Benvenuti in questo scontro all’ultimo sangue tra due dei predatori più implacabili del cinema horror.
Leggi tutto: Pennywise vs Jeepers Creepers: chi è il miglior predatore?Da un lato abbiamo il Creeper, un’entità demoniaca antica di almeno duemila anni che segue un rituale biologico rigidissimo, risvegliandosi ogni ventitreesima primavera per ventitré giorni di pura carneficina. Il suo obiettivo è semplice quanto macabro: deve mangiare parti umane per rigenerare il proprio corpo deteriorato, diventando un vero e proprio “vampiro di organi” che assimila ciò che consuma. Il Creeper non è solo forza bruta, ma un cacciatore intelligente che usa un olfatto soprannaturale per annusare la paura e identificare quale vittima possieda i pezzi di ricambio migliori per la sua sopravvivenza. Possiede una forza che gli permette di strappare teste a mani nude e ali da pipistrello che lo rendono un predatore aereo quasi impossibile da seminare. Oltre alle doti fisiche, dimostra una perversa ingegnosità guidando un camion blindato del 1941 pieno di trappole letali e fabbricando armi personalizzate con le ossa delle sue vittime.
Dall’angolo opposto emerge Pennywise, che non è affatto un pagliaccio… cioè lo è, ma allo stesso tempo non lo è… insomma, si tratta di un’entità mutaforma aliena o extradimensionale giunta sulla Terra milioni di anni fa. Pennywise segue un ciclo di letargo di circa 27 anni e, a differenza del Creeper, non caccia per necessità biologica ma per una sorta di piacere gastronomico, sostenendo che la paura renda la carne della vittima più saporita. La sua vera forma risiede nei Pozzi Neri (Deadlights), una forza distruttiva proveniente dal Macroverso che esiste al di fuori del tempo e dello spazio conosciuti. Questo predatore psichico manipola la realtà, crea illusioni tangibili e può teletrasportarsi istantaneamente, controllando l’intera città di Derry attraverso l’apatia e la manipolazione mentale. La sua forza è direttamente proporzionale al terrore che riesce a scatenare: più la sua preda ha paura, più lui diventa potente e imbattibile.
Questi due mostri condividono diverse somiglianze, come i cicli di ibernazione secolari e l’ossessione per il consumo di esseri umani attraverso l’uso della paura. Tuttavia, le loro differenze sono profonde e cruciali per l’esito di uno scontro. Il Creeper è fondamentalmente un predatore fisico e tattico che, sebbene immortale, può essere ferito, sentire dolore e venire immobilizzato attraverso danni estremi ai suoi arti o organi. Pennywise è invece una divinità cosmica che usa un avatar fisico come maschera; mentre il Creeper ha bisogno di organi per guarire, Pennywise può rigenerarsi quasi istantaneamente a meno che non venga colpito nel profondo della sua volontà o attraverso rituali specifici. Inoltre, il Creeper agisce per istinto di conservazione, mentre Pennywise è un essere arrogante che gode nel giocare con le sue prede prima di ucciderle.

Chi è più forte tra It e il Creeper?
Analizzare le carriere di questi due mostri significa immergersi in una scia di sangue che attraversa i secoli, dove il successo di un predatore si misura non solo nelle vittime accumulate, ma anche nella capacità di resistere a chi tenta di abbatterlo. Il Creeper ha un curriculum di vittorie brutali e metodiche; tra i suoi trionfi più noti spicca la caccia ai fratelli Jenner, culminata con la cattura di Darry, a cui ha rimosso gli occhi per sostituire i propri. Nel corso della sua storia, ha decimato interi distretti di polizia, uccidendo numerosi agenti e prigionieri per rigenerarsi, e ha sterminato una squadra di vigilanti organizzata appositamente per dargli la caccia. Persino un gruppo di giovani campioni di basket e i loro accompagnatori sono caduti sotto i suoi colpi, dimostrando che né la forza numerica né l’agilità atletica possono competere con la sua precisione letale nel lanciare armi fatte di ossa.

Tuttavia, il predatore alato ha incontrato la sua nemesi nella figura di Jack Taggart Sr., un agricoltore spinto dalla vendetta dopo il rapimento del figlio Billy. Taggart è riuscito in un’impresa che nessun altro aveva compiuto: utilizzando un arpione artigianale, ha trafitto ripetutamente il Creeper, mutilandolo gravemente e costringendolo a uno stato di ibernazione forzata. Sebbene non sia stato tecnicamente “ucciso” – data la sua natura immortale e la capacità di risvegliarsi ogni 23 anni – il Creeper è stato di fatto sconfitto e “crocifisso” nella stalla dei Taggart, dove l’ormai anziano agricoltore attende il suo risveglio con un cannone ad arpioni puntato dritto al suo cuore. In sostanza, il Creeper è stato abbattuto dalla determinazione umana e dalla forza fisica bruta, sfruttando il limite temporale del suo ciclo di attività.
Pennywise, d’altro canto, opera su una scala di potere e di sconfitta molto più metafisica. Per secoli ha dominato la città di Derry, nutrendosi di migliaia di anime e segnando la storia locale con tragedie cicliche, come l’esplosione delle acciaierie o l’iconico omicidio del piccolo Georgie Denbrough, a cui ha strappato un braccio prima di trascinarlo nelle fogne. La sua capacità di manipolare la mente di un’intera popolazione gli ha permesso di rimanere impunito per millenni, nutrendosi della paura che lui stesso alimentava. A differenza del Creeper, Pennywise non sceglie le sue vittime solo per necessità, ma per il piacere di “salare la carne” attraverso il terrore.
La sconfitta di Pennywise è arrivata per mano del Club dei Perdenti, ma le modalità variano drasticamente tra le versioni. Nel contesto cinematografico, è stato abbattuto attraverso la negazione della paura: i Perdenti sono riusciti a indebolire l’avatar del clown insultandolo e riducendolo a una forma piccola e vulnerabile, privandolo della linfa vitale del terrore che lo rendeva invincibile. Nel romanzo, la battaglia è stata molto più complessa e cosmica, avvenuta attraverso il Rituale di Chüd, una sfida psicologica e spirituale tra le volontà dei protagonisti e la vera essenza delle Deadlights. In questa versione, i Perdenti non hanno agito da soli, ma sono stati supportati da entità superiori come la Tartaruga Maturin e Gan, dimostrando che per sconfiggere un dio servono poteri che trascendono l’umanità. Sebbene il Creeper possa essere fermato da un uomo coraggioso con un arpione, Pennywise può essere sconfitto solo spezzando le regole della realtà e della fede su cui si fonda il suo potere.
Jeeper Creepers: chi vince?
In un ipotetico scontro, il terreno di gioco cambierebbe drasticamente le sorti della battaglia. Se consideriamo la versione cinematografica di Pennywise contro il Creeper, il mostro alato avrebbe una seria possibilità di vittoria. Questo perché il potere del clown dipende dalla paura e il Creeper, nei suoi film, ha mostrato solo frustrazione o rabbia, mai vero terrore umano, il che renderebbe gli attacchi psichici di Pennywise molto meno efficaci. Il Creeper potrebbe usare la sua forza fisica superiore e le sue armi in osso per fare letteralmente a pezzi l’avatar del clown, sfruttando il fatto che Pennywise può essere indebolito se la sua preda non cade nei suoi giochi mentali. Tuttavia, Pennywise possiede ancora i Pozzi Neri, un’arma finale che potrebbe friggere la mente del Creeper se quest’ultimo commettesse l’errore di guardare direttamente nella sua gola.

Per approfondire questa sfida, tuttavia, dobbiamo scavare nel baratro che separa la versione cinematografica di Pennywise da quella originale del romanzo di Stephen King, perché stiamo parlando di due ordini di grandezza completamente diversi. Nei film, Pennywise viene presentato come un’entità aliena mutaforma schiantatasi sulla Terra milioni di anni fa, che opera su una scala “terrena” pur essendo terrificante. La sua forza fisica è sovrumana, capace di smembrare persone con facilità e abbattere muri, ma i suoi poteri rimangono a un “livello muro” o poco più, ovvero distruttività paragonabile all’abbattimento di un piccolo edificio. In questa veste, IT è un parassita che dipende totalmente dalla paura delle sue vittime: se la preda non lo teme o crede fermamente nella sua debolezza, lui perde potere e può essere ferito o addirittura rimpicciolito fisicamente, come visto nello scontro finale contro i Perdenti. Qui lo scontro con il Creeper sarebbe quasi equilibrato, poiché entrambi sono predatori fisici con rigenerazione rapida e cicli di ibernazione.
Tuttavia, se apriamo le pagine del romanzo, la situazione cambia drasticamente perché entriamo nel territorio degli orrori cosmici primordiali. Il Pennywise del libro non è un mostro, ma un’entità che risiede nel Macroverso, un vuoto extradimensionale chiamato anche Oscurità di Todash che esiste al di fuori del nostro spaziotempo e trascende la gerarchia del multiverso di King. L’ IT del romanzo quindi si trova al di sopra di ogni dimensione fisica e delle leggi della fisica stessa.
Il Pennywise che vediamo a Derry è solo un avatar, una sorta di “proiezione” o ombra proiettata nella nostra realtà da una divinità che “mangia i mondi”. Mentre il Creeper usa armi medievali e shuriken fatti di ossa, il Pennywise del romanzo manipola la causalità e la narrazione stessa della città, influenzando la storia di Derry per secoli. La velocità della sua vera forma è considerata “improponibile” o immisurabile, poiché esiste in un vuoto dove il tempo non ha significato, a differenza del Creeper che, per quanto veloce e capace di volare, rimane limitato a velocità subsoniche e deve inseguire fisicamente le sue prede.

In un ipotetico scontro con la versione del libro, il povero Creeper non avrebbe nemmeno la possibilità di ingaggiare un combattimento. I Pozzi Neri non si limitano a ipnotizzare, ma sono un attacco diretto alla coscienza e all’anima che può incenerire la mente di chiunque vi guardi dentro o trascinare la vittima in uno stato di morte vivente eterna. Il Creeper, essendo un’entità biologica immortale ma dotata di una mente e di sensi, verrebbe annientato nell’istante in cui percepisse la vera forma di IT. Per sconfiggere il Pennywise letterario è necessario il Rituale di Chüd, una battaglia metafisica di volontà supportata da altre divinità cosmiche come la Tartaruga Maturin, qualcosa che va ben oltre le capacità tattiche o la forza bruta di un predatore demoniaco della Florida.

In sintesi, la versione cinematografica di Pennywise è un mostro che il Creeper potrebbe affrontare con una certa dose di successo grazie alla sua resistenza e alla sua apparente mancanza di paura umana, ma la versione del romanzo gioca a un gioco divino a cui il Creeper non è nemmeno stato invitato. È la differenza che passa tra un cacciatore esperto che affronta una tigre e un essere umano che cerca di combattere contro il concetto stesso di oscurità: non importa quanto sia affilata l’ascia del Creeper, non puoi ferire un’entità che esiste al di fuori del tuo terreno di caccia.
E con questo è tutto. Voi a chi avreste attribuito la vittoria? Fatecelo sapere nei commenti, e suggeriteci candidati per il prossimo scontro. Noi ripartiamo per le stelle e ci vediamo alla prossima!











