Preparatevi perché oggi facciamo un tuffo verde e caotico nel mondo di un personaggio che ha segnato gli anni Novanta con il suo sorriso esagerato e la sua energia travolgente: The Mask! Siete pronti per un po’ di follia in stile cartoon?
Leggi tutto: The Mask – La storia completa della MascheraChi è The Mask? Origini e Poteri
The Mask, per tutti noi, è l’essenza della commedia slapstick, un turbine di toon force in completo giallo sgargiante. È l’alter ego iperattivo e scatenato di Stanley Ipkiss, un impiegato di banca di Edge City, timido e sfortunato. Quando indossa un’antica maschera di legno, Stanley si trasforma in The Mask, un ingannatore (trickster) senza freni la cui personalità è spesso descritta come eccentrica, bizzarra, esuberante e selvaggia.
Questa maschera mistica e magica conferisce a chi la indossa poteri di manipolazione della realtà basati sulla “Fisica dei Cartoni Animati” (Toon Force), permettendo trasformazioni, creazione di oggetti dal nulla e una virtuale invulnerabilità. A causa della sua natura caotica e imprevedibile, The Mask si lancia in buffonate e battaglie a suon di motti celebri come “Ssssmokin’!” (Spumeggiante!) o “Somebody Stop Me!”.
Nei fumetti originali della Dark Horse Comics, l’origine è avvolta nel mistero e nel folklore horror. Ci viene detto che la Maschera, fatta di giada, fu creata in un tempo indefinito da una tribù ignota in Africa. Gli sciamani di questa tribù usarono antiche pratiche e conoscenze spirituali per infondere l’artefatto di un potere mistico, usandolo nei loro rituali. La storia a fumetti non ci fornisce una certezza sulla sua creazione, ma stabilisce il suo legame con l’annullamento della moralità in chi la indossa. Quando è arrivato il celebre film del 1994, l’origine è cambiata, spostando l’attenzione su suggestioni nordiche. Il Dottor Arthur Neuman, un esperto di maschere, teorizzò che l’oggetto fosse di origine scandinava, databile forse tra il quarto e il quinto secolo d.C.. La Maschera, in questa versione fatta di legno, era stata scolpita per rappresentare Loki, il dio norreno dell’inganno e della notte, che era stato bandito dal padre Odino. Stanley stesso ha ipotizzato che Loki potesse essere stato bandito e intrappolato all’interno della maschera come forma di esilio,. A rafforzare il legame con il dio norreno, sulla placca metallica che funge da naso, è presente un simbolo, una runa norrena invertita che rappresenta la lettera L di Loki.
Poteri e abilità
Ma quali poteri conferisce questo allucinante artefatto?
Chi indossa la maschera è praticamente un dio, immune al dolore e virtualmente invulnerabile. Può subire un’esplosione, farsi fare a pezzi o persino farsi decapitare, ma si rigenera all’istante.
Non lasciamoci ingannare dalla sua natura comica; il suo potenziale distruttivo è spaventoso e quasi illimitato. Pensate che in alcuni crossover a fumetti, come quello con Lobo, la maschera ha mostrato la capacità di distruggere un intero sistema solare. C’è chi sostiene che chiunque indossi l’oggetto sia capace di annientare addirittura un universo intero, poiché il suo potere è limitato solo dalla fantasia.
Per fortuna, non è totalmente imbattibile, anche se le sue debolezze variano in base al media. In generale, la maschera può essere rimossa con la forza da qualcun altro. Nel film del 1994, la debolezza è legata alle sue origini divine: la maschera smette di funzionare all’alba. Ma nella serie animata, dove il tono è più leggero, il nostro eroe mascherato è vulnerabile se prende un forte raffreddore o l’influenza.
Storia editoriale
Sebbene il film lo abbia reso un eroe anti-convenzionale e spensierato, le origini di The Mask nei fumetti Dark Horse Comics sono molto più cupe.
Il concetto iniziale, nato da Mike Richardson nei primi anni ’80, era quello di un anti-eroe bizzarro chiamato originariamente “Masque” e poi “Big Head”. L’intento era creare un misto tra la forza distruttiva di The Terminator e la follia dei cartoni animati di Tex Avery, con un tono da comedy horror. Le storie originali erano estremamente violente, sadiche e cruente.

Il primo a indossare la maschera è Stanley Ipkiss. Nei fumetti, Stanley è un uomo normale che però reprime pensieri estremamente violenti e rancori intensi verso gli altri per offese banali. Una volta indossata la maschera di giada, si trasforma in Big Head, un assassino psicopatico che intraprende una carneficina per vendicarsi di chiunque lo avesse maltrattato, arrivando a uccidere poliziotti e persino il suo maestro delle elementari.
L’uso della maschera ha un impatto emotivo devastante su Stanley, rendendolo irritabile e violento anche quando non la indossa. Stanley viene alla fine ucciso dalla sua fidanzata, Kathy Matthews, che indossa la maschera per la prima volta proprio per fermarlo.
Dopo Stanley, la maschera viene indossata da diverse persone, tra cui il tenente Kellaway, che cerca di usarla per distruggere i signori del crimine ma diventa sempre più violento, il mafioso Nunzio, che diventa il più brutale dei Big Head, e la stessa Kathy, che la usa per buone intenzioni prima di rendersi conto che non vale il rischio. La maschera non funziona su Walter, l’implacabile scagnozzo della mafia.
1. Serie a Fumetti (Dark Horse Comics)
The Mask (1991)
Stanley Ipkiss trova la maschera di giada in un negozio di antiquariato. Diventa Big Head, un omicida sadico che compie vendette e massacra poliziotti. Stanley viene ucciso da Kathy, la sua ragazza, che in seguito affida la maschera al Tenente Kellaway.
The Mask Returns (1992 – 1993)
Kellaway indossa la maschera per combattere il crimine organizzato, ma i suoi metodi diventano troppo estremi. Dopo aver finto la morte di Big Head seppellendo la maschera nel cemento, l’oggetto viene rubato da dei mafiosi e finisce a Nunzio, che diventa un signore del crimine incredibilmente spietato. Kathy lo ferma e poi si scontra con Walter, l’unico in grado di ferire Big Head.
The Mask Strikes Back (1995)
Quattro adolescenti, inclusi un anarchico e un musicista fallito, trovano la maschera e tentano di usarla per migliorare le loro vite, ma finiscono per peggiorare le cose. L’anarchico, Rick, è il primo a indossare la maschera senza commettere omicidi.
Seguono altre miniserie come The Mask: The Hunt for Green October e The Mask: Southern Discomfort, dove l’oggetto continua a passare di mano. In The Mask: I Pledge Allegiance to the Mask! (2019), il politico Abner Mead usa la maschera per candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti, sfruttando i suoi sfoghi violenti e senza inibizioni per rendersi popolare.
2. Film
I film hanno addolcito il tono, trasformando Stanley Ipkiss da sociopatico represso a sfortunato di buon cuore.
The Mask (1994)

Stanley Ipkiss (Jim Carrey) è un impiegato di banca sfortunato e gentile. Trova una maschera di legno vichinga (presumibilmente legata a Loki) vicino al porto di Edge City e, indossandola, si trasforma in un eroe slapstick vestito con un completo zoot giallo. Stanley usa i poteri per vendicarsi di chi lo maltratta e per conquistare Tina Carlyle (Cameron Diaz). Il gangster Dorian Tyrell ruba la maschera e diventa un mostro malevolo, ma Stanley, con l’aiuto del suo cane Milo, lo sconfigge. Stanley e Tina alla fine si sbarazzano della maschera, lanciandola in acqua.
Il film introduce la Toon Force con effetti visivi impressionanti e cartooneschi, ispirati a Tex Avery e a Chi ha incastrato Roger Rabbit. La maschera funziona solo di notte.
Il Dr. Arthur Neuman ipotizza che la maschera sia di origine scandinava (IV o V secolo) e che raffiguri Loki, il dio norreno dell’inganno e della notte, bandito da Odino.
Son of the Mask (2005)

In questo sequel a sé stante (molto criticato), il fumettista Tim Avery (Jamie Kennedy) trova la maschera e accidentalmente concepisce un bambino, Alvey, che eredita i poteri senza doverla indossare. La trama si concentra sul dio Loki (Alan Cumming), che scende sulla Terra per recuperare la sua creazione (la maschera). Il film conferma esplicitamente che Loki è il creatore della maschera. Il cane di Tim, Otis, indossa anche lui la maschera. Tim deve proteggere suo figlio da Loki, finché Odino interviene, e Tim, alla fine, rinuncia alla maschera.
Il film fu un fallimento al botteghino e venne stroncato dalla critica a causa della sua sceneggiatura debole e della CGI scadente e troppo cartoonesca, mancando del cuore e dello charme dell’originale.
3. La Serie Animata (The Mask: Animated Series)
La serie animata, andata in onda dal 1995 al 1997 per tre stagioni e 54 episodi, riprende il tono umoristico e leggero del film.
La serie si svolge dopo il film: Stanley Ipkiss (doppiato da Rob Paulsen) ha tenuto la maschera di Loki, decidendo di usarla per il bene. Stanley, sebbene riluttante, combatte i criminali e i super-cattivi di Edge City come The Mask, un eroe caotico e birichino. Tina Carlyle non è presente nella serie.
A differenza del film, nella serie animata la maschera funziona sia di giorno che di notte.
Vengono introdotti nemici memorabili creati apposta per lo show, come il geniale ma squilibrato Dr. Pretorius, uno scienziato pazzo che si è rimosso la testa per avere maggiore flessibilità, e il suo scagnozzo indistruttibile e silenzioso, Walter. Altri villain ricorrenti includono la coppia di mutanti Putty Thing e Fish Guy.
Il tenente Kellaway rimane ossessionato dal catturare The Mask, credendo che sia Stanley Ipkiss. La giornalista Peggy Brandt (che nel film lo aveva tradito) è la principale figura femminile e una delle poche a conoscere il segreto di Stanley.
Il cane di Stanley, Milo, ha un ruolo più attivo, a volte indossando la maschera o aiutando attivamente Stanley in situazioni difficili.
La serie ha avuto un crossover con Ace Ventura: Pet Detective in un evento in due parti che ha funto da finale di serie.
4. Altre Apparizioni e Crossover
The Mask ha fatto apparizioni notevoli anche al di fuori delle sue serie principali, spesso nei fumetti.
In Lobo/Mask, il cacciatore di taglie intergalattico Lobo combatte il portatore di Big Head e, dopo aver vinto e indossato la maschera, provoca una distruzione su vasta scala a Manhattan. Lobo scopre di essere lui stesso l’obiettivo della sua caccia (Ultimate Bastich) a causa di un loop temporale causato dalla maschera.

Nello special Joker/Mask, il Joker ottiene la maschera da un museo di Gotham City. Poiché il Joker non reprime i suoi desideri, la maschera non altera la sua personalità, ma lo rende semplicemente inarrestabile e invulnerabile, combinando la sua follia con i poteri cartooneschi. Batman riesce a convincere il Joker a togliere la maschera, dicendogli che non è divertente e che dipende dai poteri dell’oggetto.

Ha avuto incontri a fumetti con Grifter e Marshal Law.
In Space Jam: A New Legacy (Duemilaventuno), la versione di Stanley Ipkiss di The Mask appare in un cameo come spettatore nel film.

E con questo è tutto! Lasciatemi un commento e fatemi sapere quale altro personaggio volete vedere analizzato! Noi ci vediamo alla prossima!











