riducendo la sua statura fisica e il suo potere. IT si rimpicciolisce fino a diventare una forma infantile e indifesa, una larva tremante che piange per la propria debolezza. Mike Hanlon strappa il cuore pulsante dal petto della creatura e il gruppo lo schiaccia collettivamente tra le mani, ponendo fine a eoni di terrore. Con la morte di Pennywise, la casa di Neibolt Street crolla su se stessa e Derry è finalmente libera dal parassita che l’aveva resa sua schiava.
Una delle differenze più marcate rispetto al passato risiede proprio in questa sconfitta psicologica, poiché nei film IT è vincolato alle leggi della forma che sceglie di abitare. Se nella miniserie televisiva del 1990 la lotta era quasi interamente fisica contro un pupazzo meccanico e nel libro un duello metafisico tra menti, qui la vittoria è un atto di maturità emotiva. Inoltre, i film di Muschietti eliminano completamente l’aspetto biologico della gravidanza del mostro presente nel romanzo, dove IT deponeva uova per assicurare la sua discendenza. In questa versione cinematografica, la linea temporale moderna sostituisce i mostri classici come Dracula o il Lupo Mannaro con visioni più astratte e personali, come la donna flautista dalle braccia allungate, rendendo il terrore una questione puramente interiore e individuale.
Welcome to Derry (2025)
Derry non è solo una cittadina sfortunata; è un vero e proprio organismo parassitato da un male che respira sotto la sua pelle da eoni. Con la storia narrata nel prequel, compiamo un viaggio a ritroso nel tempo che ci porta fino ai segreti più sepolti di questa terra maledetta. Molto prima che il Club dei Perdenti scendesse nelle fogne, IT regnava già sovrano, ma la sua forma non fu sempre quella del clown che tutti temiamo. Una delle rivelazioni più potenti riguarda proprio la genesi di Pennywise come maschera umana. Nel 1908, un uomo in carne e ossa di nome Bob Gray camminava per queste strade. Egli era un artista circense, un padre vedovo che cercava di proteggere la sua piccola Ingrid, la quale si esibiva con il nome d’arte Periwinkle. Bob era un uomo dal cuore buono e proprio questo fu la sua rovina. L’entità, che fino a quel momento aveva agito con forme più animalesche, comprese che un volto amichevole sarebbe stato l’esca perfetta per attirare i bambini. Finse di essere un piccolo bimbo smarrito nel bosco e attirò Bob tra le ombre. Lì, tra i sussurri delle foglie, lo divorò e scelse di indossare la sua identità come un abito nuovo per rubare quel sorriso e creare un incubo eterno.

Ma il male non ebbe vita facile contro i primi abitanti di Derry. Le tribù native, i Shokopiwah, compresero la natura di questo “Galloo” e cercarono di porre un freno alla sua fame insaziabile. Essi forgiarono un sistema di contenimento unico: una gabbia mistica composta da tredici pilastri sacri ricavati dai frammenti del meteorite originale che portò la creatura sulla Terra. Questo perimetro, situato nei boschi occidentali, funse da barriera invisibile che impedì a IT di espandere il suo dominio oltre i confini di Derry. Per questo motivo il predatore è rimasto incatenato a questo luogo per secoli e ha trasformato la città in un banchetto privato dal quale non può fuggire.
La storia esplora poi il ciclo del 1962, un anno in cui Derry brucia a causa di odio e tensioni razziali. In questo periodo, il centro del dolore è il Black Spot, un ritrovo per la comunità nera che divenne teatro di un massacro atroce. IT non si limita a uccidere, ma soffia sul fuoco dei pregiudizi umani perché il dolore e la rabbia rendono il pasto molto più prelibato. Attraverso la “Luccicanza” di Dick Hallorann, vediamo come ogni tragedia non sia un caso, ma un evento pilotato da questa forza che vive nel sottosuolo. Dick percepisce le vibrazioni del male e comprende che IT è Derry stessa, un’influenza che avvolge ogni cittadino e li spinge all’apatia o alla violenza. Questo racconto ci mostra un predatore che impara a conoscere le debolezze umane e le usa per trasformare ogni suo risveglio in un oceano di sofferenza collettiva.
In fondo, IT è come un parassita silenzioso che non si accontenta di mangiare i frutti di un albero, ma ne avvelena le radici affinché l’intera pianta produca solo frutti amari di cui lui possa poi nutrirsi per l’eternità.
IT – Differenze tra romanzi, film e serie TV
Esistono divergenze affascinanti tra le varie incarnazioni di questo racconto. Nel romanzo originale, l’atmosfera si impregna delle ansie dell’America del dopoguerra, con i bambini che vivono la loro avventura negli anni cinquanta. Le versioni cinematografiche più recenti spostano invece l’infanzia dei protagonisti alla fine degli anni ottanta, sfruttando una nostalgia fatta di sale giochi e biciclette sotto il sole estivo. Un’altra differenza fondamentale riguarda la varietà delle trasformazioni. Se nel libro IT attinge ai mostri classici del cinema come Dracula o l’Uomo Pesce, i film moderni preferiscono creare orrori più psicologici e personali, come la donna deforme che tormenta Stanley.
Anche la figura di Pennywise stesso cambia drasticamente: Tim Curry offriva un clown quasi amichevole che diventava mostruoso all’improvviso, mentre Bill Skarsgård interpreta un predatore alieno dal look ottocentesco, visibilmente pericoloso fin dal primo sguardo.

Dopo ventisette anni di silenzio, IT si risvegliò di nuovo negli anni ottanta per un ultimo banchetto. I Perdenti, ormai adulti e con i ricordi annebbiati dal potere manipolatorio della creatura, dovettero tornare a Derry per onorare il patto di sangue stretto da ragazzi. Solo Mike Hanlon, rimasto in città come guardiano della memoria, non aveva mai dimenticato l’orrore. Il ritorno fu traumatico: Stanley scelse il suicidio piuttosto che affrontare di nuovo il clown, ma gli altri trovarono il coraggio di scendere ancora una volta nelle viscere della terra. Nella tana finale, scoprirono la forma più vicina alla realtà fisica che la mente umana possa concepire: un ragno gigante e mostruoso.
Proprio in questo scontro finale emergono i dettagli più oscuri che spesso i film tralasciano. Nel libro, i Perdenti realizzano con orrore che l’entità è di sesso femminile e, cosa ancora più spaventosa, è incinta. La creatura ha deposto centinaia di uova, con l’intento di generare una stirpe di incubi pronti a devastare il mondo. Mentre Bill e Richie affrontano l’essere nel piano metafisico, Ben si occupa di distruggere ogni singola sacca di uova per garantire che la linea di sangue di IT finisca lì. Nelle versioni cinematografiche, questo aspetto biologico scompare e la battaglia si risolve in modo diverso. Se nel film del 2019 i protagonisti sconfiggono il mostro rimpicciolendolo attraverso gli insulti e la privazione della paura, nel romanzo la lotta è molto più brutale e spirituale, un corpo a corpo che termina con Bill che schiaccia il cuore pulsante del mostro tra le mani.
La morte di Pennywise non fu solo la fine di un mostro, ma la liberazione di un’intera città. Con l’ultimo respiro della creatura, una tempesta catastrofica rase al suolo il centro di Derry, come se la terra volesse espellere il veleno che l’aveva infettata per millenni. I Perdenti uscirono dalle fogne vincitori, ma con un prezzo altissimo da pagare: la perdita del caro Eddie e la consapevolezza che il tempo dell’infanzia era svanito per sempre. Le cicatrici sulle loro mani sparirono, segno che il debito con l’incubo era finalmente estinto.
Un punto di rottura netto tra le rappresentazioni riguarda il personaggio di Beverly Marsh. Nel romanzo, Beverly è una vera “final girl” che salva il gruppo con la sua mira infallibile e il suo coraggio incrollabile, senza mai essere una vittima passiva. Al contrario, il primo film moderno la trasforma brevemente in una damigella in pericolo che deve essere salvata dai ragazzi, un cambiamento che molti hanno criticato perché toglie forza al suo arco narrativo. Anche il controverso legame fisico nel tunnel dopo la prima battaglia, presente solo nel libro come rito di unione per non perdersi nel buio, è stato rimosso da ogni adattamento visivo a favore di una risoluzione più convenzionale. Pennywise rimane così un simbolo eterno: non solo un clown malvagio, ma lo specchio delle nostre paure più profonde che solo l’unione e il coraggio possono spezzare.

Capire IT è come guardare dentro un abisso che sorride. È una forza della natura che non conosce pietà, un predatore cosmico che vede noi esseri umani come semplici formiche in un formicaio. Eppure, la sua sconfitta ci insegna che anche l’oscurità più antica può soccombere di fronte a un gruppo di amici che decide di non avere più paura. La storia di Pennywise finisce tra le macerie di Derry, ma il suo palloncino rosso continua a fluttuare nell’immaginario collettivo, ricordandoci che il vero mostro è spesso ciò che nascondiamo sotto il letto o dentro il nostro stesso cuore.











