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Vantaggi e svantaggi dei freelance – L’esperienza di Alessandro Pozzetti

Vantaggi e svantaggi dei freelance – L’esperienza di Alessandro Pozzetti

Ben ritrovato su questi lidi!


Come forse già sai,
lo scopo del mio blog è quello di dare spazio digitale a tutti coloro che, con la propria fantasia, passione e impegno, danno forma a progetti e attività in grado di rendere il mondo del web marketing ancora più meraviglioso.

Alessandro PozzettiOggi ho deciso di regalarti la testimonianza di uno dei miei blogger preferiti: Alessandro Pozzetti, web writer e professionista della rete, che sul suo blog APClick pubblica interessanti approfondimenti, guide e aneddoti  sul mondo dei social media, del web marketing e del lavoro da freelance.

Esatto, ho pensato che tanti amici come te si sono chiesti almeno una volta come sia la vita del libero professionista, quali vantaggi e svantaggi comporta, quale sia il modo migliore per trovare clienti e per mettere insieme un convincente portfolio di esperienze per dimostrare la propria professionalità… ma lasciamo che sia il nostro ospite a rispondere alle tue curiosità!

Ciao Alessandro! Per i nostri lettori che ancora non ti conoscono, vuoi parlarci un po’ di te?

Grazie a te, Ilario!

Mi chiamo Alessandro Pozzetti, ho 31 anni, sono sposato da pochissimo, vivo a Mirandola (pianura padana modenese), mi piace il buon cibo, amo ogni forma di animale terrestre (rispetto il serpente ma, non lo stimo particolarmente ^_^ ), gioco ancora con la PS3, professo la religione del basket e, da buon italiano medio, seguo anche il calcio.

Ho iniziato a lavorare nel mondo web solamente nel 2012, prima ero uno “spettatore”: studiavo e mi tenevo aggiornato esclusivamente per piacere personale. Poi, la svolta!

Oggi sono freelance e opero per diverse agenzie italiane come Community Manager, Blogger e Web Writer.

Lavorare come freelance: come lo definiresti in due parole?

Il lavoro come freelance, lo definirei più che altro in uno stato d’animo: stile di vita!

Cosa mi fa dire “è stata la scelta giusta diventare freelance”? La soddisfazione e lo stupore che, talvolta, possono generare le mie azioni sul viso dei clienti. Ecco, questa è la mia adrenalina pura!

Ilario: Il lavoro da freelance deve essere una vocazione, oppure un ripiego quando nessuno ci assume?

Alessandro: Raccolgo con piacere il tuo assist per raccontare questo aneddoto, accaduto a me e mia moglie.

Siamo stati recentemente alla camera del lavoro, per firmare un contratto di locazione per il nuovo appartamento dove presto traslocheremo e, quando hanno raccolto i nostri dati, alla voce “professione” abbiamo affermato che siamo freelance.

Il sindacalista ci ha guardati ed ha esclamato: “Ma.. siete disoccupati?” e, sia io che mia moglie abbiamo risposto: “No, siamo freelance per scelta!”

Perché ti ho voluto raccontare questa “storiella”? Per farti capire come siamo valutati fuori, all’esterno. Purtroppo, la crisi economica in Italia, ha portato molti dipendenti a licenziarsi e diventare collaboratori aziendali. Questo, chiaramente, per non perdere il lavoro, dato che le imprese non potevano più permettersi la zavorra di mega contributi che, ogni mese, per ogni singolo dipendente, dovevano versare.

Quindi, concludendo, per molti è stato un ripiego ma, per altri, come per me e consorte, è stata una “vocazione”, un desiderio.

Secondo te è necessario un periodo “da gavetta” al servizio di qualcuno, oppure è meglio imparare dai propri errori fin dall’inizio?

Alessandro: Il mio consiglio è sempre quello di fare un periodo di “gavetta”, sempre come freelance, prestando collaborazioni ad adeguate agenzie o professionisti che vi permettano di ricevere un compenso “sicuro”, a fine mese.
Poi, col tempo, sentirete voi il momento del fatidico lancio, di aprire autonomamente le vostre ali! Se può esservi utile, il mio motto è: “Prima di farti un nome, devi crearti un portfolio”.

Se tu potessi tornare indietro, seguiresti il percorso che hai fatto o cominceresti dal principio a lavorare in proprio?

Alessandro: Il percorso che ho fatto lo rifarei tutto. Scelte sbagliate incluse. Se no, non sarei quello di adesso, coi miei pregi, i miei difetti e la mia esperienza. L’unica cosa di cui mi rammarico è quella di non essermi accorto prima che, il mondo professionale a cui appartenevo, non era l’ambito acquisti/commerciale (benché mi piacesse) ma il marketing. Il web marketing, per l’esattezza!

Le 5 ragioni per le quali lavorare da freelance è la scelta giusta?

Ne avrei molte di più, ti elencherò le principali (non sono in ordine di preferenza):

  • organizzazione del mio tempo
  • organizzazione del mio lavoro
  • possibilità di maggior guadagno
  • essere l’artefice del mio futuro
  • fare una vacanza quando mi pare!

Al contrario, 5 casi in cui lavorare in proprio non è proprio quello che ci vuole?

Beh, se siete persone che prediligono una base solida, nella propria vita quotidiana, lavorare come freelance non è la scelta giusta.
Ecco i 5 perché:

  • non avrete più uno stipendio fisso ogni 15 del mese
  • non avrete più orari di lavoro (nel senso che lavorerete anche la domenica, talvolta)
  • i clienti vi pagheranno quando pare loro
  • vi dovrete versare i contributi
  • lavorerete da casa.

La domanda che tutti probabilmente vogliono rivolgerti: come trovare clienti quando si lavora in proprio?

Innanzitutto vi dovrete armare di tanta pazienza, tanta buona volontà e tanto tempo, senza mai dimenticarvi sul comodino, la mattina quando vi svegliate, la buona educazione e il rispetto per gli altri.

Personalmente, i clienti, li ho trovati facendo diverse ricerche su Google. Vi faccio un esempio: io sono della provincia di Modena e lavoro nel web marketing, quindi, per trovare agenzie disposte a collaborare, le ho cercate con la key “agenzie di comunicazione modena” e, le ho contattate tutte, una ad una, spedendo una personalissima eMail di presentazione (vi rimando al mio post che ho citato prima, per approfondire ulteriormente).

Per quanto riguarda miei clienti diretti invece, vere e proprie aziende, mi hanno trovato loro, grazie alla mia presenza on-line.

Come? Ho sfruttato tutti i social media su cui ero presente, blog incluso. Ho ottimizzato i miei profili e mi sono fatto trovare presente (quotidianamente) all’interno di gruppi di settore.

Vi sembrerà strano ma, sempre più aziende, sfruttano queste community all’interno delle piattaforme social (LinkedIn, Facebook e Google+ su tutti).

Ah dimenticavo: fatevi un giro anche su Crebs!

Vuoi regalare una perla di saggezza ai nostri lettori?

La mia perla di saggezza è: mangiate i tortellini, che fanno bene!

A parte gli scherzi, fate trasparire sempre il vostro lato umano, anche durante riunioni o colloqui di lavoro.

Grazie, Alessandro, per averci raccontato la tua esperienza!
Se vuoi approfondire ulteriormente come funziona il mondo dei lavoratori freelance, corri a leggere gli articoli di Alessandro su APClick!

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