Ben ritrovati su questi lidi!
Purtroppo, per noi viaggiatori delle stelle essere strappati alle meraviglie siderali per precipitare tra pranzi infiniti, riunioni con parenti non troppo graditi e regali fuori target è una vera e propria tortura. Ma, se anche voi fareste volentieri a meno dei festeggiamenti tipici del Natale, sappiate che siete in formidabile compagnia.
Abbiamo viaggiato in lungo e largo nel multiverso per radunare cinque agguerriti nemici del panzone in rosso spacciatore di regali. E, cosa più importante, vi spiegheremo perché costoro sono il perfetto specchio oscuro di tutto ciò che la gente pensa sia “magico” in questo periodo!
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5. Il Krampus (Marvel e DC)
Iniziamo, ovviamente, con il demone caprino che tutti amano odiare: Krampus! Chi è? Un uomo-demone, un’entità cornuta e pelosa, dotato di zoccoli e artigli, che punisce i bambini cattivi, in netto contrasto con Babbo Natale.
La sua storia Marvel è affascinante. Questo Krampus (di Terra-616) è un divoratore di anime. Può entrare nel regno terrestre solo una volta all’anno, a Natale, per cibarsi di anime umane. Un secolo fa, Babbo Natale lo ha sconfitto e bandito, riducendolo a una semplice leggenda. Per distruggere il Natale, torna e crea giocattoli diabolici chiamati Schnukies, che sono in realtà demoni pronti a rubare le anime dei bambini. Ha poteri magici che gli permettono di comandare queste creazioni demoniache per attaccare il mondo.

Nella DC (Terra Prime), è ancora più una questione di vendetta personale. Questo Krampus era un Elfo, un ex amico e persino un socio di Babbo Natale, lavoravano insieme per creare “questo giorno meraviglioso”. Ma poi Babbo Natale lo ha tradito, scaraventandolo nel vuoto! Ora vuole vendicarsi. Per rovinare le feste, ha promesso di liberare tutti gli orrori che lui e Santa avevano intrappolato, trasformando il Natale in un “giorno di miseria”.
Il Natale celebra la ricompensa per la bontà (Santa porta i regali). Krampus, invece, incarna la punizione implacabile e la paura. È il diavolo che ti ricorda che, no, non puoi essere perdonato per la tua cattiveria.
Quindi, pensaci bene a come comportarti il resto dell’anno!
4. Il Coniglietto Pasquale (DC)
E ora, la sorpresa più alcolica: Il Coniglietto Pasquale, una mascotte delle feste con problemi di dipendenza!
Chi è? Un personaggio della DC, parte di un gruppo di mascotte che si incontrano in un bar e che hanno tutte un obiettivo comune: eliminare Babbo Natale. La sua storia è un racconto di avidità capitalistica.

Perché odia il Natale? È semplice invidia e denaro. Il Natale è la festività più popolare, troppo popolare. Il Coniglietto e le altre mascotte ritengono di dover eliminare il “gigante” Babbo Natale per avere una fetta di popolarità e di guadagno più grande per le proprie celebrazioni.
E come fare senza sporcarsi le mani!
Semplice, se hai il denaro. Assumi Lobo, il sicario intergalattico, “l’uomo”, pagandolo un sacco di soldi affinché vada al Polo Nord e uccida il “bastardo allegro”. Il Coniglietto si posiziona come il mandante mafioso, assicurandosi che il lavoro sia completato, perché quando Lobo prende un contratto, il lavoro viene fatto.
Il Natale è spesso associato alla generosità, alla pace e allo spirito disinteressato. Il Coniglietto Pasquale lo contrasta perfettamente rappresentando la pura avidità, la concorrenza spietata e il cinismo mercenario.
Ah, e ovviamente stiamo parlando di una storia di Lobo, quindi aspettatevi qualcosa leggermente fuori tema rispetto alla bontà e allo spirito fraterno natalizio.
3. Oogie Boogie (Mister Bau Bau) (The Nightmare Before Christmas)
Passiamo a Oogie Boogie, da noi Mister Bau Bau, la nostra stella di tela grezza.
Chi è? Il principale antagonista di The Nightmare Before Christmas. È un sacco gigante pieno di migliaia di insetti, ragni e ha un serpente al posto della lingua. È conosciuto ad Halloween Town come il Boogeyman. In passato, ha persino tentato di convertire Halloween Town nella sua festa personale, “Crawloween” o “Bug Town”.

Perché è cattivo? È malvagio, sadico e voracemente affamato di potere. La sua più grande gioia è il gioco d’azzardo, e gli piace scommettere sulla vita degli altri. Nonostante il suo aspetto, è un po’ fifone, specialmente quando si scontra con Jack Skellington. Crede che Halloween non debba essere una festa divertente ma un’esperienza “malvagia e dannosa”. Il suo piano finale era di rapire tutti i leader delle festività per reclamare il titolo di “Re delle Sette Festività”, dimostrando che odia le celebrazioni in generale.
Fa rapire Babbo Natale (chiamato “Sandy Claws”) dai suoi scagnozzi. Lo imprigiona nel suo antro sotterraneo, una specie di casinò pieno di strumenti di tortura a tema gioco d’azzardo. Il suo piano diabolico prevedeva di aggiungere Santa al suo stufato di serpenti e ragni.
Il Natale dovrebbe essere magia, innocenza e gioia ben intenzionata. Oogie Boogie è invece terrore puro, caos incontrollato e sadismo spinto all’estremo, che mette letteralmente in gioco la vita del simbolo della festa. Per fortuna che c’è Jack nei paraggi!
2. Il Grinch
Non poteva mancare, il verde, peloso e rancoroso: Il Grinch!
Chi è? Il residente scontroso di Whoville, che vive come eremita sul Monte Crumpit. È un Grinch (o forse un What, non è chiaro). Il suo cuore era due misure troppo piccolo. È un abile artigiano e ingegnere, avendo costruito slitte e molte invenzioni.

Il Natale non gli va giù siccome ne ha sopportato il rumore e la baldoria per cinquantatré anni. Ha iniziato a odiare il Natale perché in gioventù era stato deriso a causa delle sue diversità durante una festa. In altre versioni, è un orfano che si sentiva troppo solo per festeggiare.
Per distruggere la festa si traveste da Babbo Natale, usando il suo cane Max come una sfortunata renna. Ruba meticolosamente tutti i regali, il cibo, gli alberi e persino i tronchi che i Chi stavano per bruciare. Quando viene intercettato dalla piccola Cindy-Lou Chi, mente dicendo che la luce dell’albero si era rotta e che lo stava portando in officina per ripararlo. Il suo piano è annientare la gioia spazzando via tutti gli oggetti e i suoni associati alla festa.
Il Natale, nella filosofia dei Chi, è lo spirito interiore, l’amore e la comunità, che persiste anche senza regali. Il Grinch, al contrario, crede che il Natale sia solo materialismo, rumore e frivolezza. Tenta di distruggere lo spirito rubando la sua manifestazione fisica, dimostrando la sua iniziale incomprensione del vero significato della festa.
1. Mr. Scrooge (“Il Canto di Natale”)
E concludiamo con il nonno di tutti i brontoloni, l’incarnazione dell’avarizia: Ebenezer Scrooge.
Si tratta di un ricchissimo e avarissimo banchiere britannico di Londra, un “miserabile” che di solito ha tra i 50 e i 60 anni. È il protagonista antieroico della novella “A Christmas Carol, in Prose. Being a Ghost-Story of Christmas” di Charles Dickens.

Il suo cuore è avvelenato dal passato. Era un bambino non amato dal padre e fu profondamente ferito dalla morte della sorella Fan. È stato anche lasciato dalla sua ex fidanzata, Belle. Tutti questi traumi lo hanno reso amaro, egoista e “cattivo fino in fondo”. Una persona così fredda da non permettere al suo impiegato, Bob Cratchit, di usare il carbone per scaldarsi in ufficio durante l’inverno.
Rispetto ad altri cattivi non punta a distruggere fisicamente i regali, ma distrugge lo spirito. Rende la vita un inferno per chi gli sta intorno, negando la felicità attraverso la sua avarizia. Il suo rifiuto di partecipare alla carità e alla gioia familiare è il suo attacco al Natale. Il suo famoso modo di dire “Bah! Bubbole!” è la sua dichiarazione di guerra personale contro l’allegria.
Il Natale si fonda sulla carità, la compassione e la celebrazione della vita e della famiglia (specialmente attraverso Tiny Tim). Scrooge rappresenta la gelida avarizia, l’isolamento egoistico e l’insensibilità verso la sofferenza altrui. È la negazione del calore umano, il che lo rende il contraltare perfetto per una festa che celebra il calore e la connessione.
Ma, per fortuna, il vero significato natalizio – quello della fratellanza, dell’amore e della vicinanza reciproca – riesce a raggiungerlo, attraverso gli insegnamenti dei tre spiriti, per dargli modo di correggere i propri errori e di diventare una persona migliore.
Morale della storia? Non bisogna essere necessariamente buoni e zuccherosi per rispecchiare l’anima del Natale, anzi: questi cinque personaggi sono la perfetta antitesi e, a modo loro, feroci contestatori di tutto ciò che non va (in consumismo sfrenato, l’ipocrisia, la superficialità, il tradizionalismo difeso a oltranza) per invitare lo spettatore ad abbracciare i veri sentimenti di affetto e altruismo che dovrebbero animare questa ricorrenza.
Speriamo di avervi fatto un bel regalo di Natale. Noi ripartiamo per le stelle e vi lasciamo i nostri auguri di buone feste e di un felice anno nuovo!











