Batman vs Kira: il Cavaliere Oscuro può risolvere il caso del Deathnote?

Batman vs Kira: il Cavaliere Oscuro può risolvere il caso del Deathnote?

La legge divina contro la ferrea volontà dell’uomo: quale death match ha presupposti più esaltanti?

Batman e Light Yagami sono tra i personaggi più carismatici della storia dei comics e dell’animazione.

Da un lato abbiamo un serial killer di criminali imbevuto di delirio messianico e del potere divino del Death Note. Giudice, giuria e boia semplicemente scrivendo sul suo quaderno il nome della vittima designata.

Dall’altra abbiamo il cavaliere oscuro di Gotham City, un eroe tenebroso che ha deciso di dedicare la propria vita alla difesa degli innocenti e alla lotta contro il crimine, accumulatore seriale di macchine fighe e di gadget costosissimi, e collezionista di avversari dalle più variegate patologie mentali.

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I nostri contendenti hanno una visione decisamente agli antipodi su come fare rispettare la Legge, ma a parte ciò hanno inaspettatamente degli elementi in comune. Sono entrambi dei geni (Light ha un QI, a seconda delle fonti, tra 180 e 200, mentre Bruce attorno a 190), si avvalgono di collaboratori preziosi, hanno ambedue affrontato alcune delle persone più intelligenti e pericolose delle rispettive ambientazioni, hanno a disposizione delle risorse soprannaturali (il Death Note e Ryuk per Light, gli alleati magici della Justice League per Batman).

Per cui, l’esito dello scontro è tutt’altro che certo.

Light viene presentato indubbiamente come un genio, se non come la persona più intelligente dell’intero Giappone. Il Death Note gli conferisce il potere di uccidere chiunque, in tutto il mondo e in qualsiasi momento, a patto che se ne conosca il vero nome e il volto, oltre a una serie di limitazioni specifiche.

Bruce Wayne, per parole di Superman, è “l’uomo più pericoloso della Terra.
Un genio, ricchissimo, allenato ai picchi della perfezione umana, uno di migliori maestri di arti marziali viventi, uno scienziato e soprattutto, il più grande detective del mondo.

Comunque, anche se lo scontro fisico è decisamente pendente dalla parte di Batman, Yagami è meno rammollito di quello che sembra. Lo abbiamo visto battere L a un intenso match di tennis, sa tirare qualche buon pugno e soprattutto sopravvivere a diversi colpi di pistola in pieno petto per un po’ di tempo. D’altronde, se uno vuole essere un Dio, qualche dote sopra la media deve pure averla!

Come potrebbe svolgersi uno scontro simile? Proviamo a gettare le basi per un ipotetico crossover.

Kira ha sconfitto L, e per ora non è emerso nessuno dei suoi adepti a fermarlo. Il regno di Kira si è espanso in tutto il mondo, un vero e proprio culto è sorto per osannare il dio sterminatore dei malfattori. La polizia sembra impotente e migliaia di criminali vengono falciati dallo spietato giustiziere. 

Ma c’è una città che più di ogni altra sembra incarnare tutto ciò che Light Yagami aborra, il crimine senza freni che non risponde a niente e a nessuno: Gotham City.

Una città nella quale una spietata evoluzione del sottobosco criminale ha spinto a emergere alcuni soggetti ancora più mostruosi nell’aspetto, ancora più spietati nei mezzi, ancora più folli nelle intenzioni. Gotham City sembra veleno, anche gli onesti e inossidabili procuratori distrettuali finiscono sfigurati nel corpo e nella mente.

Kira non può tollerare che un simile pozzo di depravazione continui imperterrito a prosperare. Poliziotti corrotti e famiglie mafiose ai suoi occhi sono allo stesso piano.

Mette mano al suo taccuino della morte, e inizia a falciare tutti i nomi più illustri della criminalità.

Dalle cronache cittadine ricava nomi e volti dei più famosi malavitosi e inizia a falciarli per recapitare il suo messaggio. Grazie ai suoi contatti con le forze dell’ordine risale ai dossier dei poliziotti di Gotham sottoposti a indagini interne per corruzione, e riserva loro lo stesso trattamento.

Ma una tale strage non può passare inosservata agli occhi del vigile paladino oscuro: Batman! Il pattern gli è chiaro: qualcuno riesce a distanza a uccidere criminali e affiliati nei modi più variegati. Conosce il mito di Kira e si rende conto che ora questo spietato serial killer ha preso di mira la sua città.

Il sottobosco criminale reagisce con paura a questa ondata di morti e vorrebbe mantenere un basso profilo: solo un folle oserebbe sfidare il potere di Kira.

E i folli abbondano a Gotham: le gang di Pinguino, di Due Facce, dell’Enigmista approfittano di questo momento remissivo per espandere il proprio potere con la forza. I regolamenti di conti si fanno ancora più serrati e sangue innocente scorre per le strade.

La GPCD, resasi conto che solo Kira può uccidere in quel modo, chiede l’aiuto della Japanese Task Force, ovvero del team sotto il controllo di Light Yagami, nei panni di L.

In questo modo Light può entrare in contatto con i dossier riservati dei criminali più sfuggenti e moralmente perversi che Arkham Asylum non è mai riuscita a tenere a lungo sotto controllo. A conoscenza dei nomi e dei volti dei supercriminali, Kira può uccidere le nemesi del Cavaliere Oscuro: Due Facce, Pinguino, Cappellaio Matto, Enigmista finiscono le loro vite di crimine e di violenza.

Ma a ogni azione corrisponde una reazione. In questo modo, Light ha aperto uno spiraglio nella sua barriera: ora Batman sa che il colpevole è al corrente delle informazioni riservate della polizia di Gotham, e capisce che il modus operandi di Kira ha un grosso punto debole. 

Non è in grado di uccidere qualcuno di cui non conosce il vero nome. E come fa il nostro eroe ad averlo capito?

Poiché c’è un uomo che più di tutti dovrebbe essere l’obiettivo delle mire omicida di Kira e che invece non è stato toccato. Il Joker, di cui nessuno conosce il vero nome.

A questo punto, la sfida è aperta.

Bruce Wayne ha intuito che Kira sia in realtà il vero capo della Japanese Task Foce, e intende svelare la sua identità.

Kira ha compreso che Batman è la principale minaccia al suo regno di terrore in Gotham, e che è l’unica persona che assieme a L ha realmente le capacità per stanarlo.

Ma chi si nasconde sotto il cappuccio dalle orecchie a punta?

Inizia così una serie di mosse e contromosse, di azzardi e di deduzioni, dove ciascuna delle due menti geniali verrà spinta al proprio limite.

Perché Kira non è il killer perfetto?

Intelligente, carismatico, con una forte visione di sé. Light Yagami ha le carte in tavola per spingere il mondo nella direzione che ritiene giusta. 

Nella sua visione delle cose ogni crimine è bandito, pena la morte. Morte che giunge inesorabile e senza appello, come da volontà di Kira, il dio che egli impersona con spietatezza e senza rimorsi.

Il soprannaturale quaderno Death Note gli da potere di vita e di morte, letteralmente, su qualsiasi individuo del quale conosca nome e aspetto, e Light è disposto a uccidere chiunque per fare rispettare il proprio volere.

Quindi, Light Yagami è il killer perfetto… oppure no?

Il modo più semplice per trovare una risposta a quanto sia intelligente Light Yagami consiste nel mettere a confronto Light / Yagami con la sua nemesi, il misterioso L.

Il geniale detective mostra per tutta la serie doti intellettuali paragonabili a quelle di Kira, mettendo a dura prova il suo operato e giungendo in più occasioni vicino a smascherarlo.

Per la precisione, dobbiamo notare che i due avversari hanno un approccio diverso verso il raggiungimento dei propri obiettivi, che condiziona i risultati.

L, per quanto sia spregiudicato e vada oltre i limiti della Legge, non supera mai certi dettami umani. Non usa la violenza contro i sospettati (si limita a imprigionare Misa per farla crollare) e coloro che utilizza come cavie per dimostrare il potere del Death Note erano già condannati a morte (anzi, coinvolgendoli nel suo piano, avrebbero avuto una chance di salvarsi).

Light, al contrario, non si pone assolutamente nessuno scrupolo nel raggiungere i propri scopi. Manipola e condanna a morte senza pensarci due volte, venendo colto da leggerissimi scrupoli soltanto nel caso di membri della propria famiglia messi in pericolo di vita.  A parità di intelletto, quindi, L si pone maggiori scrupoli rispetto al protagonista / antagonista della saga, il che lo rende più cauto e richiede più tempo per dimostrare le proprie tesi.

Chiaramente, Kira ha a disposizione la più efficace arma del mondo, che consente di uccidere chiunque, in qualsiasi luogo e momento, irrintracciabile, e che non è limitata da niente se non da una certa serie di condizioni molto specifiche.

Kira killer

Fatto ancora più importante, è Light ad avere il maggiore controllo sulle informazioni nella saga. Lui è quasi sempre in vantaggio: essendo il colpevole, conosce tutta la verità dietro l’operato di Kira, mentre il suo avversario deve ricostruire la vicenda da 0, senza contare il fatto che si trova a che fare con risorse soprannaturali, che un detective di mente meno aperta avrebbe escluso a priori, senza fare passi avanti significativi nella risoluzione del caso.

Come dice Light stesso, parafrasando, il Death Note è l’unica prova in grado di dimostrare l’esistenza del Death Note.

Inoltre Light ha dalla sua degli alleati soprannaturali dei quali si serve sia per modificare a piacimento le regole fittizie del Death Note per mettere fuori strada i suoi avversari, sia per eliminare direttamente coloro che non gli vanno a genio. Grazie al suo fascino e carisma può manipolare altre persone per commettere omicidi in sua vece, allo scopo di seminare false piste e proteggersi.

Tutto questo porta a pensare che Kira sia tremendamente intelligente e un killer fenomenale, ma la cui efficienza è limitata dalla portata delle persone che può manipolare. Senza Ryuk a dargli informazioni, senza Misa che sacrifica porzioni di vita per farlo felice, senza Rem messo all’angolo e costretto a uccidere per suo conto, i suoi piani avrebbero avanzato con molta difficoltà.

Kira, d’altro canto, utilizzando deduzioni precisissime e mezzi di monitoraggio pragmatici spinge il suo avversario al punto di dovere rinunciare alla proprietà del Death Note, che – considerando la situazione di vantaggio dal quale era partito – si può vedere come un enorme passo indietro.

D’altro canto, dobbiamo anche ammettere che L è un detective di professione con apprezzabile esperienza alle spalle, il cui mestiere è proprio quello di scoprire i responsabili dei crimini. Da questo punto di vista, Light, più giovane e senza esperienza di criminale professionista, è riuscito a celare le proprie tracce e a tenere testa all’acume del rivale in maniera sicuramente egregia.

D’altronde, Light non è in grado di prevedere ogni cosa. Misa scopre la sua identità e lo rintraccia semplicemente avendo a disposizione il suo nome e internet. Inoltre non aveva previsto la possibilità che L avesse degli eredi come Mello e Near.

In conclusione, possiamo sostenere che Kira è stato un killer più efficiente di L come detective nell’immediato, grazie non solo alla propria intelligenza, ma anche agli aiuti soprannaturali di cui ha potuto avvalersi.

Sicuramente anche L può contare su risorse considerevoli, milioni di dollari da spendere nelle indagini e una task force a sua disposizione: tuttavia si tratta del frutto delle sue doti intellettive e del duro lavoro che lo hanno portato in quella posizione. Light invece, senza nulla togliere al suo genio, ha ricevuto numerosi colpi di fortuna: il Death Note piovuto dal cielo (letteralmente), Ryuk che si lascia comprare con delle mele, Misa che gli regala la sua incondizionata fedeltà, Rem che può essere manipolato facendo leva sul suo senso di protezione, e via dicendo.

Light è incredibilmente abile nel manipolare le circostanze a sua disposizione, ma le circostanze che si verificano sono il frutto di eventi che gli vengono incontro.

Inoltre Kira commette anche errori grossolani spinto dalla propria arroganza, come quando uccide in diretta televisiva il finto L certo dell’impunità, rivelando in un colpo solo le modalità di funzionamento della sua arma e la sua posizione geografica. 

Per non parlare del finale, quando in estasi dichiara partita vinta, quando invece non fa altro che seguire il piano predisposto da Near.

D’altro canto, L nel giro di due mesi era praticamente certo dell’identità di Light Yagami come Kira, necessitando soltanto della prova definitiva per dimostrarlo. Prova il cui ottenimento, come detto, Yagami poteva continuamente ritardare grazie all’aiuto di Ryuk, di Misa e di Rem.

Se proprio vogliamo andare in profondità, Light ha anche un altro difetto: è pigro.

Nel senso che, con il Death Note a disposizione, uccidere il bersaglio per lui è la scelta più ovvia, eventualmente dopo averne tratto il maggiore vantaggio possibile.

Nel caso di Raye Penber, parte con l’idea di uccidere il poliziotto per ottenere i nomi dei suoi colleghi sulle sue tracce, e non prende nemmeno in considerazione l’idea di risparmiarlo, specie considerando che non era un criminale. Dal suo punto di vista, essere un delinquente o un suo oppositore non riveste differenze rilevanti. Così facendo però pone sulle sue tracce la fidanzata di Raye, Naomi, la quale a sua volta si avvicina molto alla verità, ed è costretto a uccidere anche lei.

Capite cosa vogliamo dire? Light è incredibilmente astuto nel breve periodo ma, nel lungo periodo, lascia una scia di briciole di pane che non è in grado di valutare, che aprono la strada a sempre maggiori piste verso di lui.

Piste che in mano di un individuo dall’intelletto fenomenale come Near, possono significare partita persa.

Riassumendo. Light Yagami è indubbiamente uno dei personaggi più intelligenti della storia dei manga e degli anime, e si può discutere se sia o meno superiore in fatto di intelletto al suo rivale.

Tuttavia, è un killer che non riesce fino in fondo a prendere decisioni oggettivamente più vantaggiose per lui, viziato dal potere omicida del Death Note e dalla convinzione interiore che le sue scelte siano sempre giuste e motivate. Non si mette mai in discussione, perciò non impara dai suoi sbagli e non cresce, restando limitato alle sue doti intellettive, pazzesche, ma non perfette in senso assoluto. E questo gli sarà fatale.

Lasciateci un commento, noi ci vediamo alla prossima.

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