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Pennywise (IT) spiegato e le storie lovecraftiane di Stephen King

Pennywise (IT) spiegato e le storie lovecraftiane di Stephen King

Come sappiamo, non sono i tentacoli a rendere lovecraftiana una storia dell’orrore: ingredienti essenziali sono invece il senso di insondabilità dei misteri cosmici, la follia che attende coloro che osano profanare il velo di ignoranza che ci circonda, la futilità dell’esistenza umana rispetto a un cosmo terrificante e disinteressato rispetto alla nostra sorte.

Stephen King, probabilmente lo scrittore horror più famoso attualmente in vita, ha ben capito questa lezione, e molte delle sue opere omaggiano le creazioni dei Miti di Cthulhu oppure risentono di un’influenza diretta dell’ottica del Solitario.  Se ho dimenticato qualche titolo, segnalamelo nei commenti.

IT

IT, o Pennywise, come viene frequentemente chiamato, è l’antagonista soprannaturale del romanzo IT del 1986, interpretato da Tim Curry nella miniserie televisiva del 1990 e nei due film del 2017 e 2019 da Bill Skarsgård. Viene menzionato più o meno indirettamente in altre opere dello scrittore come “Tommyknockers”, “L’acchiappasogni”, “22.11.1963”. Altre creature dei suoi libri come Il Re Rosso della Torre Nera e il Re sanguinario di Insomnia hanno sensibili analogie con esso.

IT è una creatura appartenente al macrocosmo, una sorta di spazio nero vuoto che avvolge il multiverso come viene concepito da Stephen King. Egli vive al suo interno assieme a Maturin, la tartaruga dal cui vomito ha avuto origine l’universo (una sorta di Azathoth ma benigno). IT invece ha una fame insaziabile e ha lo scopo di divorare l’universo prodotto da sua fratello. Nel macroverso esiste un’altra entità detta l’Altro sul cui conto non si sa niente, ma che potrebbe essere a detta di molti il dio Gan menzionato ne La torre nera.

Esso non è un semplice mostro ma una vera e propria malia (glamour, nel libro), un essere pienamente malefico in grado di diventare le peggiori paure di chi lo osserva.

I suoi soli scopi sono mangiare e dormire, al punto che anziché uccidere immediatamente i Perdenti li lascia in vita per far loro provare maggiore paura. 

E’ implicito che appartenga a una specie con altri esemplari, siccome a fine libro lo si vede nella forma di ragno gravido e le sue uova vengono infine distrutte.

La prima forma con la quale si presenta al lettore, che è anche quella più celebre, è l’identità di Bob Gray o Pennywise, il clown danzante. Ha un aspetto che i più riconducono a Bozo il clown o a Ronald McDonald: un clown dalla faccia bianca, due ciuffi di capelli rossi ai bordi della testa, il sorriso rosso disegnato sulla faccia e il classico nasone rosso. Indossa un abito di seta ed è spesso accompagnato da una moltitudine di palloncini.

La sua vera forma però proviene dai deadlights (i pozzi neri), un reame extradimensionale che porta alla pazzia o alla morte la mente umana che si soffermasse a guardarlo.

IT precipitò come un meteorite nel luogo ove millenni dopo sarebbe sorta la città di Derry nel Maine.

Pennywise si nutre della paura e degli esseri umani, in particolare trova deliziosa quella dei bambini: a tale scopo, quando ha bisogno di nutrirsi, si aggira nella città di Derry in cerca di giovani prede da terrorizzare e uccidere. Egli è in pratica fuso con la città stessa di Derry, al punto che gli abitanti non si rendono coscientemente conto della ciclicità di 27 anni con la quale si desta per nutrirsi e provoca disastri.

Possiede consistenti poteri telepatici e di alterazione della realtà che gli consentono di controllare le menti e di apprendere quali sono le paure delle sue vittime e poi di renderle reali dal loro punto di vista: può ad esempio assumere l’aspetto di qualsiasi cosa o essere spaventi la propria vittima (come una persona conosciuta o un mostro del folklore) per atterrirla.

Il suo principale potere è quello di materializzare ciò che è insito nella mente del suo interlocutore, specialmente nel caso delle sue paure più profonde. Appena dice al piccolo Georgie di essersi allontanato dal circo questi sente appunto tutti i suoni e gli odori che lui immagina per il circo.

Può far apparire dal nulla costrutti, come miriadi di palloncini, che sono reali per gli spettatori ma che poi non lasciano traccia.

Può manipolare la realtà entro certi limiti, siccome mantiene la città di Derry prosperosa in cambio dell’impunità per i suoi crimini, e determina il successo nelle vite dei Perdenti per tenerli lontani da lui una volta cresciuti. Entro i confini della città di Derry manifesta un gran numero di capacità soprannaturali come forza e velocità sovrumane, teletrasporto, invisibilità, telecinesi e controllo del clima.

Il suo grande limite rispetto ai veri e propri Dei Esterni è che IT anche se lo sembra non è affatto divino: non è immortale, non ha poteri illimitati, si affatica e può essere ucciso.

Il suo principale punto debole è il fatto che, quando assume una forma, ottiene anche le debolezze che esse hanno nella logica della propria vittima: se diventa ad esempio un lupo mannaro può essere ucciso da proiettili d’argenti come è di norma nel folklore al quale tale creatura appartiene.

Se, per ipotesi, fronteggiasse un individuo senza alcuna paura o un gruppo di soggetti in grado di sostenersi a vicenda, come appunto fanno i Losers, sarebbe addirittura affrontabile con estrema facilità. Inoltre egli stesso prova paura, la paura di essere sconfitto e di non essere onnipotente come sostiene di essere.

IT è il più calzante esempio di orrore cosmico trasmesso su carta da Stephen King.

Questa entità ha delle caratteristiche sia dei Grandi Antichi che degli Dei Esterni, siccome è un essere extracosmico finito per qualche ragione nel nostro continuum e ibernatosi sulla Terra, la cui presenza suscita orrore e sconcerto e i cui poteri rasentano quelli divini.

N

N è un racconto pubblicato nella raccolta “Al crepuscolo” del 2008.

Uno psicologo indaga sulle fissazioni del proprio paziente N. morto suicida, che era convinto di essere responsabile di un portale fra i mondi collocato nell’Ackerman’s Field nelle campagne del Maine. 

Un incubo serpeggiante fatto di orrore, follia e minacciosi ambienti naturali.

King ha dichiarato di avere tratto ispirazione da Il grande dio Pan di Arthur Machen, romanzo horror lodato anche da Lovecraft, che trovi spiegato nel mio canale.

Revival

Revival è un romanzo horror del 2014. Il pastore Charles Jacobs giunge con moglie e figlio in una cittadina nel New England per prendere possesso della propria parrocchia. Dopo avere perso la propria famiglia si allontana dalla fede per cimentarsi in pericolosi esperimenti sull’elettricità che lo porteranno a scoprire una terrificante verità sulla realtà in cui viviamo. Revival narra una storia lunga 50 anni che culmina in un finale genuinamente agghiacciante, decisamente lovecraftiano. 

La Grande Madre, l’entità superiore dell’altra dimensione, ha delle similitudini con Shub-Niggurath.

Le storie lovecraftiane di Stephen King
Stephen King Poster (https://www.deviantart.com/sinews/art/Stephen-King-Poster-375203347) BY SinewS (https://www.deviantart.com/sinews)

Tommyknockers – Le creature del buio

Le creature del buio (Tommyknockers) è un romanzo di King del 1987.

La scrittrice Bobbi Anderson rinviene nel proprio campo i resti di un’astronave dalla quale si sprigiona una forza invidiosa e maligna, proveniente dai resti dei suoi occupanti, morti ma non nel senso che intendiamo no. Man mano che la donna si impegna a portarla alla luce le esalazioni si spingono alla vicina cittadina di Haven mutando orribilmente nel corpo gli abitanti, donando loro una capacità di inventiva e portando alla luce il loro lato più violento e disumano.

L’ispirazione principale della storia viene dal racconto Il colore dello spazio di Lovecraft: per esempio, nella prima parte del libro la forza misteriosa viene descritta come una luce verdognola provvista di volontà propria che si sposta e produce effetti innaturali sul povero cane Peter.

La scorciatoia della signora Todd

La scorciatoia della signora Todd (Mrs. Todd’s Shortcut) è una storia pubblicata nella raccolta Scheletri del 1985.

Una donna di nome sig.ra Todd e un uomo chiamato Homer raccontano di come lei sia impazzita nella sua ricerca di scorciatoie in modi apparentemente impossibili… e di come stia ringiovanendo.

L’idea delle fughe apparentemente impossibili richiama le capacità della strega Keziah Mason in I sogni della casa stregata di Lovecraft.

Il fotocane

Il fotocane (The Sun Dog) è una storia pubblicata nella raccolta “Quattro dopo mezzanotte” di Stephen King del 1990.
Un quindicenne riceve per il proprio compleanno la tanto desiderata polaroid. Ben presto però si avvede che la macchina non è quello che dovrebbe essere, fa infatti foto molto simili fra loro e ritraenti un cane nero davanti a uno steccato. La cosa più preoccupante e è che il cane nella foto si muove, fino a quando non si accorge di essere ripreso e inizia a digrignare i denti.

L’idea di entità misteriose riprese con mezzi scientifici e che diventano aggressive quando si accorgono di essere osservate ricorda il racconto Dall’ignoto di Lovecraft.

Orrore a Crouch End

Il racconto Orrore a Crouch End (Crouch End) appare nella antologia “Incubi e deliri” del 1993.

Una giovane coppia, marito e moglie, sono a Londra nei pressi di Crouch End per trovare degli amici. Giunti in taxi, si trovano intrappolati in quella che si rivela essere una agghiacciante dimensione lovecraftiana. Nel racconto si menziona una “capra dai mille cuccioli” che è un palese riferimento a Shub-Niggurath.

La storia è stata adattata per l’antologia TV Nightmares & Dreamscapes: From the Stories of Stephen King.

Jerusalem’s lot

Jerusalem’s Lot è un racconto contenuto nella raccolta “ A volte ritornano” del 1978: rappresenta forse il tributo maggiore fatto da King allo scrittore di Providence, in questa storia ne ricalca stile e tematiche. 

Charles Boone e il suo domestico vanno a vivere a casa di un parente a Chapelwaite. L’abitazione è oggetto di strane dicerie in città e sulla famiglia di Boone grava una tremenda fama da quando il nonno Robert cercò di rubare al fratello occultista Phillip il libro maledetto De Vermis Mysteriis.

Come scopriranno i personaggi, le superstizioni locali hanno una base decisamente realistica, e nei sotterranei della chiesa si muove qualcosa di terrificante e innaturale.

Vi sono molti richiami alle tematiche e all’universo lovecraftiano: il concetto di colpa atavica (come in I ratti nei muri) e l’impossibilità di sfuggire al destino, la presenza dei foschi caprimulghi come in L’orrore di Dunwich e il grimorio De Vermis Mysteriis, creato da Robert Bloch ma il cui nome gli venne suggerito da Lovecraft.

La storia appare nella serie televisiva web Castle Rock.

Nell’erba alta 

Nell’erba alta (In the tall grass) è un racconto scritto da King e dal figlio Joe Hill del 2012.

Cal e Becky, fratello e sorella, si trovano in Kansas quando odono le grida disperate di qualcuno da un campo di erba alta ai margini della strada. I due cercano di indagare finendo per perdersi nel campo, con le grida che si fanno sempre più disperate. Scopriranno che l’erba alta è un mondo da incubo che avviluppa le proprie vittime spingendole alla morte per disidratazione o a causa delle altre persone racchiuse al suo interno.

Anche in questo caso abbiamo un’atmosfera lovecraftiana da incubo dove il terrore nasce dall’ignoto e dall’inconoscibilità del fenomeno che minaccia i protagonisti.

La Nebbia 

La Nebbia (The Mist) è un romanzo breve della raccolta Scheletri del 1985.
Bridgton, nel Maine, viene di colpo avvolta da una spaventosa nebbia al cui interno si celano creature terribili che imprigionano alcuni abitanti. Il pericolo non viene soltanto dai mostri ma anche dalla paranoia e dal fanatismo di alcuni degli individui asserragliati, che iniziano a cadere preda della follia, proprio come avviene frequentemente nelle opere di Lovecraft.

Dalla storia è stato tratto un film nel 2008 e una serie TV nel 2017.

Buick 8

La Buick 8 del titolo di questo romanzo del 2002  è un auto in possesso della stazione di polizia Troop D della Pennsylvania dalle qualità eccezionali: quando si arrugginisce o ammacca si auto-ripara, gli strumenti sul cruscotto sono soltanto disegnati, e produce degli strani flash luminosi. Più di una persona che ha avuto a che fare con lei è svanita ed è associata a fatti tragici, siccome il primo ad averla vista è anche l’assassino del padre di Ned.
La macchina in effetti è una sorta di portale verso un’altra dimensione, senziente e malevola, sempre in caccia di nuove vittime.

In questo romanzo si evidenzia la limitatezza della consapevolezza umana rispetto ai fenomeni imperscrutabili che ci circondano appartenenti a sfere del tutto diverse dalla nostra: avvengono “cose” che noi non possiamo capire, e indagare su di esse conduce soltanto alla morte.

1922

1922 è un racconto pubblicato nella raccolta Notte buia, niente stelle del 2010.

Siamo nel 1922. Wilfred James, un agricoltore del Nebraska, uccide con la complicità del figlio Henry sua moglie Arlette, che voleva divorziare e vendere cento acri di terreno a una compagnia che avrebbe finito per devastarlo. Il piano riesce, ma si avvia una serie di sventure a catena che porteranno Wilfred alla perdita del figlio, della fattoria, di una mano e a essere tormentato da famelici topi, nonché dal fantasma della moglie.

La storia richiama pesantemente “I ratti nei muri” del 1927, ugualmente con un personaggio vittima di deliri psicotici, che è certo di avvertire la presenza persecutoria di famelici ratti.

Dalla storia è tratto un film nel 2017.

Altre citazioni a Lovecraft

Tra i personaggi lovecraftiani di King in opere horror di altro genere, il podio spetta di diritto a Randall Flagg, il criminale multidimensionale che infesta diverse delle opere di King. 

Per la sua indole maligna e la tendenza a spargere caos e morte viene consistentemente equiparato a Nyarlathotep, il Caos Strisciante lovecraftiano che gode nel seminare scompiglio tra i mortali. 

Jamey Sheridan interpreta Randall Flagg nella miniserie L’ombra dello scorpione del 1994, Matthew McConaughey interpreta Walter Padick nel film del 2017.

Si tratta di uno stregone servitore “dell’oscurità esterna” che appare in diverse storie: nella Torre Nera viene chiamato l’Uomo in nero, Marten Broadcloack o Walter O’Dym (ma il suo vero nome è Walter Padick); in L’ombra dello scorpione è Randall Flagg, in “Gli occhi del drago” è il mago di corte Flagg.

In “L’ombra dello scorpione” è il crudele capo di una comunità di sopravvissuti alla grande piaga che ha sterminato oltre il 99% del genere umano; nella saga della Torre Nera è l’uomo in nero, lo stregone che il pistolero Roland insegue nel deserto e che agisce come emissario del Re Rosso, e in precedenza era il mago di corte Marten che tramava per la caduta di Gilead; in Gli occhi del drago è il mago di corte che aspira a divenire re.

Proprio come Nyarlathotep, egli viaggia tra gli uomini in forma umana, esiste in varie forme nel mondo dei mortali e usa le proprie tecniche di manipolazione per conseguire i propri scopi: è subdolo e satanico, e trae un vero e proprio piacere nel causare follia e sofferenza.

In “Gli occhi del Drago” il libro di incantesimi di Randall Flag è stato scritto sull’altopiano di Leng da un uomo chiamato Alhazred, rendendolo di fatto il Necronomicon.

Nel romanzo Cose preziose di Stephen King si legge su dei graffiti “Yog-Sothoth Rules”.

Nel racconto breve Gramma di Stephen King la protagonista invoca Hastur per ingravidarla, e il suo nome può essere utilizzato negli incantesimi per fare addormentare.


E con questo, spero, di avere riepilogato tutte le storie essenzialmente lovecraftiane del prolifico scrittore horror del Maine. Lasciami un commento, noi ci vediamo al prossimo blasfemo video!

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